Scegliere di essere un glamster in provincia non dev’essere tanto facile, forse ancora di più in quelle del Sud Italia. In un contesto dove le opportunità per suonare dal vivo sono più rare e la scena underground deve lottare per emergere, proporre un genere così codificato e di rottura come questo richiede una dose extra di coraggio e determinazione. Eppure nel 2006 cinque ragazzi siciliani hanno messo in piedi un gruppo e l’hanno chiamato Hot Rod. Nello stesso anno i Crashdïet salivano alla ribalta delle cronache come il primo artista glam a firmare per una etichetta major dopo dieci anni! Non sappiamo se quell’episodio abbia in qualche maniera dato il coraggio a questa band di formarsi, ma di sicuro ha avuto un forte impatto sulla scena underground. In breve è rinata, e i gruppi dediti a quel tipo di musica sono spuntati come funghi.
Gli Hot Rod però ci hanno messo vent’anni a dare alle stampe il loro debut album, ma nonostante questo il disco non suona vecchio di due decenni… ma di quattro! E, badate bene, è un complimento. Sì, perché le undici tracce contenute su “Harder Faster Glitter” sono quanto di più vicino alle sonorità tipiche del Sunset Strip di metà anni Ottanta che ci sia capitato di ascoltare da tanto tempo a questa parte. Non lo fa più nessuno il Glam Metal, o quantomeno, esclusi i pochi superstiti dell’ondata post 2006, non lo fa più nessuno così bene! Pubblicato il 13 marzo da Street Symphonies Records, “Harder Faster Glitter” è un treno in corsa che non salta una fermata e convince a ogni stazione per cui passa. Dall’opener “Wild Wheels” alla conclusiva “Bullet Speed”, le chitarre intrecciano assoli infuocati, mentre la sezione ritmica tutta al femminile detta il tempo con maestria e la voce sputa con rabbia tutta la violenza di chi sa che non ha nulla da perdere. E proprio la timbrica è un asso nella manica, una carta vincente a un tavolo dove spesso perdono in parecchi, perché per fare bene Glam Metal è fondamentale avere un cantante adatto. Un complimento va fatto anche alla cura dei testi, ben scritti e con quell’attitudine sprezzante e sopra le righe che il genere richiede.
Ascoltando canzoni come “Wasted”, “Little Dirty Blonde”, “Shot Of Love” e “Rock The House” vengono in mente Mötley Crüe, Poison, Ratt e Warrant, ma la personalità del quintetto siciliano rimane sempre in primo piano. In poco meno di tre quarti d’ora, “Harder Faster Glitter” fa molto più che riportare in vita gli ‘80s. Dà voce a vent’anni di lotte e passione underground, diventando un inno per tutti coloro che non hanno mai smesso di crederci.
Articolo di Paolo Andrea Pugno
Track list “Harder Faster Glitter”
1. Wild Wheels
2. Wasted
3. Little Dirty Blonde
4. Clandestine
5. HeadbanGirl
6. Shot Of Love
7. Turning Blue
8. Don’t Wanna Be Like You
9. Jenny
10. Rock The House
11. Bullet Speed
Line up Hot Rod: Giuseppe Costa voce / Christian Balsamo chitarra / Mirko Di Bella chitarra / Valeria Caudullo basso /Cristina Settembrino batteria
Hot Rod online:
Instagram: https://www.instagram.com/hotrod_band
