“Way To Blue”: Roberto Angelini e Rodrigo D’erasmo omaggiano Nick Drake

Nick Drake: gli rendono omaggio Roberto Angelini e Rodrigo D’Erasmo con un tour acustico che tocca le migliori sale della penisola.

Il 6 novembre, alla Sala Vanni di Firenze, Angelini e D’Erasmo sono stati artefici di un balzo musicale indietro nel tempo di oltre quarant’anni grazie al loro tributo al mai dimenticato Nick Drake. Un omaggio, il loro, intimo, delicato, dedicato alla poetica del “romantico dannato”. La pioggia, terminata poco prima dell’inizio dell’esibizione, ha contribuito a renderne british l’atmosfera, cupa e malinconica, come il carattere del cantautore inglese.

Ore 21.30, il duo sale sul palco. Chitarra in grembo per Roberto, violino in spalla per Rodrigo. Vengono eseguiti due brani di seguito, “‘Cello Song” e “Three Hours”; voce sussurrata, corde pizzicate, il violino che vola alto e trova la sua perfetta collocazione tra le pareti affrescate della sala. Eccolo Nick, è tra noi.

Omaggio-Nick-Drake

Chiudi gli occhi e hai la sensazione che il tempo non sia mai passato. Le note e gli accordi suonano ancora così attuali forse perché già all’avanguardia nel loro modo di apparire così umili e semplici dell’epoca ma che al contrario celavano il Drake grande musicista e compositore quale era. Ma succede di più: i due ci calano e aprono le porte del suo mondo grazie al racconto definito e dettagliato di alcune pillole di vita che permette di fare un excursus tra le speranze e le aspettative di questo giovane ragazzo dalle capacità musicali immense scoperto nel 1968 da Joe Boyd, lo stesso Boyd che di lì a poco avrebbe prodotto il primo singolo dei Pink Floyd “Arnold Layne”.

Un talento, quello di Drake, che poco si sposava con le aspettative di audience del tempo; questo suo stile soffuso, la sua riservatezza e la poca propensione alle esibizioni pubbliche, lo rendevano poco appetibile commercialmente. Nonostante l’opportunità di fare da opener ad alcuni gruppi più noti, i suoi live risultavano poco partecipati e le lunghe pause – dovute alla necessità di apportare continue correzioni agli accordi della chitarra – non ne facilitavano il compito.

Il live scorre contestuale alla sequenza temporale di pubblicazione dei tre album, si passa dai brani più significativi (difficile non trovarne) del primo “Five Leaves Left”, un album che solo per “Time as Told Me” e “River Man”, dovrebbe essere conservato nel National Recording Registry, lo stesso che contiene anche la title track del live, “Way to Blue”, oltre a “Fruit Tree” e “Saturday Sun”, eseguita nel bis finale assieme all’attesa “Pink Moon”.

Omaggio-Nick-Drake

Del disco di debutto, nonostante la critica futura (per fortuna) ne esalti – a ragione – l’assoluto pregio, al tempo faticò, arrivando a vendere a stento 5000 copie, che nel mercato discografico di allora erano il niente assoluto. Il disco d’esordio vide anche l’inizio della collaborazione artistica tra Drake e Robert Kirby, compagno di studi a Cambridge, preferito a George Martin in fase di registrazione, con il quale percepiva di avere più affinità con il suo metodo di arrangiamento per le sezioni di archi.

Roberto e Rodrigo si passano la parola vicendevolmente durante il talk di intermezzo tra i pezzi, ci mostrano i complessi accordi delle musiche, ci raccontano di come – negli ultimi quindici anni – Drake abbia significativamente segnato la loro vita, dal momento in cui decisero di incidere “Pongmoon” (adesso disponibile anche in vinile), loro album tributo: le esibizioni live, gli incontri, le nuove opportunità per entrambi che scaturirono dall’inizio del progetto, dall’importante collaborazione per Rodrigo con gli Afterhours all’incontro di Roberto proprio con Kirby, fortemente voluto come chitarrista per un concerto tributo tenuto qualche anno fa in un’edizione dell’Estate Fiesolana.

Omaggio-Nick-Drake

Di “Bryter Layter” si ricorda l’immensa “Northern Sky”. Il disco del 1970 viene prodotto e arrangiato in chiave più folk, una rivisitazione che avrebbe dovuto portare il successo commerciale ma che invece rifletté l’andamento del precedente influendo negativamente sull’umore di Nick il quale, dietro incoraggiamento di Boyd, decise di concentrare nuove energie in “Pink Moon” l’anno seguente, album che segna anche il ritorno alle origini musicali, dove la chitarra acustica è l’unico strumento presente nei 28 minuti di registrazione. Si narra che sia stato realizzato in sole due notti. Tutte le canzoni furono eseguite da Drake dal vivo, cantando e suonando contemporaneamente, e quasi sempre in un solo take, cosa impensabile rapportata ai tempi di oggi in termini di dispendio di energie e risorse.

“Pink Moon” rappresenta il successo e l’apice della sua carriera, postumi, perché Drake decide di interrompere il suo passaggio terreno nel 1974. Assieme ai due lavori precedenti, anche questo disco finì quasi per scomparire se non fosse stato per Boyd il quale, vendendo tutto il catalogo discografico appartenente a Drake alla Island Record, mise come clausola che la casa discografica avrebbe dovuto ristamparli continuamente. Per sempre. Grazie a questa lungimiranza, è stato possibile acquistare i diritti di alcuni titoli per l’utilizzo nei commercial (il più famoso è quello di “Pink Moon” per la Wolskwagen) e in alcune pellicole di grande successo.
Gli stessi Angelini e D’Erasmo hanno confezionato un documentario presentato all’ultimo festival del Cinema di Roma intitolato “Nick Drake – Songs in a Conversation”, qui il link al trailer: https://www.youtube.com/watch?v=wZ-S2f5o-gM

Omaggio-Nick-Drake

Il set prosegue per oltre due ore senza interruzione, neanche il tempo di uscire e farsi richiamare per il bis perché tanto era il desiderio di non terminare questo incontro con Drake veicolato da Roberto Angelini e Rodrigo D’Erasmo terminato con un lungo sentito applauso.
“Way to Blue”: una bella opportunità di godere di ottima musica che ci ha permesso di riavvicinarci e omaggiare in musica, parole ed immagini al fragile e straordinario talento di Nick Drake.

Set list

‘Cello Song
Three Hours
Day Is Done
Time Has Told Me
River Man
Way To Blue
Fruit Tree
Northern Sky
From The Morning
Know
Place To Be
Parasite

— Encore —
Saturday Sun
Pink Moon

 

Articolo di Andrea Scarfì, foto di Francesca Cecconi