07/12/2025

Negrita, Varese

07/12/2025

Eclipse, Milano

07/12/2025

Edda, Caserta

07/12/2025

Cristiano De André, Mantova

07/12/2025

Edoardo Bennato, Assisi (PG)

07/12/2025

Necrodeath, Roma

07/12/2025

Negrita, Varese

07/12/2025

Cristiano De Andre’, Mantova

07/12/2025

Demented Are Go, Segrate (MI)

07/12/2025

Battle Beast, Trezzo sull’Adda (MI)

08/12/2025

The Subways, Milano

08/12/2025

The Subways, Milano

Agenda

scopri tutti

Blixa Bargeld “Sings David Bowie”

Queste quattro tracce sono a oggi uno degli omaggi più genuini e rispettosi della grande musica che il Duca Bianco ci ha lasciato

Auto-prodotto e messo in vendita tramite canali indipendenti, l’ep “Sings David Bowie” di Blixa Bargeld è un piccolo gioiello che già sta dividendo la critica. Rilasciato online il 2 luglio, il mini-album è disponibile anche in vinile e cd, rigorosamente sui canali di diffusione propri del leader degli Einstürzende Neubauten. Quattro brani che Bargeld fa propri per sottrazione. “Helden” (ossia “Heroes” del 1977), “Where Are We Now?” del 2011, “Subterraneans” sempre del 1977 (ma tratta da “Low”) e, infine, “Lazarus” del 2015. Complessivamente, la sottrazione è duplice: da un lato, una vasta produzione è ridotta a sole quattro tracce; dall’altro, queste quattro canzoni vengono asciugate, spogliate e ridotte all’osso, e da un creatore di suoni come Bargeld, in molti non si aspettavano, credo, questa rarefazione. Ecco il perché delle troppo critiche.

Urge una piccola premessa: ogni opera va contestualizzata, questa è la base. Allo stesso tempo, siamo ormai figli di cover band e omaggi, figli di Talent e Contest, dove ci si riduce a essere simili, in tutto e per tutto (abiti e movenze comprese), all’artista che si vuole omaggiare. Il tutto, ovviamente, perché siamo sempre più orfani di veri artisti e, allo stesso tempo, subissati di prodotti commerciali buoni solo per uno stereotipato divertimento.

Questo ci porta a dimenticare che quando un artista omaggia un (grande) altro artista, è un vero evento. E per farlo, un artista deve prendere e portare nel suo mondo chi decide di omaggiare. Gli esempi ci sono, e sono anche molti e preziosi: “Good As I Been Yo You” di Dylan, “Blue & Lonesome” dei Rolling Stones, “Neon Lights” dei Simple Minds, “Imitations” di Mark Lanegan (splendido), “Kicking Against The Pricks” di Nick Cave, “Am I Not Your Girl?” di Sinéad O’ Connor, e molti altri. In tutti questi casi, gli artisti portano nel loro mondo coloro che decidono di omaggiare: quelle canzoni restano dei legittimi padri, ma diventano anche altro. Per dirla con un importante filosofo, Gilles Deleuze, si fondono cannoni per farne fucili – cioè, sempre di armi si tratta, ma con un’altra fattura e funzione. Fuor di metafora, sempre di canzoni si tratta, ma diventano altro, sviluppando nuove possibilità e potenzialità.

Non si può negare che il lavoro di Blixa Bargeld sia fin troppo rarefatto, dato che si tratta solo di quattro canzoni. Tuttavia, Bargeld non è l’ultimo arrivato, e i conti li avrà fatti prima di mettere in commercio questo disco, così come avrà messo in conto eventuali e severe critiche. Se alla fine il disco è stato pubblicato, forse va per un momento sospesa la naturale sorpresa per le sole quattro canzoni, e va preso sul serio il lavoro svolto dall’artista tedesco.

Sottrazione, si diceva. Bargeld toglie tutto: chitarre, basso, effetti, basi, rumori, tastiere, per lasciare solo testo e pianoforte. “Heroes”, canzone iconica, diventa “Helden”, in lingua tedesca. Inutile ricordarne genesi e significato ai più, perché tutti sappiamo. E proprio perché tutti sappiamo, credo sia inutile dire che questa versione è una gemma che sboccia nelle orecchie ascolto dopo ascolto. Il gigante tedesco ha fatto un vero miracolo. L’eroe è davvero dall’altra parte del Muro questa volta, e pensa e canta in tedesco, come accadeva per chi doveva fuggire da quel regime. Il grido finale, un urlo di terrore, è davvero emblematico di quella condizione.

“Where Are We Now?” si apre come un pezzo da piano bar, ed è il perfetto contraltare di “Helden/Heroes”: una canzone recital, da fumoso bar degli anni ’80, dove la notte va a scemare fra personaggi notturni. “Subterraneans”, già brano principalmente musicale che chiudeva uno degli album di Berlino, è ridotto ai minimi termini, diventando quasi un pezzo degli ultimi Radiohead, ma anche qualcosa di più: una creazione di Musica Classica Contemporanea con ripetizioni alla Ligeti, atmosfere alla Dvořák, da messa da Requiem, quasi un ultimo avviso ai naviganti. A conti fatti, però, è un brano che se fosse finito in “Rampen (Apm. Alien Pop Music)” degli Einstürzende Neubauten, ci sarebbe stato benissimo. Che derivi da lì l’ispirazione per questa rilettura? “Lazarus”, infine, è il brano epico, che rimanda all’ex amico Nick Cave, e alle sue interpretazioni. Si tratta del vero gioiello di questo mini-album.

Non sarà un capolavoro, e nessuno lo sostiene, tanto meno noi. Ma queste quattro tracce di Blixa Bargeld, senza dubbio alcuno, sono a oggi uno degli omaggi più genuini e rispettosi della grande musica che David Bowie ci ha lasciato. Ascoltatelo senza alcun pregiudizio, se possibile. 

Articolo di Luca Cremonesi

Track list “Sings David Bowie”

  1. Helden
  2. Where Are We Now?
  3. Subterraneans
  4. Lazarus

Line up: Blixa Bargeld voce / Nikko Weidemann pianoforte

Blixa Bargeld online:
Instagram: https://www.instagram.com/blixa.official/
YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCe5nLI1aL-AahzlxsPxeh_g

© Riproduzione vietata

Iscriviti alla newsletter

Condividi il post!