Jethro Tull 50th Anniversary Tour

Un Teatro Verdi quasi completamente esaurito ha visto il 5 novembre 2019, la tappa Fiorentina del 50th Anniversary Tour dei Jethro Tull o, come ha voluto precisare il leader Ian Anderson nelle prime parole rivolte all’eterogeneo e multigenerazionale pubblico presente, il cinquantunesimo anniversario dei Jethro Tull.

Il palco del teatro è sobrio e pulito, tastiere e basso da una parte, batteria e chitarra dall’altra, al centro la posizione di comando di Ian Anderson, il microfono, la chitarra, l’armonica a bocca, il celeberrimo flauto e il suo carisma, sono gli strumenti di controllo con cui ha guidato tutta la serata.

Jethro Tull
Foto di Marco Borrelli

Il concerto è diviso in due set con una breve interruzione ed è arricchito da contributi video a opera di ex membri della band e musicisti famosi che introducono alcuni pezzi della scaletta, rendendo la serata anche più godibile e permettendo al cantante di presentare i pezzi in maniera spesso divertente.

Dopo l’intro registrata “Beggar’s Farm” si parte con una doppietta “For A Thousand Mothers” e “Love Story”, il suono non è subito ottimale e i primi due pezzi danno modo al fonico di aggiustare il tiro; si entra quindi nel vivo, con Ian Anderson che presenta il concerto e ci sono i primi contributi video, Jeffrey Hammond, Mick Abrahams e Tony Iommi (qualche corna al cielo dalla platea, quando appare sullo schermo il volto del celeberrimo chitarrista dei Black Sabbath) e con loro si macinano altri brani dagli album “Stand Up” e “This Was”.

La set list è abbastanza cronologica e si arriva alla fine del primo set con “My God”, che come dice Ian è stata completamente fraintesa dagli americani che non hanno letto il testo nella maniera corretta, giudicandola una canzone contro Dio, e quindi “Thick As A Brick”.

La band è di notevole caratura, spiccano il bassista David Goodier e il chitarrista Florian Ophale che lascerà la band alla fine del tour, come da lui stesso comunicato sul sito ufficiale della band. Il leader Ian Anderson, nonostante i suoi 71 anni e una prominente pancetta, mette in mostra una tenuta fisica più che discreta, scorrazzando e sgambando libero per il palco, gesticolando e sottolineando i vari passaggi strumentali con le sue note pose; peccato che la voce non lo assista più come dovrebbe ed è questa l’unica nota stonata della serata.

Il secondo set inizia con “A Passion Play” e un’ovazione per Steve Harris, che dal video presenta il pezzo, si prosegue con brani da “Songs From The Woods”, “Heavy Horses”, Stormwatch, l’immancabile “Too Old To R’n’R,Too Young To Die” e “Farm On The Freeway” dal loro disco del 1987 “Crest Of A Knave” che all’epoca simboleggiò la rinascita della band.

Fra i brani anche un pezzo scritto da Henry VIII, “Pastime In Good Company”, apparso solo in un paio di raccolte in versioni differenti, un inatteso Slash appare sullo schermo e introduce “Aqualung” che virtualmente conclude il concerto. L’encore è una intensa “Locomotive Breath”, a completare il tris di assi tratto dal loro famosissimo album del 1971.

Un’ottima performance di una band storica che non produce nuova musica da più di un ventennio ma che non manca di affascinare e rapire, nonostante le fisiologiche pecche vocali di Ian Anderson, in virtù di un catalogo di una qualità superiore, che permetterebbe almeno altre due o tre set list alternative, egualmente efficaci e rappresentative del valore e della classe dei Jethro Tull. 

Set list

Beggar’s Farm – recorded intro

Set 1

  1. For A Thousand Mothers  (Stand Up)
  2. Love Story (Living In The Past)
  3. A Song For Jeffrey (This Was)
  4. Someday The Sun Wont’s Shine For You (This Was)
  5. Dharma For One (This Was)
  6. A New Day yesterday (Stand Up)
  7. Bouree (Stand Up)
  8. My God (Aqualung)
  9. Thick As A Brick (Thick As A Brick)

Set 2 

  1. A Passion Play (A Passion Play)
  2. Too Old To R’n’R Too Young To Die (T.O.T.R.T.Y.T.D.)
  3. Pastime In Good Company (The Best Of Acoustic)
  4. Songs From The Wood (Songs From The Wood)
  5. Heavy Horses (Heavy Horses)
  6. Warm Sporran (Stormwatch)
  7. Farm On The Freeway (Crest Of A Knave)
  8. Aqualung (Aqualung)
  9. Locomotive Breath (Aqualung)

Cheerio – recorded outro

Line up

Ian Anderson – Voce, Chitarra, Flauto, Armonica

Florian Ophale – Chitarra

John O’hara – Tastiere, Voce

David Goodier – Basso, Voce

Scott Hammond – batteria

 

Articolo di Andrea Bartolini, Foto di Marco Borrelli