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Nick Mason live Gardone Riviera

Fra i due litiganti, anche se in realtà quello che litiga è solo uno, e sappiamo bene chi, il terzo, come sempre, gode

La data di chiusura del tour italiano di Nick Mason ha sfidato la pioggia al Vittoriale di Gardone Riviera (BS) il 26 luglio, dopo che, con grande dispiacere di tutti, la data del 19 luglio a Vicenza era saltata causa uno dei fenomeni meteorologici che faranno storia. Peccato, davvero, per quell’occasione.

A Gardone, invece, tutto funziona come deve funzionare su un palco, devo confessare, minimal, rispetto agli altri due ex Pink Floyd che, da anni, si dividono l’eredità. Ma, come recita il noto adagio, fra i due litiganti – anche se in realtà quello che litiga è solo uno, e sappiamo bene chi – il terzo, come sempre, gode, e fa godere il pubblico.

La scelta, fatta alcuni anni fa, di mettere in piedi una super band per eseguire il repertorio classico dei Pink Floyd, è stata una scommessa vinta, su tutti i fronti. In primis, Mason ha visto e sentito l’affetto che il pubblico nutre nei suoi confronti; e noi abbiamo potuto constatare la forma fisica, e non solo, del batterista schivo che, in questi anni, ha cercato di tenere, parafrasando Aristotele, il giusto mezzo. Ci ha provato, non riuscendoci.

Quindi ha deciso di passare dalle parole ai fatti. Il progetto “Nick Mason’s Saucerful of Secrets”, che oltre all’ex batterista dei Pink Floyd, vede sul palco Gary Kemp alla chitarra e voce, Guy Pratt al basso e voce, Dom Beken, tastiera e cori e, infine, Lee Harris chitarra e cori, ha conquistato tutti, dalla critica agli storici supporter della band, pubblico non facile, rimettendo insieme le parti, nei suoi concerti, e facendo depositare così l’ascia di guerra di chi è pro o contro Waters o Gilmour.

Anche in questo mini tour italiano che, con grande sorpresa ha fatto tappa a Gardone Riviera a chiudere il cartellone del festival Tener-a-mente sempre più intenso e ricco, è stata l’occasione per constatare che Mason potrebbe, tranquillamente, reggere un tour con i suoi compagni, se mai si volesse, e che ciò che conta, davvero, è il tesoro dei Pink Floyd, non tutto il resto.

Venti brani in scaletta (21 se si considera che il grande classico “If”, è stato ripreso), con una scelta che, forse ancor più del primo giro in Italia nel 2019, è apparsa meglio dosata, più compatta. Nel senso, nel 2019 (chi scrive si era visto tutte le date) era un bel concerto, ma di fatto lo show si presentava come un elenco di singoli, riproposti al pubblico. Ora, invece, dopo quattro anni, una pandemia in mezzo, e un rodaggio finito e completato, la band esiste a tutti gli effetti.

Pur se minimale il palco, perché non ci sono schermi rotondi, e con poche luci, mentre al centro Mason troneggia su una batteria a doppia grancassa, cosa che fra il pubblico prima dell’inizio del concerto fa serpeggiare le prime critiche, in realtà lo show è sontuoso, e regala, per dire, un’apertura con “One of These Days”, e i soldi dei biglietti sono già ampiamente ben spesi.

A seguire, nel corso della serata, ci saranno “Atom Heart Mother”, “Astronomy Domine”, “A Saucerful of Secrets” ed “Echoes”, si avete letto bene. L’ultima volta l’aveva eseguita Gilmour, con Wright nel tour che divenne il live “Live in Gdańsk” del 2008. Già tutto questo basterebbe, e avanzerebbe. Ma le cose Mason le fa bene e pesca in quel tesoro dei primi album che, per molti, sono gli unici Pink Floyd che contano. Puristi duri e puri, che non hanno tutti i torti, ma si perdono poi la bellezza di tutto il resto.

Comunque, gusti e polemiche a parte, Mason e soci ripropongono “Obscured by Clouds”, che nel live uscito nel 2020, suonava in modo splendido, ma in generale la scaletta, pur se rimontata, è quella dell’album “Live at the Roundhouse”, con alcuni inserimenti nuovi come “Candy and a Currant Bun”, singolo del 1970, “Burning Bridges”, brano preso sempre dalla storica colonna sonora “Obscured by Clouds” (il dvd esiste, per la Raro Video, se a qualcuno interessa recuperare questo), e “Lucifer Sam” dal capolavoro “The Piper at the Gates of Dawn”.

Insomma, un ripensamento della scaletta, senza grandi stravolgimenti, con alcune perle, ma una maggior consapevolezza da parte della band nel riproporre oggi un repertorio ostico, di non facile ascolto, e per appassionati veri. Eppure la magia riesce, perché non solo si strappano applausi, ma questi suoni e questa musica non appaiono del tutto materiale archeologico, fine a se stesso.

La band lo rende, in parte, tutto suo, e non lo esegue in rigoroso rispetto filologico. Le variazioni sono minime, ma servono quel tanto – come si può ben sentire anche nell’unico live, a oggi, pubblicato dalla band – per dare nuovo smalto a una serie di canzoni schiacciate da un peso non indifferente di capolavori come “Animals”, “Wish You Were Here” “The Dark Side Of The Moon”, “The Wall”, “The Final Cut”, e mi fermo qua solo per evitare polemiche, ma io ci mettere anche gli ultimi tre, senza “se” e senza “ma”.

Un piacere, dunque, ritrovare Mason sereno, convinto del progetto e capace di mettere insieme i cocci che, altri, stanno seminando nella storia di una delle più importanti e significative esperienze del mondo musicale contemporaneo.

Articolo di Luca Cremonesi, foto di Roberto Fontana

Set list Nick Mason 26 luglio 2023 Gardone Riviera

  1. One of These Days
  2. Arnold Layne
  3. Fearless
  4. Obscured by Clouds
  5. When You’re In
  6. Candy and a Currant Bun
  7. Vegetable Man
  8. If
  9. Atom Heart Mother
  10. If (Reprise)
  11. Remember a Day
  12. Set the Controls for the Heart of the Sun
  13. Astronomy Domine
  14. The Nile Song
  15. Burning Bridges
  16. Childhood’s End
  17. Lucifer Sam
  18. Echoes
  19. See Emily Play
  20. A Saucerful of Secrets
  21. Bike
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