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Karma live Bergamo / Verona

Concerto organico, solido, granitico e che conferma come “K3” sia un album bello, intenso, vero e onesto

Questa volta al Druso di Bergamo, il 3 maggio, la magia del tecnico del suono non ha fatto i miracoli che furono messi in campo alla data di Mezzago (MB) nel 2023. Non è stata comunque colpa sua, e tanto meno si può puntare il dito contro una storica location che, per sua conformazione, ha fatto un poco soffrire i suoni dei Karma, che qui hanno concluso la seconda stagione del loro K3 tour, serie di concerti nati a seguito del ritorno sulle scene con l’omonimo album, pubblicato da VREC Music Label. La “prima” di qualche mese fa infatti, aveva usufruito, pur se in una sala difficile, della magia del loro tecnico del suono. Questa volta invece è accaduto solo nella parte finale. Non è colpa di nessuno, sia chiaro. L’alchimia non c’è stata, soprattutto nei primi brani. Per ovviare a questo fatto serviva spostarsi di continuo in sala, per trovare la giusta posizione (di fatto sotto la consolle del tecnico del suono) per riuscire ad avere una buona resa sonora.

I volumi alti hanno sofferto una sala che, per come è fatta (a forma di L), non agevola. Tuttavia, il Druso di Bergamo è uno di quei locali dove si tiene fede al fatto che si può sacrificare un poco di perfezione, per compensarla però con una programmazione da far invidia. Quindi, il bilancio resta positivo. Una cosa deve essere chiara: ce ne fossero di location come quella di Bergamo, e che procede nella sua storia resistendo e proponendo sempre ottime situazioni, ottimi musicisti, e ottime proposte live. Lunga vita al Druso. Però resta il fatto che i suoni del Karma hanno sofferto, tanto che lo stesso David Moretti, a un certo punto, si è premurato di chiedere al pubblico in sala se stesse sentendo bene.

I Karma di questa stagione 2 del K3 tour sono decisamente più rodati. Ne ha guadagnato lo spettacolo che, in totale, è durato quanto lo show dei Rolling Stones, e cioè 17 canzoni, e ha visto l’esecuzione integrale del loro ultimo album. A quei brani, usciti tutti nel 2023, si aggiungono alcune incursioni nei due dischi degli anni ’90. La scaletta è apparsa più compatta. Anche l’innesto dei vecchi brani, rinfrescati – senza stravolgerli troppo – è stata più omogeneo rispetto a quello che si era sentito nella prima fase di questo tour.

Ne deriva che l’alchimia della band è stata ben (ri)creata. Questo ha permesso a tutti e tutte di assistere a un concerto organico, solido, granitico e che conferma come “K3” sia un album bello, intenso, vero e onesto, e che ha saputo penetrare come un cuneo in un panorama musicale che sembra avere sempre meno spazio per il Rock, ma non per i gruppi che decidono di tornare in campo. Anzi, “K3” si conferma uno dei migliori lavori apparsi lo scorso anno; e l’esecuzione live aggiunge valore a quel disco.

Questo perché la dimensione collettiva della musica è ancora un’esperienza capace di fare la differenza nel mondo sonoro di matrice rock. Non è un caso che gli stessi Karma, al temine della data bergamasca, che ha chiuso la stagione 2 del loro tour, abbiano poi scritto sui loro social: La bellezza di vedere anche tanti giovani a cantare con noi non ha prezzo. E poi non veniteci a dire che il rock in Italia non ha ragion d’essere. Adesso una piccola pausa e noi ci si rivede questa estate. Vi si vuole un oceano di bene.

Noi a Bergamo c’eravamo, a dirla tutta di giovani non ce ne erano poi così tanti, ma neppure erano assenti. Di certo c’è che questa band non delude, giovani e 50enni, e dimostra come ci sia (stata) nel Bel Paese molta buona musica messa in circolo, e che questa, se fatta rivivere, fa la differenza. Non solo, i Karma sono la dimostrazione che si può ancora produrre ottima musica in Italia. Anche e soprattutto nel mondo del Rock.

I Karma non hanno certo il tiro mediatico, passatemi il termine gergale, dei CCCP, ritorno che ha generato, come ben sappiamo, un vero fermento collettivo. Se il perseverare della band milanese, soprattutto in estate, sarà di questa caratura, non potrà che essere proficuo. Molti avranno modo di riconnettersi con un mondo sonoro bello, ricco di significato, e di alto profilo. K3 è un album non banale, neppure quando canta d’amore. Oltre a questo, va ricordato come l’ispirazione presa da Daumal, e dal suo “Il monte analogo”, romanzo incompiuto, rafforzi una scrittura già di suo ermetica, ma non oscura, fusa con suoni duri, senza essere spigolosi.

L’inizio del concerto è stato affinato, e il risultato è un muro sonoro selvaggio, quasi da richiamo della foresta. La sensazione è quella dei rumori della giungla, ma in questo caso metropolitana. Suoni e voce amplificata da un megafono, che tonerà nel corso della serata, fanno il resto. Serve partire, come spiega Daumal, per cercare la vetta inviolata. Tradotto, la società che abbiamo attorno è caotica, selvaggia e rumorosa. Affidiamoci al viaggio, che è questo K3, ossatura del concerto. I vecchi brani sono stati tasselli ben inseriti nel percorso, e proprio per questo non hanno sfigurato, ma completano.

“Neri relitti”, che arriva dopo il tribalismo dell’introduzione con il pezzo musicale che dà il titolo al disco, è un brano splendido. La ripetizione quasi ossessiva delle prime note è proprio ciò che ci si attende da una canzone rock, e cioè che sappia sprigionare energia. Subito dopo arriva il primo rimando al passato con “Jaisalmer”, canzone da Astronotus, secondo album della band milanese. Come accadrà nel finale, con “Terzo Millennio”.

L’avevamo scritta per la Guerra del Golfo… ma non è cambiato nulla, e ci troviamo ancora nella stessa situazioni, ricorda David Moretti (voce e chitarre), particolarmente ispirato nella serata di Bergamo, come d’altronde Alessandro Pacho Rossi (percussioni), che per tutto il concerto ha chiamato il pubblico a una partecipazione attiva. Le sue lastre di metallo hanno dato corpo e calore, in aggiunta al suo incedere martellante, superando la freddezza dell’effetto industrial che, quanto meno nella prima parte, è quello che si è sentito nel magma sonoro prodotto in sala.

Sempre dal passato arriva “Cosa Resta”, direttamente da Karma, primo album della band. Siamo di Milano, e in questa canzone abbiamo cercato di descrivere cosa volesse dire vivere in questa città che ha una chiara e nota vocazione per il mondo del lavoro. Un brano che per stile di scrittura non sembra avere 30 anni. Il finale è stato affidato al trittico “Ophelia”, una canzone che parla del come far tornare chi si ama; “Il Monte Analogo”, brano che rimanda in modo diretto al testo di Daumal; qui Ralph Salati (chitarre) ha regalato ai presenti un finale intenso grazie al solo della sue sei corde che chiude il brano.

I bis sono affidati alle canzoni più rappresentative della band. Fra queste uno dei pezzi migliori della loro produzione, e cioè “Corda di Parole”, canzone che fonde insieme i toni cupi alla voce alta e graffiata di Moretti con il bel suono pieno del basso, grazie alla professionalità di Andrea Viti (già in passato negli Afterhourse anche a fianco di Greg Dulli e Mark Lanegan).

Farà tutta sera un grande lavoro, che forse è stato notato poco. Questo è stato senza dubbio il momento nel quale i suoni si sono perfettamente fusi insieme, dando l’idea di essere finalmente ben calibrati ad arte. L’esecuzione è stata perfetta. Poi si è rimasti nel passato, e ci si è mossi nei primi due album della band. Come già detto all’inizio, il rodaggio dei Karma ha fatto sì che queste canzoni non siano apparse un corpo estraneo, effetto che, quanto meno nella prima parte del tour, sembrava accadere a chi ascoltava il concerto.

Nell’insieme è emerso chiaro un progetto musicale compatto, che conferma la declinazione del Rock anni ’90 nelle mani esperte di questa formazione. I Karma hanno dimostrato di essere a pieno titolo parte di quella rivoluzione che pare essere l’ultima grande svolta del Rock nostrano.

Ora si torna in pausa per qualche mese, ma Moretti lo ha già annunciato: ci si vede in giro quest’estate. Il consiglio mio è di non perdere l’occasione di ascoltare questa band dal vivo. Se non lo farete, un giorno ve ne pentirete, di sicuro.

Articolo di Luca Cremonesi, foto di Michele Arduini (foto a Verona)

Set list Karma a Bergamo 3 maggio 2024

  1. K3
  2. Neri Relitti
  3. Jaisalmer
  4. Abbandonati
  5. Atlante
  6. Luce Esatta
  7. Cosa Resta
  8. Goliath
  9. Terzo Millennio
  10. Ophelia
  11. Il Monte Analogo
  12. Eterna
  13. Una Stella Che Cade
  14. Corda Di Parole
  15. La Terra
  16. Teardrop
  17. Il Cielo
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