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Holding Absence live Bergamo

La band gallese torna con un concerto impetuoso, travolgente, eclettico

Quante volte, a metà settimana, ci sentiamo stanchi, scarichi, aspettando il fine settimana per rilassarci e fare qualcosa che ci aiuti a rigenerarci? Potrebbe essere una gita fuori porta, un hobby divertente, una maratona tv sdraiati comodi sul divano, oppure perché no? Potrebbe benissimo essere un bel concerto, senza nemmeno aspettare il weekend, come è successo a me che ho unito gita e musica recandomi il 9 marzo al Druso, in provincia di Bergamo, per ricaricare le batterie al concerto degli Holding Absence.
Vi assicuro che l’adrenalina mi basterà fino a lunedì!

An Experience

Dopo le consuete peripezie autostradali arrivo al locale, tra i più frequentati della provincia, e scambio subito quattro chiacchiere con alcuni ragazzi che aspettano di entrare. Molti sono amici delle tre band che aprono per gli Holding Absence: An Experience, As Hikari e Not My Grave. Sul palco già troneggia la batteria degli attesissimi headliner, i cambi sono sempre rapidi grazie al personale efficientissimo.
La serata parte puntuale ingranando la quinta con gli An Experience, giovane band locale con al seguito calorosi e festosi amici; a seguire i milanesi As Hikari, band alternative metal/metalcore molto energica che annuncia l’uscita del nuovo singolo “Mark Me As An Enemy” per la fine di marzo.

As Hikari

Gli ultimi opener sono i Not My Grave, marchigiani, gruppo melodic metalcore nato durante la pandemia; carichi a mille, il loro stile alterna sapientemente suoni distorti a supporto della componente melodica. Chi ama gli Architects e i Bring Me The Horizon apprezzerà sicuramente anche questi giovani ragazzi; speriamo di rivedere questi tre gruppi sui palchi, a mio avviso hanno le carte in regola per crescere e fare della strada.

Not My Grave

Dopo si prepara velocemente il palco per gli Holding Absence, nati  a Cardiff, Galles, nel 2005. Li abbiamo visti di recente assieme agli Electric Callboy, e tornano in Italia con due date da headliner a Bergamo, appunto, e a Modena. Io, che speravo invano di muovermi abbastanza agilmente per il locale, non disponendo di un pit mi ritrovo ben presto con le costole premute a bordo palco, tra i fan che sono già scalpitanti ancora prima che la performance abbia inizio.

Colpisce come uno schiaffo in volto il loro essere così impetuosi, travolgenti, eclettici: salgono sul palco accolti da applausi scroscianti e urla dal pubblico che reclama le canzoni del cuore (se non fate la mia preferita divento una bestia, minaccia simpaticamente un fan alle mie spalle).
Abbandonando definitivamente l’idea di muovermi più di tanto, proteggo a forza il mio posto in prima fila quando Lucas Woodland, frontman e vocalist, fa il suo ingresso. La connessione che questo pubblico ha con lui e la sua band, e la loro musica ,è qualcosa di palpabile nel locale e rende magico l’inizio di questo concerto.

La scaletta offre brani tratti dai loro dischi e alcuni singoli, che il pubblico conosce e dimostra di amare, come quando tutti  cantano “Like a Shadow” insieme a Lucas, che è una fonte inesauribile di energia. Non smette mai di correre, saltare e scalciare su e giù per il palco. Sorride a tutti e stringe le mani che si allungano verso di lui.

L’eccellenza di questa band dal vivo può solo essere riconosciuta, ed è certamente una di quelle per la quale speri che abbia sempre successo: la presenza scenica è migliorata spettacolo dopo spettacolo, nel  tempo, e anche alcuni minuti di difficoltà tecniche non smorzano l’atmosfera né lo slancio dello spettacolo. Infatti la band riscontra qualche piccolo inconveniente all’impianto audio, che si ripete dopo una prima ripartenza, ma il pubblico li rincuora, applaude e i componenti della band ne sono visibilmente grati: Lucas ci fa sorridere, dicendo che avrebbe fatto anche un acustico, lui, ma non hanno una chitarra acustica a disposizione. Se mi aspetti, vado a prenderti la mia, si sente dire tra i presenti, e la sensazione è che avrebbe potuto benissimo succedere davvero. We love you, consolano i fan, e un We love you too del frontman, servito con sorriso disarmante, fa esplodere di applausi e calore il locale.

Il concerto riprende, tra i sorrisi raggianti e una gratitudine palese di Woodland, entusiasta come un ragazzino; si arriva così ad “Afterlife”, la loro più grande canzone fino a oggi, un connubio di emozioni, di vita che incontra la morte, l’amore che non finisce mai, nemmeno quando chiudi gli occhi; un pezzo che svolta sulla parte più melodica del genere.

Terminare con uno dei brani più amati dai fan,”Wilt”, con un frontman che si scatena senza limiti, non ha prezzo, è a dir poco bello: un locale pieno di persone che urlano ogni parola, letteralmente.
Uno dei motivi per cui tutti andiamo agli spettacoli è questo, per condividere momenti emozionanti con persone sconosciute con cui hai, però, in comune questo amore per la musica suonata con passione, e ascoltare “Wilt” degli Holding Absence, che di passione tumultuosa ne donano a piene mani, un giovedì sera a Bergamo è proprio questo, un pieno di adrenalina ed energia viva.

Articolo e foto di Simona Isonni

Setlist Holding Absence Bergamo 9 marzo 2023
1.Celebration Song
2.Curse Me
3.Like a Shadow
4.Monochrome
5.Gravity
6.Aching Longing
7.In Circles
8.No More Roses
9.Coffin
10.Afterlife
11.Wilt



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