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Goblin live Brescia

Uno dei musicisti più amati, stimati e presi a riferimento dell’intero globo terrestre

Claudio-Simonettis-Goblin-foto_RobertoFontana2022

La Festa di Radio Onda d’Urto porta il 22 agosto a Brescia il secondo ospite di respiro internazionale dopo il concerto di Ben Harper (leggi la nostra recensione). Il pubblico, però, non è quello delle grandi occasioni. Si sa, purtroppo, e non ci si può fare nulla. Prima di tutto nessuno è profeta in patria; poi si aggiunga il fatto che il Prog è musica ormai di nicchia all’interno della nicchia. Per non parlare di quello italiano poi … A tutto questo va sommato il mal d’Italia che imperversa da anni. Detto in parole semplici, se un grande musicista è italiano, o resta nel sottobosco di piccoli club, oppure – nella mente di molti – non può mai competere con i grandi nomi stranieri. Una cultura figlia dell’assenza di conoscenze musicali che imperversa in questo Paese perché Claudio Simonetti, e cioè l’anima de I Goblin, è uno dei musicisti più amati, stimati e presi a riferimento dell’intero globo terrestre.

Ennio Morricone, nel film che gli ha dedicato Giuseppe Tornatore, racconta di tutto il suo disagio nel comporre musica per il cinema. In estrema sintesi, prima di Morricone la musica per il grande schermo non era nulla, poco più che un mero intrattenimento commerciale. Con la sua parabola artistica le cose sono cambiate. Dopo di lui, cioè dopo aver aperto le nuove porte della percezione musicale differente, arriva sulla scena Simonetti. Attenzione, non è il secondo classificato; semplicemente si tratta di una questione anagrafica.

Sul palco della Festa di Radio Onda D’Urto, dunque, non c’è stato un dinosauro che celebrava se stesso e che, tirato fuori dal dimenticatoio degli anni ’70/’80, ha fatto prendere aria al suo repertorio. Chi ha pensato questo ha sbagliato e ha preso un abbaglio, oltre ad aver perso una grande occasione. Simonetti, con la sua rinnovata band, è fra i pochi musicisti e compositori italiani che, ogni anno, fa letteralmente il giro del Mondo e raccoglie applausi e consensi in tutti i cantoni del Globo, dal Giappone (dove è dura che si ascolti musica italiana oltre all’esperienza del Bel Canto) agli Stati Uniti, passando per il Sud America e l’Australia. Dato a Cesare quello che è di Cesare, raccontiamo lo show del 22 agosto.

Ad aprire il concerto The Mugshots, interessante band che mescola rock e sonorità prog, per poi immergersi nelle atmosfere di Simonetti e, inevitabilmente, del maestro Dario Argento e, a seguire, di George Romero. Spoileriamo subito perché molti penseranno che “Profondo Rosso” sia suonata all’infinito. Il grande classico non apre e neppure chiude il concerto perché il repertorio è ricco, articolato e pieno di sorprese. Il pubblico non è quello dei grandi eventi ok, ma ai presenti viene regalato uno show che pesca in tutta la lunga e ricca carriera di Simonetti. Si parte con “Brain zero one”, brano che arriva direttamente dall’ultimo lavoro in studio – “The devil is back” – suonato e composto dall’attuale formazione e cioè Cecilia Nappo al basso (motore di questa band, semplicemente perfetta), Daniele Amador alla chitarra (ottimo e virtuoso allo stesso tempo, senza eccedere) e Federico Maragoni alla batteria (prog, rock e metal nel suo pestare le pelli).

Poi lunga carrellata fra i brani famosi che hanno reso immortali le scene horror di Dario Argento: “Il cartaio e Demoni” (che verrà riproposta anche come bis), dall’album che nel 2020 ha festeggiato i 35 anni di vita con un’ottima edizione deluxe (da avere, la si trova solo sul sito di Simonetti). La modernità, soprattutto di “Demoni”, è potente e confesso che questo è un brano che va riscoperto, come tutto quell’album, perché il lavoro di fusione e sintesi di elettronica con suoni dance e di matrice prog lo rendono davvero decisamente attuale.

Il trittico dedicato agli zombi serve per rendere omaggio a Romero, vero visionario che ha saputo creare un personaggio che oggi è sinonimo di molte condizioni della nostra quotidianità. Allo stesso tempo è utile per ricordare un pò a tutti che Simonetti ha lavorato in tutto il Mondo e con grandi registi.  “Zombi, L’alba dei morti viventi” e “Zaratozom” funzionano, come piccola suite, in modo meraviglioso e le immagini del grande classico di Romero, proiettate sulla schermo, fanno il resto…

C’è spazio per pescare nei meandri della ricca produzione di Simonetti e dei Goblin. “Roller”, dall’omonimo album (fra i migliori della produzione extra cinema), fa felici molti fans; “Gamma” è scritta dal padre di Simonetti, Enrico, ed è il brano che, dopo 15 settimane, ha scalzato Profondo Rosso dal primo posto in classifica, record non ancora eguagliato racconta Simonetti figlio al pubblico. Questa parte centrale del concerto è, di fatto, la promozione dell’album “The very best vol. 2” che è in vendita da alcune settimane e dove ci sono, spiega il musicista, tracce poco frequentate e poco conosciute. Fra queste spicca “Death farm”, pezzo rock davvero intenso e ricco di suggestioni che, a riascoltarlo, fa capire dove molti gruppetti del recente passato siano andati a pescare…

Il finale, invece, è quello che ti aspetti e non può che essere così dopo un concerto coraggioso e non solo per il contesto, quello di una festa dove, solitamente, si ascolta musica che fa ballare e pogare, ma anche per questo momento storico. Una scaletta solo di brani musicali, senza possibilità di cantare, è davvero anacronistico ma chi è lì davanti al palco – e per fortuna – sa bene a che tipo di concerto sta assistendo. Non ho canzoni per farvi cantare, ma su questa potete farlo. Serve che ripetiate la la la, lala la lalalala… Non serve proseguire oltre perché tutti hanno capito che si tratta di “Suspiria”.

A seguire carrellata di classici da “Tenebre”, brano che ha la struttura del tormentone con la voce metallica che ripete, all’infinito, paura, fino a “Profondo Rosso” – dove il basso nella Nappi è perfetto – per arrivare all’esecuzione di “Phenomena”, autentico capolavoro per ricchezza di suoni, soluzioni armoniche e strumenti calibrati. Un brano che, però, ha risentito del successo infinito di “Suspiria” e di “Profondo Rosso” e che, dunque, è rimasto troppo spesso ai box di partenza per il grande pubblico. Il finale, come già detto, è il bis – meritatissimo – per “Demoni”.

La produzione musicale di Simonetti lo rende un grande classico della musica contemporanea – un mito vivente si potrebbe dire – e questa fama fa da contro altare ad una personalità umile e genuina che sul palco sembra quasi imbarazzato e impacciato. Allo stesso tempo non si sottrae ai fan e non è carico di atteggiamenti figli del divismo esasperato. Anche questo è cifra distintiva di un vero gigante della musica a noi contemporanea; uno di quelli che, un giorno, con un nipote sulle gambe al quale si racconta dei bei tempi andati, avvolti da suoni che andranno a ripescare nella sua produzione, potremo dire io Simonetti l’ho visto dal vivo; io c’ero ai suoi concerti.

Articolo di Luca Cremonesi, foto di Roberto Fontana

Set list Goblin 22 agosto 2022 Brescia

  1. Brain zero one
  2. Il cartaio
  3. Demoni
  4. Roller
  5. Zombi
  6. L’alba dei morti viventi
  7. Zaratozom
  8. Agnus Dei
  9. Opera
  10. Gamma
  11. Aquaman
  12. Non ho sonno
  13. Death farm
  14. The devil is back
  15. Suspiria
  16. Tenebre
  17. Profondo rosso
  18. Phenomena
  19. Mater Lacrimarum
  20. Demoni

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