Claudio Simonetti’s Goblin live 14 novembre Pistoia

Claudio-Simonetti-Goblin

È una serata uggiosa di novembre, la pioggia ha finalmente dato un po’ di tregua e l’odore del fogliame fradicio misto ai gas di scarico delle auto sale dalla strada come un fuoco fatuo in un cimitero di campagna… Dall’altra parte della strada, attraverso da una cortina di nebbia sottile, un’abbagliante luce rossa disegna l’ingresso alla Casa.

Entro. La vecchia nell’angolo mi guarda con occhi vuoti e sogghigna fra sé avvolta in un vecchio cencio sudicio. Lungo le pareti, un’interminabile sequenza di ritratti di uomini sudati, dai volti contratti in smorfie di passione e dai vestiti sgargianti conduce il mio sguardo verso un palco dove stasera le Tenebre saranno padrone.

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Sul palco del Santomato Live c’è infatti l’ultima incarnazione dei Goblin di Claudio Simonetti, con un tour che già dal titolo, “Greatest Hits”, picchia duro e parla chiaro. Il concerto inizia con un’oretta di ritardo rispetto al previsto, ma appena band tocca il palco, l’atmosfera si fa decisamente spessa e in un batter d’occhio ci troviamo immersi fino al collo nelle trame sonore intessute dal maestro Simonetti per i migliori registi di genere italiani le cui opere scorrono sugli schermi di palco per tenere dritto il timone del pubblico sul tema eseguito.

Come promette il nome del tour (e del disco appena uscito, “The Very Best Of…”), c’è tutto, e anche di più: Demoni, Suspiria, Opera, Zombi di Romero e persino un omaggio in famiglia con il pezzo che ha scalzato Profondo Rosso dal primo posto della hit parade, dopo sedici settimane. È “Gamma”, immaginifica sigla dell’omonimo sceneggiato televisivo del 1975 capolavoro di Enrico Simonetti, padre del nostro.

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La dimensione live lima via parecchia patina dagli strumentali, facendo emergere, anche grazie a una band decisamente all’altezza, l’anima prog dei Goblin … “E Suono Rock”, tratta da uno dei pochi album non associati nelle intenzioni ad alcun film, è accolta dal pubblico come una manna.

C’è spazio anche per i lavori più recenti con una “Brain Zero One” che devasta e la strizzata d’occhio a “Superstitious” di “The Demon is Back”, che mostrano chiaramente i lati più potenti e metal del suono dei nuovi Goblin.

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Il maestro Simonetti, nonostante voci circolate su una sua presunta antipatia e distacco, dialoga e scherza, sdrammatizzando alcuni inconvenienti tecnici che avrebbero rallentato il ritmo della performance e rimettendo subito tutto quanto sui giusti binari, la lunga introduzione a “Tenebre” (Questo brano viene da un film Horror, ma ha fatto ballare!) comprende una divertente citazione di “On The Road Again” dei Rockets che colpisce al cuore il pubblico più “esperto” in sala stuzzicandolo alla danceteria con un irresistibile refrain.

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La sezione ritmica è di granito, con la brutale Cecilia Nappo e il suo degno pari Federico Maragoni a stendere le fondamenta per le melodie e improvvisazioni di Bruno Previtali e del maestro Simonetti stesso che cita, si diverte con il vocoder e guida il pubblico in un crescendo di entusiasmo fino all’inevitabile suite di “Profondo Rosso” che, fra una citazione di Hendrix e un solo di batteria, chiude il set lasciando il pubblico a supplicare for more.

Il more arriva con “Il Cartaio” e una infuocata reprise di “Demoni” a sigillare finalmente, fino alla prossima data, il vaso di Pandora della musica dei Goblin.

 

Setlist

Opera

Mother of Tears

Demoni

Zombi

Zaratozom

Brain Zero One

E Suono Rock

Suspiria

Gamma

The Devil Is Back

Non Ho Sonno

Death Farm

Agnus Dei

Tenebre

Phenomena

Deep Shadows

Death Dies

Mad Puppet

Profondo Rosso

—reprise—

Il Cartaio

Demoni (Reprise)

 

Articolo di Federico Mazzoncini, foto di Letizia Mugri