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Greta Van Fleet – “Palace For The People”: il Rock oltre il riff

Chitarre e ritmiche restano centrali mentre il quartetto amplia il disco con pause, atmosfere e momenti più intimi

Il 9 ottobre i Greta Van Fleet tornano con “Palace For The People”, il loro quarto album in studio, pubblicato da Lava Records in collaborazione con Republic Records. Il titolo dice molto sull’idea che si trova dietro il disco, ovvero concentrarsi anche sul rapporto tra la band e le persone che la seguono. L’ispirazione arriva dall’Alexandra Palace di Londra, nato come “Palace of the People”, ma l’idea viene trasformata in qualcosa di più personale, in quella di un luogo condiviso, che si costruisce anche attraverso la musica e nel quale potersi ritrovare. Ascoltando l’album, però, la sensazione più immediata è un’altra: i Greta Van Fleet non hanno nessuna intenzione di cambiare pelle, infatti le chitarre sono ancora protagoniste, i riff arrivano con decisione e la batteria spinge. Anche il riferimento al Rock degli anni Settanta rimane evidente, così come quella capacità della band di costruire brani immediati, orecchiabili e spesso molto fisici.

“Into The Beginning” dura poco meno di due minuti, ma serve a mettere in moto il disco, creando un’atmosfera abbastanza precisa: viene quasi da immaginarsi di essere in un paesaggio aperto, caldo e desertico, prima che le altre tracce prendano la propria direzione. Con “Tear It Down” e “Heart and the Beat” arrivano invece i Greta Van Fleet che conosciamo: riff in evidenza, batteria presente e una struttura che punta dritta al sodo, trasmettendo potenza ed energia. “Heart and the Beat”, in particolare, è uno di quei brani che fanno capire bene cosa sa fare la band. Il riff arriva subito, sostiene tutto il pezzo e si incastra bene con una ritmica che mantiene alta l’energia. È un brano diretto e con quel tipo di energia che sembra pensata anche per poter rendere al massimo suonata davanti a un pubblico.

I momenti più interessanti arrivano quando decidono di rallentare. Non c’è una trasformazione radicale, ma l’inserimento di ballate e passaggi più intimi cambia il modo di concepire l’album. “Saw You Stand” è forse l’esempio più evidente, all’inizio è più delicata, quasi trattenuta, poi cresce ed esplode lasciando spazio alle chitarre. Il contrasto funziona perché la band non ha fretta di arrivare all’esplosione. Anche “Lost In The Golden” si muove in una direzione simile, puntando parecchio sulle atmosfere e su una dimensione più evocativa. Josh Kiszka merita un discorso a parte, la sua voce è talmente riconoscibile che ormai basta poco per capire chi c’è dietro un brano. Il timbro pulito, l’estensione e soprattutto la capacità di salire molto in alto senza perdere precisione continuano a essere uno dei punti di forza. In “Boughten Bliss” questa caratteristica emerge bene, la sua interpretazione dà personalità al brano senza risultare eccessiva.

“Play Your Games” porta invece il discorso su un terreno più legato allo spettacolo e ai rapporti che si creano intorno alla musica e a chi la vive; mentre “Saw You Stand” parla in maniera più diretta dell’amore e dalla presenza di qualcuno capace di diventare un punto fermo nella nostra vita. Questi momenti contribuiscono a dare al disco una dimensione più personale, non tutto deve ruotare necessariamente intorno ai riff potenti o ai ritornelli da cantare ad alta voce. La produzione, curata dai Greta Van Fleet insieme a Mike Elizondo, mantiene un suono abbastanza compatto, nel quale le chitarre rimangono sempre ben presenti, la batteria dà il giusto sostegno ai brani e la voce resta al centro. Non è un disco che cerca un suono strano o particolarmente sperimentale: anche quando prova qualcosa di diverso, torna sempre in una zona di confort che può sicuramente piacere ai fan.  “Palace For The People” non porta i Greta Van Fleet verso un territorio completamente nuovo, non cambiano radicalmente e non cercano a tutti i costi una nuova direzione. Piuttosto prendono quello che sanno fare e provano ad aggiungere qualche sfumatura diversa, inserendo sonorità più tranquille, atmosfere più malinconiche e canzoni che hanno bisogno di rallentare e di prendersi più tempo prima di esplodere. Ed è forse questo l’aspetto più interessante del disco, la band resta perfettamente riconoscibile, ma non si limita a ripetere la propria formula dall’inizio alla fine. Funziona bene perché riesce a tenere insieme il ritmo e l’energia che ormai fanno parte del loro Dna con un’anima più raccolta, che lascia anche respirare, scegliendo di abbassare il volume.

Così questo è semplicemente un altro tassello nel loro percorso artistico, e a una band che ha già trovato e costruito una propria identità che funziona, forse non serve per forza cambiare tutto: a volte basta capire dove aggiungere qualcosa di nuovo, regalando momenti interessanti a chi conosce già bene il loro mondo.

Articolo di Benedetta Rubini

Track list “Palace For The People”:

  1. Into The Beginning
  2. Tear It Down
  3. Heart and the Beat
  4. Boughten Bliss
  5. Field of Stars
  6. Play Your Games
  7. Dreams You Hold
  8. Lost In The Golden
  9. Touch Again
  10. Saw You Stand
  11. Heya
  12. Call My Own
  13. Born Into This

Line up Greta Van Fleet: Josh Kiszka voce / Jake Kiszka chitarra / Sam Kiszk basso, tastiere / Danny Wagner batteria

Greta Van Fleet online
Sito https://gretavanfleet.com
Instagram https://www.instagram.com/gretavanfleet
YouTube https://youtube.com/@gretavanfleet

Che tipo di album è “Palace For The People” dei Greta Van Fleet?
“Palace For The People” è il quarto album in studio dei Greta Van Fleet. Il disco mantiene al centro chitarre, riff e batteria, confermando il legame con il rock degli anni Settanta, ma introduce anche ballate, passaggi più raccolti e atmosfere malinconiche.

I Greta Van Fleet cambiano direzione con “Palace For The People”?
No, il gruppo non cambia radicalmente direzione. L’album conserva un’identità sonora già riconoscibile, ma amplia la propria formula attraverso una maggiore varietà di dinamiche, momenti più intimi e aperture melodiche.

Qual è il ruolo delle chitarre in “Palace For The People”?
Le chitarre restano uno degli elementi centrali del disco. I riff arrivano con decisione e la batteria sostiene una dimensione fisica e diretta, mentre anche nei momenti più lenti le chitarre tornano a occupare un ruolo importante.

Come si alternano energia e momenti più intimi nell’album?
Il disco mette in contrasto i brani più diretti e costruiti sui riff con composizioni più lente e raccolte. Le ballate permettono alle canzoni di svilupparsi gradualmente, lasciando spazio alle atmosfere prima di arrivare alle aperture più energiche.

Qual è il ruolo della voce di Josh Kiszka?
La voce di Josh Kiszka rimane uno degli elementi distintivi dei Greta Van Fleet. Il timbro riconoscibile, l’estensione e l’utilizzo del registro alto mantengono precisione e personalità, contribuendo a definire l’identità del gruppo.

Che cosa aggiunge “Palace For The People” al percorso dei Greta Van Fleet?
L’album aggiunge nuove sfumature senza mettere in discussione l’identità della band. Accanto all’energia dell’hard rock trovano spazio atmosfere più malinconiche, passaggi più raccolti e una scrittura che concede maggiore importanza alle pause e alle dinamiche.

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