Kings of Convenience live Firenze

Musica dai tratti onirici e quasi innocenti di un’incantevole bellezza e poesia

Kings of Convenience foto_Giulia Breschi

Un concerto caratterizzato da sonorità delicate, voci morbide e armonie strutturalmente complesse che si liberano nell’aria con leggerezza. Due voci, due chitarre, e quel pizzico di stravaganza che rende tutto davvero incantevole. I Kings of Convenience sono tornati di nuovo sulle scene dopo dodici lunghi anni in cui di loro come duo si era saputo ben poco, in quanto ognuno preso da progetti collaterali: Erlend Øye con le sue escursioni elettro pop e reggae mentre Eirik Glambek Bøe a fare esperimenti di musica analogica.

Dopo l’uscita nel giugno 2021 del loro quarto album “Peace or Love”, questo 2022 li porta sui palchi di mezzo mondo e sono ben sei le date italiane che toccano tutto lo stivale. Noi siamo andati a vederli il 26 luglio nella loro data fiorentina all’Ultravox.

Ad aprire la serata c’è Marco Castello, giovane polistrumentista siciliano, che accompagnato da sax, tastiere, basso e batteria, si esibisce in un set che potremmo definire un mix tra funk, jazz, tradizionali melodiche nostrane e musica sperimentale, il tutto condito da testi ironici e un po’ dissacranti. Insomma un cantautore insolito e sicuramente curioso che ha ricevuto l’approvazione del pubblico presente.

Ma i veri protagonisti della serata sono i Kings of Convenience e quando entrano sul palco un lungo applauso li segue. Un breve ringraziamento da parte di Erlend che sfoggia il suo miglior italiano e aprono la scaletta con “Comb my hair”, una carezza sul cuore dal gusto anni Sessanta sullo stile di Simon & Garfunkel. Si passa poi da una più leggera e frizzante “Rocky trail” ai ritmi di bossa con “Angel”, entrando in composizioni più intimiste con “Killers”.  Il concerto si sviluppa in un’armonia incredibile di voci e suoni, puliti, delicati, curati, valorizzati dal grande controllo dinamico che questi norvegesi riescono a tenere sul palco. Siamo entrati in una dimensione acustica di un bellezza quasi surreale.

Su “Catholic country” Erlend chiede al pubblico un accompagnamento speciale, in quanto, spiega, hanno scelto di non avere una band per via del suono troppo “aggressivo” che viene prodotto da tanti strumenti insieme e che non concilia con la loro musica. Così dal palco parte un schioccare di dita che subito prende forma in tutto lo spazio intorno a noi, uno suono secco e delicato riecheggia all’unisono nell’acustica dell’Anfiteatro e accompagna una bossa che vive nella dimensione di due chitarre e due voci. Quando in scaletta arriva “Misread” si cambia completamente registro: sul palco tornano i musicisti che hanno aperto la serata e “Fever” “Boath behind” “Rule my world” “I’d rather dance” diventano una jam colorata e frizzante. 

Il concerto volge al termine e i Kings of Convenience rimangono di nuovo soli sul palco per un unico bis, sorprendente e divertente, un’esecuzione in un italiano perfetto di “Una ragazza in due” de I Giganti. Un finale originale perfettamente inserito nel contesto di questa serata.

Ci restano poche parole per descrivere questo live che sicuramente vive nell’arte curata del dettaglio, perché i Kings of Convenience portano nella loro musica questi tratti onirici e quasi innocenti di un’incantevole bellezza e poesia che non hanno necessità di essere manipolati attraverso descrizioni ridondanti.

Articolo e foto di Giulia Breschi

Set list Kings of Convenience 26 luglio 2022 Firenze

  1. Comb my hair
  2. Rocky trail
  3. Cayman islands
  4. Angel
  5. Killers
  6. Love is a lonely thing
  7. Catholic country
  8. Mrs cold
  9. Homesick
  10.  Know how
  11.  Misread
  12.  Fever
  13.  Boat behind
  14.  Rule my world
  15.  I’d rather dance

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