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Gary Lucas live Bergamo

Il leggendario chitarrista presta la sua musica e il suo genio creativo al capolavoro del 1962 di Luis Buñuel

Gary Lucas è tornato l’8 marzo in Italia per dare il via alla quarantaduesima edizione del Bergamo Film Meeting, in una serata in cui cinema e musica si fondono in un esperimento innovativo che unisce diverse forme d’arte in un’unica esperienza. L’ex monastero di Sant’Agostino, oggi Aula Magna dell’università e perla della Città Alta, si trasforma in un contesto onirico e surrealista per donare nuova vita alle immagini del film “L’angelo sterminatore”.

Nell’oscurità di un monastero che diventa sala cinematografica, dove l’atmosfera si carica di suspense e attesa, Gary Lucas presta la sua musica e il suo genio creativo al capolavoro del 1962 di Luis Buñuel. Il film, un ritratto della società e della borghesia prigioniera delle proprie convenzioni, offre a Lucas una tela bianca su cui esprimere la propria creatività.

Americano di Syracuse, Lucas ha costruito una carriera che vede collaborazioni con leggende del Rock e della musica internazionale del calibro di Chris Cornell, Lou Reed, Iggy Pop, John Cale, Patty Smith e Nick Cave, passando per la composizione delle pietre miliari della musica “Grace” e “Mojo Pin” di Jeff Buckley. Quella della composizione di colonne sonore per i film, è la massima espressione della creatività del chitarrista.

Prima dell’evento, Gary Lucas mi racconta della nascita della sua passione e del legame tra cinema e musica. All’età di otto anni ha iniziato a guardare film horror e quando a nove anni ha iniziato a suonare la chitarra, i vicini pagavano cinque penny per guardare i film mentre il chitarrista li accompagnava dal vivo. Nel 1989, Lucas ha trasformato la sua passione per il cinema in un’opportunità che, quattordici anni fa, gli ha consentito di esibirsi proprio a Bergamo.

L’evento sold out fa presagire attesa e curiosità. Poco prima delle 21.30 gli ospiti sono tutti seduti, la sala si illumina del bianco e nero del film e Lucas è pronto con la chitarra per accompagnare le prime scene. Il palco, su cui sono presenti le due chitarre, è collocato davanti allo schermo con il chitarrista che si trova di spalle al pubblico e rivolge lo sguardo verso il film proiettato. Il suono delle chitarre è regolato dall’importante set di pedali ed effetti che permettono a Lucas di modulare il suono sulle scene di Buñuel.

Le composizioni musicali fondono elementi del Blues, della musica classica e d’avanguardia, contribuendo a creare l’atmosfera surreale rappresentata dal regista spagnolo nel film. Nel complesso, l’esperienza risulta più sonora che visiva; le note della chitarra permettono di concentrare l’attenzione sulla musica mentre la comprensione della trama del film è affidata ai sottotitoli, consentendo al pubblico di esplorare la complessità del capolavoro cinematografico attraverso il linguaggio della musica.

L’esperimento eseguito durante la serata inaugurale del Bergamo Film Meeting rivela chiaramente la passione e il divertimento che il chitarrista ha nel mettere la propria musica al servizio del cinema. Lucas regala al pubblico un’esperienza in cui la musica si impegna a sostenere e amplificare le emozioni che il regista desidera trasmettere attraverso la trama, offrendo l’opportunità di accedere ad una rivisitazione del film unica nel suo genere.

Articolo e foto di Luca Taddeo

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