KISS live Milano

KISS “End of the road” tour,  Milano 2 luglio 2019 Il tour di addio dei KISS ha fatto tappa il 2 luglio 2019 a Milano all’Ippodromo SNAI, nell’ambito del Milano Summer Festival e la Kiss

KISS Milano 2019

KISS “End of the road” tour,  Milano 2 luglio 2019

Il tour di addio dei KISS ha fatto tappa il 2 luglio 2019 a Milano all’Ippodromo SNAI, nell’ambito del Milano Summer Festival e la Kiss Army (se decidi di andare ad un loro concerto, ne fai inconsapevolmente parte) è accorsa a dare l’ultimo saluto alla band che più di ogni altra ha diviso e unito al tempo stesso pubblico, critica ed il mondo musicale in genere nell’arco di quarantacinque anni di carriera.

Un tour atteso, temuto, chiacchierato, un tour che ha un solo punto fermo, un solo obiettivo, celebrare la musica dei KISS, la loro storia e, perché no, anche la loro sfacciataggine, la loro arroganza, la loro fedeltà verso i fan, la loro voglia senza fine di essere al centro della scena anche al costo di scelte non proprio azzeccate.

È un tour che esclude i membri fondatori Ace Frehley e Peter Criss, con grande dispiacere dei fan di vecchia data, ed è un tour che è partito con l’ombra del playback di Paul Stanley che usa tracce vocali pre-registrate che gli possano permettere di ovviare ai suoi, ormai cronici, problemi vocali … ma tutto questo non sembra certo occupare i pensieri del pubblico accorso che freme per ammirare la band e il loro show!

Rock Nation era presente in forze (Andrea, Francesca e Alessandro, ovviamente kissomani da sempre); ecco il racconto.

Hanno appena sistemato il palco dopo la performance (a ritmo di rock) del pittore David Garibaldi ed è finalmente tempo di KISS.

You wanted the best, You’ve got the best, the hottest band in the world … la classica e amata apertura, cade il sipario e sulle note di “Detroit Rock City” la band atterra letteralmente sul palco per mezzo di pedane che calano dall’alto, una scenografia spettacolare ma pulita e sobria al tempo stesso. La band appare in forma, o meglio Paul e Gene appaiono in forma, Eric Singer e Tommy Thayer sono lì, ormai da anni, a interpretare dei ruoli che non erano loro ma che oramai conoscono quasi alla perfezione. Arriva “Shout It Out Loud” seguita da “Deuce”, dove Tommy inciampa nel primo vero solo della serata, ma forse non molti se ne accorgono e va bene così, il pubblico adora ogni momento della performance e tre generazioni di fan sono li per godere della festa come è giusto che sia.

La setlist che avrebbe dovuto percorrere la carriera della band nella sua interezza è in realtà piuttosto prevedibile e chi avrebbe voluto qualche chicca da album spesso dimenticati, per esempio “Unmasked” o “The Elder”, deve accontentarsi. L’ossatura della setlist è da sempre formata da pezzi tratti da “KISS”, il loro album di debutto del 1974, e da “Destroyer” del 1976, otto brani sono tratti da questi due dischi e poi un pezzo ciascuno da altri dodici album. E così si prosegue con “Say Yeah” da “Sonic Boom” per poi calarsi negli anni Ottanta con “I Love It Loud”, “Heaven’s On Fire”, “War Machine” e “Lic k It Up”, una sequenza mozzafiato con Gene in grande spolvero, con la sua voce che non perde un colpo e che (complice forse il fatto di aver ulteriormente abbassato l’accordatura degli strumenti) suona ancora più profonda, pastosa e grintosa.

Al pari della performance musicale l’arsenale di esplosioni, fiammate e l’impianto luci accompagna ogni esecuzione al meglio e lingue di fuoco partono dal palco in direzione del pubblico come a voler “scaldare” ulteriormente l’atmosfera, se mai ce ne fosse bisogno.

La prestazione vocale di Paul è più che buona, non sempre è facile capire se e quando si avvalga o meno del playback, ma il risultato è comunque ottimo e quando fra un pezzo e l’altro arringa la platea, come nel suo stile, la sua voce risuona presente e sicura, un frontman che non si è mai risparmiato e di questo gliene va dato atto.

È il turno di una granitica “Calling Dr. Love” dal loro album del 1976 “Rock And Roll Over”, e si arriva quindi al trittico che incorpora i vari assoli di batteria, chitarra “100.00 Years”, “Cold Gin” e il classico personale show di Gene che fra effetti sonori e sangue finto precede una maestosa “God Of Thunder”. Lo show incandescente prosegue con la title track del disco della reunion “Psycho Circus”, seguita da una classicissima e immancabile “Let Me Go R’n’R”, un buon pezzo rock il primo, un gemma incastonata in tre accordi la seconda, un pezzo che a distanza di 45 anni trascina ancora il pubblico in  maniera pazzesca! Se sputare sangue è affare di Gene, volare sopra il pubblico è prerogativa di Paul che spicca appunto il volo dal palco, per mezzo di una carrucola, per atterrare su una pedana preparata sopra la postazione del mixer ed  eseguire la classica “Love Gun” e il mega hit “I Was Made For Lovin’ You”

Il set si avvicina alla fine e al pari di botti, esplosioni, coriandoli, stelle filanti e palloni la band spara gli ultimi eterni hit, “Black Diamond” ci ricorda che i KISS sono stati una grande rock band a prescindere dall’aspetto visivo, e “Beth” cantata da Eric Singer mentre finge di suonare un piano glitterato appositamente posizionato sul fronte palco, che ci ricorda che la band ha unito a volte un grande gusto musicale ad un altro gusto tipicamente americano per il kitsch e l’eccesso ad ogni costo.

“Crazy Crazy Night” dall’album del 1987 “Crazy Night” potrebbe sembrare fuori luogo messa così poco prima della chiusura, in mezzo a veri e propri anthem che richiamano al periodo d’oro degli anni Settanta, ma il pezzo non sfigura affatto, suonato con convinzione e tiro e cantato molto bene, un inno al rock come cura, come motivo di aggregazione, come attitudine alla vita.

Arriva quindi la chiusura, che spetta come sempre a “Rock And Roll All Nite” eseguita nel tripudio generale e i KISS salutano il loro pubblico, l’ennesimo saluto in questo tour che durerà ancora a lungo e che quasi nessuno crede o spera che sia davvero l’ultimo.

Una band che ha fatto innamorare di se più generazioni, che si è fatta amare e odiare al tempo stesso sia da pubblico che da critica e colleghi, che ha espresso il suo amore per il rock in dischi a volte eccelsi a volte discutibili e seguendo a volte la moda del momento, ma sempre con un gusto personale, che ha riempito le pagine dei giornali e del web con resoconti di gesta memorabili e squallidi teatrini degni della peggior “telenovela”.

Questa band appunto, sta celebrando la sua carriera, la sua storia e la sua gente e la fine della strada ancora non si scorge neanche in lontanza!

Set list 

  1. Detroit Rock City (da Destroyer)
  2. Shout It Out Loud (da Destroyer)
  3. Deuce (da Kiss)
  4. Say Yeah (da Sonic Boom)
  5. I Love It Loud (da Creatures Of The Night)
  6. Heaven’s On Fire (da Animalize)
  7. War Machine (da Creatures Of The Night)
  8. Lick It Up (da Lick It Up)
  9. Calling Dr Love (da Rock’n’roll Over)
  10. 100.000 Years / Drum Solo (da Kiss)
  11. Cold Gin / Guitar Solo (da Kiss)
  12. God Of Thunder / Bass Solo (da Destroyer)
  13. Psycho Circus (da Psycho Circus)
  14. Let Me Go Rock’n’roll (da Hotter Than Hell)
  15. Love Gun (da Love Gun)
  16. I Was Made For Lovin’ You (da Dynasty)
  17. Black Diamond (da Kiss)
  18. Beth  (da Destroyer)
  19. Crazy Crazy Nights (da Crazy Nights)
  20. Rock And Roll All Nite  (da Dressed To Kill)

Articolo di Andrea Bartolini, foto di Alessandro Rella

 

 

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