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Waterparks live Milano

Senso di energia spensierata, di lasciarsi andare, ballare, cantare e godersi il momento

Dimenticatevi, per una volta, i miei racconti di trincea: mettetevi qualcosa di comodo e colorato, allacciatevi le sneaker preferite, stasera si salta come se non ci fosse un domani con una vivacissima band che viene dagli Stati Uniti apposta per questo! Vado a Milano, precisamente in Santeria Toscana 31, il 15 ottobre, in anticipo come al solito, col solito pensiero ottimista di essere sul podio dei primi arrivati, e come spesso succede posso solo constatare che altri (molti altri) sono arrivati ben prima di me. Il grigio marciapiede stasera è costellato di chiome tra le più colorate e trucchi fantasiosi, fan seduti a terra da chissà quanto tempo, incuranti del freddo, che ingannano l’attesa chiacchierando e guardando il cellulare. C’è ancora un bel po’ da aspettare prima che aprano le porte, e io ascolto cosa hanno da raccontarmi i fan vicino a me, e c’ è anche chi viene dall’ estero per questa data. Quando finalmente arriva il momento tanto atteso, e ci muoviamo tutti insieme entrando nella sala concerti, la prima cosa che percepisco è la sensazione di trepidante attesa, un tempo sospeso come dopo essere partiti con un roller coaster: si può quasi toccare con mano, con i fan che preparano piccoli pensieri da regalare al frontman, scritte, cartelloni, disegni fatti a mano anche tra i più giovani di loro. Chiacchierano, si abbracciano, si chiamano, mentre io, che già sapevo di non avere né photo pit né transenna, prendo posto in una posizione che mi pare favorevole allo scatto: dal mio solito speriamo di uscire vivi di qui a io speriamo che me la cavo è un attimo.

Poco prima dell’inizio del concerto scoprirò di poter stare sottopalco, in una sorta di pit creato dalla security, che fa retrocedere un pochino i presenti quel tanto che basta per potersi muovere o tentare di farlo senza calpestare gli stessi addetti alla sicurezza, i colleghi fotografi, o qualche fan alle spalle. Mi appoggio al palco come al davanzale di una finestra, osservando il set degli headliner coperto da dei teli, verso il fondo, mentre davanti tutto è pronto per gli unici opener che stanno per arrivare: compito di riscaldare muscoli, voce e animi, stasera è degli Stand Atlantic.

Stand Atlantic

Gli Stand Atlantic, conosciuti come What It’ s Worth fino al 2014, sono una formazione pop punk di Sydney, Australia, attiva dal 2012. Tre album in studio dei quali l’ultimo, ” F.E.A.R.” pubblicato il 6 maggio 2022 per Hopeless Records e che vede nuove sperimentazioni in chiave hip hop ed elettronica, è stato nominato ai J Awards come album australiano dell’anno. Quando i quattro ragazzi salgono in pista, subito abbiamo un ‘esplosione assoluta di energia e pogo: fin dal primo accordo, questa band ha offerto uno spettacolo energico di proporzioni immense. La loro esibizione è stata uguagliata dall’ intensità e dall’ interazione attiva del pubblico, dando vita a una sinergia che durerà fino alla fine del concerto.

Stand Atlantic

La band sa esattamente come accendere la miccia dei fan, che si sono divertiti un mondo nel tumulto da loro stessi creato, alimentato dagli artisti che non si sono risparmiati nell’incitarli, marchio di fabbrica della natura interattiva dei nostri quattro australiani: solari e divertenti, chiamano spesso pogo e corse in tondo. Oltre all’abilità musicale di tutti i componenti, la presenza scenica di ognuno di loro è magnetica: la vocalist Bonnie Fraser ha dominato il palco con energia accattivante, interagendo senza sforzo col pubblico, coi roadie che si muovevano sul palco e col resto della band. Un vortice di energia è il chitarrista David Potter, che è praticamente impossibile vedere tranquillo: salta, rotea, piroetta e si butta a terra senza mai smettere di suonare e io tento miseramente di stargli dietro nel minuscolo spazio a mia disposizione.

Stand Atlantic

Dopo aver inciampato in un bodyguard dopo l’altro, finalmente riesco a capire che tanto vale star ferma, sarà lui nel suo peregrinare per il palco ad avvicinarsi a me, anche se inquadrarlo è davvero una bella sfida. Dai salti entusiasti di “Jurassic Park ” alle tonalità più lente di “Bloodclot”, dove Bonnie fa sedere tutti per terra per poi farli esplodere in un balzo, il quartetto australiano ha fatto divertire anche i muri stasera.

Stand Atlantic

Non manca un siparietto divertente dove il bassista Miki Rich annuncia che i fan non potranno avere nessun tipo di merch, perché hanno esaurito tutto: appare quindi tra le risate generali quello che penso fosse un roadie, vestito da genio della lampada, con qr code stampato su un foglio che lascerà appeso alla batteria: inquadrandolo, si avrà diritto alla spedizione gratuita sugli ordini online. A conclusione dell’esplosiva performance, gli Stand Atlantic ci propongono “Molotov OK”, tratto dall’ultimo album “F.E.A.R.” : al momento il brano più heavy che abbiano creato, dalla grandissima energia punk / hardcore pur mantenendo quello stile contagioso di pop punk sul ritornello con cui abbiamo preso familiarità dai brani precedenti.

Waterparks

Dopo questa scarica di adrenalina ci salutano, ringraziano i fan festanti che stanno diventando più numerosi in vista del turno dei loro beniamini, gli statunitensi Waterparks. Trio pop rock nato a Houston nel 2011, sono cinque i loro album pubblicati, di cui l’ultimo, “Intellectual Property” è uscito il 14 aprile 2023 per Fueled By Ramen, il primo con questa label, e che dà il nome, “The Property Tour” al loro giro europeo iniziato poco prima del rilascio del disco, e che vede Milano come unica data italiana.
Il 2017 è stato un anno particolarmente ricco di soddisfazioni per questi giovani artisti, che si vedono premiati come migliori artisti emergenti dell’anno dagli Alternative Press Music Awards, insieme al loro album “Double Dare” e il brano “Stupid For You”, rispettivamente miglior album e canzone dell’anno.
Sempre nello stesso anno, anche il Rock Sound Awards li premia come migliori artisti emergenti internazionali.

Waterparks

Mentre cresce l’animazione generale, il palco viene preparato per i Waterparks, si smontano gli strumenti precedenti, si scopre la scenografia che presenta un intreccio di finta edera e piante attorno alla batteria e delle riproduzioni di statue classiche. Vengono poste due pesanti e robuste pedane sul pavimento dello stage, proprio davanti alla faccia di chi come me è lì a cercare di portare a casa uno scatto. Alle mie spalle, intanto, il concerto è già cominciato, con i fan che cantano a squarciagola le canzoni messe in sottofondo: si vedono volti truccati e capelli colorati nello stile del frontman, in un caleidoscopio di cartelli, scritte, cellulari pronti, gridolini e risate.

Waterparks

Puntuale, la band fa il suo ingresso trionfale accompagnata da un’ovazione: prima chitarrista e batterista e per ultimo il magnetico frontman Awsten Knight, con le sue grandi stelle rosse disegnate sugli occhi.
Il suo solo aprire le labbra nelle prime note di “St*rfucker”  fa scatenare un pandemonio, un tripudio di grida e mani all’aria, con il pubblico che cercava il più possibile di avvicinarsi al palco che, senza una transenna, doveva essere tenuto in sicurezza dagli addetti: l’opportunità di poter interagire con gli artisti diventa primaria per tutti coloro che si trovano nelle prime file, i cartelli e altro cominciano a volteggiare sopra le teste, sperando in qualche possibilità di essere notati. Il paradiso per i fan, che cantano ogni parola quasi allo stesso volume di Awsten che inizia a muoversi vivacemente per il palco.

Waterparks

La scaletta si presenta come un mix magistrale di canzoni nuove e meno nuove che hanno mandato tutti in estasi. Anche se il volume era molto alto, come è normale per un evento del genere, la qualità del suono era ottima: succede a volte che a questi decibel il suono possa diventare confuso rendendo difficile capire cosa stia dicendo o cantando la band. Non è stato il caso di stasera, la voce di Awsten era sempre chiara e pulita, mai sovrastata dalla musica; piuttosto era sovrastata dalle voci dei fan, quello sì, nella loro euforia di festeggiarlo.

Waterparks

Il modo migliore per descrivere questo spettacolo, forse, è semplicemente quello del divertimento: la band ha favorito un sentimento che ha permeato tutta la sala, un senso di energia spensierata, turbolenza e capacità di ballare, di lasciarsi andare, cantare e godersi il momento. Non si vede molto spesso un ‘interazione come quella che i tre ragazzi, Knight in particolar modo, hanno col loro pubblico: un concerto che sembra un ritrovo tra amici, con quell’amico in particolare che ama far ridere gli altri con le sue battute e le sue trovate.

Waterparks

Grande presenza scenica, due occhi che potrebbero convincere chiunque a vendere il ghiaccio agli eschimesi, il nostro frontman parla e dialoga con tutti, senza dimenticare di interpellare anche le file più lontane, chiedendo di tradurre parole in italiano e ripetendole. Si china anche per parlare col buttafuori davanti a lui, chiedendogli il nome: What strong men, si rivolge a tutta la security, e poi domandando ai fan  Do you think I am stronger than them? causa l’ ennesimo terremoto di urla e applausi.

Waterparks

Grande divertimento e risate quando Awsten imita il gesto tipicamente italiano, con le dita unite a pigna e muovendo il polso su e giù, che si significa “cosa vuoi” o ” cosa stai dicendo”. I was told not to do this, dice con un sorriso disarmante e ripetendolo più volte, mentre tutti i presenti gli fanno il verso e glielo restituiscono, con gran divertimento. You guys are my Italian best friends!  E lo ritroveremo più volte, durante l’esibizione, a cantare facendo questo gesto seguito a ruota da tutta la sala. Dal punto di vista scenico, quindi, la presenza dei Waterparks è innegabile. Tuttavia non in modo eccessivamente vistoso, ma piuttosto attraverso un furioso senso di conforto, fiducia, e capacità di connettersi ad un livello così personale e divertente. Praticamente è impossibile non ridere, tra un brano e l’altro, per le buffonate che combinavano, come quando il vocalist parla di cibo, di pasta, facendo cantare ai fan il ritornello Pasta! Pasta! Pasta!  E chiamando il “pasta circle”, eseguito sotto i suoi occhi divertiti, mentre dal backstage si fa portare una forchetta con un maccherone fumante, sicuramente appartenuto a qualcuno dello staff che stava cenando.

Waterparks

Per questa scoppiettante esibizione, che vede brani del passato come la bellissima “Crave”, “Ritual”, “Stupid For You” mandare in delirio anche i fari del palco, con il pavimento che rimbomba sotto i piedi mentre tutti rimbalzano al grido di Bounce! Bounce! Bounce! Make some fuckin’ noise! di un inarrestabile Knight, credo che il picco sia stato raggiunto nella parte finale. La combinazione perfettamente curata di “Real Super Dark”, “Turbulent” e “Funeral Grey” ha visto l’energia, crescere in maniera esponenziale. Luci rosse inghiottivano la sala regalando un’atmosfera più aggressiva, tamburi profondi e giri di chitarra potenti, il tutto condotto da un bellissimo Awsten che correva in lungo e in largo per lo stage, mettendo in mostra tutta la professionalità e capacità di spettacolo di questa geniale band.  Una celebrazione senza interruzioni dove nessun lavoro è stato tralasciato, e l’esplorazione degli stili mutevoli della band è stato allo stesso tempo confortante e illuminante. Poi, con la promessa di rivederci presto, i Waterparks lasciano il palco mentre i fan si attardano a chiedere plettri, bacchette, qualunque cosa caschi dalle loro mani prima, e da quelle dei roadie poi. I Waterparks sono nati per intrattenerci, far saltare un pubblico di ogni età, e non vediamo l’ora di riaverli presto di nuovo da noi in Italia!

Articolo e foto di Simona Isonni

Set List Waterparks Milano 15 novembre 2023

  1. St*rfucker
  2. Numb
  3. Rare
  4. Stupid For You
  5. Crave
  6. Sneaking Out Of Heaven
  7. Brainwashed
  8. 2 Best Friends
  9. Fuck About It
  10. Magnetic
  11. Reboot
  12. Royal
  13. Telephone
  14. Ritual
  15. IMHS
  16. Closer
  17. A Night Out On Earth
  18. Real Super Dark
  19. Turbulent
  20. Funeral Grey
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