Marlene Kuntz live a Pistoia, 19 settembre 2020

Sabato 19 settembre è andata in scena per Pistoia Blues Around l’ultima data del mini-tour estivo dei Marlene Kuntz, in una deliziosa serata fresca e sold out. I posti sono obbligatamente a sedere, a distanza di sicurezza e non c’è nemmeno il bar all’interno dello spazio concerto, per limitare al minimo i contatti, come imposto dalle attuali regole anti Covid.

I Marlene si presentano sul palco appena una manciata di minuti dopo le 21:30, orario previsto per l’inizio del concerto, aprendolo con il trittico “Ti giro intorno”, “La lira di Narciso” e “L’abbraccio”, che si chiude con un finale in crescendo rabbioso-esplosivo che è ormai un marchio di fabbrica dei cuneesi.

Marlene Kuntz foto_DamianoGiangaspero

Si passa da “Catastrofe” a uno dei pezzi più espliciti e carnali del loro immenso repertorio che è “Sapore di miele”, per approdare alle note struggenti e drammatiche di “Osja, amore mio”, dove l’incedere morbido del pezzo si trasfigura in un fragoroso ending noise, di cui i Marlene sono assolutamente i maestri indiscussi da anni. Una goduria assistervi ogni volta.

Nella scaletta, subito dopo, c’è “Musa”, introdotta da un Godano estremamente disinvolto e più loquace del solito, che precisa di essere lui stesso il protagonista del testo in questione. “La tua giornata magnifica” precede invece due brani estratti da uno dei lavori che più adoro della band, ovvero quella meraviglia di “Senza Peso”, che viene rappresentato nello specifico da “Notte” e “Schiele, lei , me”, impeccabili e trascinanti nell’esecuzione sontuosa.

Marlene Kuntz foto_DamianoGiangaspero

Alla platea molto partecipe i Marlene regalano “Fantasmi”, subito prima di uno dei super classici più amati che porta il nome di “Lieve”, penultimo brano prima della pausa che avviene dopo “Io e me”.

I Marlene sono decisamente in uno stato di grazia anche per l’atmosfera così intima che si crea con il pubblico, seduto ma attentissimo, e per l’acustica della location, la Fortezza Santa Barbara, declamata a parole più volte tra un brano e l’altro e a voce a fine concerto da tutti e cinque i musicisti che lasciano per la prima volta lo stage, concludendo qui la prima corposa parte di scaletta.

Marlene Kuntz foto_DamianoGiangaspero

Non servono nemmeno due minuti di applausi e grida ininterrotte per vederli di nuovo calcare trionfanti il palco e continuare a travolgere i presenti con una doppietta tratta da “Ho ucciso paranoia”: si susseguono “Infinità” e “Ineluttabile” e di nuovo i ragazzi salutano ed escono di scena.

Ma un concerto dei Marlene senza un brano come “Nuotando nell’aria” raramente l’ho ascoltato e puntualmente si ripresentano per regalarla prima di salutare, stavolta davvero, al pubblico che nel frattempo si è alzato in piedi per omaggiare degli artisti come loro, capaci di onorare a un livello altissimo ogni singola performance da più di tre decenni, attraverso uno stile inconfondibile, una professionalità e una continuità esemplari, non a caso essendo divenuti un riferimento assoluto non solo per chi fa rock ma per chiunque intraprenda un qualunque percorso in ambito musicale.

Marlene Kuntz foto_DamianoGiangaspero

Ciò che mi colpisce sempre ai loro concerti è che sanno muoversi sul palco come si muove un predatore nel suo habitat, che sorprende la preda e la cattura come fosse la cosa più facile del mondo. Quando li vedi e li senti suonare hai l’impressione che lo facciano da sempre e che abbiano fatto sempre e solo quello. La verità è che questi uomini si sono costruiti con sacrificio, talento, dedizione e assoluto merito, una credibilità e una continuità che pochissime band in Italia e nel mondo hanno saputo ottenere e nonostante tutto, nonostante il delicato e difficile periodo in corso, non si sono mai tirati indietro né adagiati sugli allori come spesso accade, ma sono sempre stati capaci di reinventarsi quando necessario per tenere fede al loro dovere e al loro piacere di comporre musica di qualità a chiunque voglia ascoltarla.

Un’ultima nota appunto è per ciò che i Marlene usano fare sempre a fine concerto, quando i riflettori si abbassano e gli operai (peraltro supportati e ricordati per il difficilissimo momento storico) iniziano a smontare il palco, ovvero si soffermano a incontrare i fan, per scambiarci quattro chiacchiere, firmare autografi e scattare insieme qualche foto, seppur con mascherina, orfani di snobismo o di altezzosità, restando fedeli al loro modo di fare, da oltre trent’anni. Chapeau.

Marlene Kuntz foto_DamianoGiangaspero

Articolo di Alessio Pagnini, foto di Damiano Giangaspero

Set list Pistoia 19 settembre 2020

  1. Ti giro intorno
  2. La lira di Narciso
  3. L’abbraccio
  4. Catastrofe
  5. Sapore di Miele
  6. Osja, amore mio
  7. Musa
  8. La tua giornata magnifica
  9. Notte
  10. Schiele, lei, me
  11. Fantasmi
  12. Lieve
  13. Io e me
  14. Infinità
  15. Ineluttabile
  16. Nuotando nell’aria

Line Up Marlene Kuntz

Cristiano Godano – Chitarra e voce

Riccardo Tesio – Chitarra

Luca Bergia – Batteria e cori

Lagash – Basso e cori

Davide Arneodo – Violino, tastiere, percussioni, cori