John Carpenter ha tagliato il ragguardevole traguardo dei 78 anni, ma evidentemente la sua vena creativa ha ancora una portata tale da condurlo a sfornare regolarmente album sorprendenti. Un esempio emblematico è il nuovo lavoro, “Cathedral”, quinto disco di inediti uscito per Sacred Bones il 7 agosto. Da fan sfegatato dei suoi lungometraggi, recensire queste uscite è sempre un privilegio, ma chi di voi ha letto i precedenti articoli ricorderà il mio sfogo ricorrente: Bellissimo. Ma a quando un nuovo film? Ecco, in questo caso un piccolo passo avanti quantomeno è stato fatto. Nel senso che i precedenti lavori erano concepiti come colonne sonore di film mai girati, mentre questo “Cathedral” è la sonorizzazione di una storia reale: una graphic novel scritta da Carpenter insieme alla moglie Sandy King, in collaborazione con lo sceneggiatore Sean Sobczak e pubblicata da Storm King Comics. Quindi ok, ancora del successore di “The Ward” (2010) neanche l’ombra, ma “Cathedral” è quanto di più vicino a un film possiamo pretendere dal regista americano. Ogni canzone è legata a una sezione precisa del libro, generando un’opera che va al di là della musica e dei disegni, e che per essere gustata al massimo grado dovrebbe essere fruita nel suo pacchetto completo.
“Primeval” parte con un’apertura di sintetizzatori quasi sognante, ma ben presto ecco aggiungersi la chiave di volta dell’intero lotto: la chitarra elettrica di Daniel Davies, che stavolta vira sull’heavy, rendendo il prodotto decisamente Metal. “Identity” è più visiva, introduce il tema emotivo orrorifico presentandoci in una serie di passaggi ben arrangiati l’anima dannata della narrazione. “Inside Out” ha un andamento implacabile: con passo pesato ma inarrestabile conduce in maniera inquietante alla location intorno cui ruota la storia. Ed eccola la Cattedrale abbandonata, evocata attraverso il doveroso organo di “Abandoned Cathedral”: un minuto e mezzo così minaccioso e sinistro da togliere il sonno. Il mid-tempo di “Elevator” esalta un’altra delle componenti più importanti dell’album: i riff di chitarra, semplici, d’impatto, che nei precedenti dischi erano stati messi da parte a favore dell’atmosfera rarefatta, e che stavolta si ergono fino a divenire protagonisti indiscussi.
“Elevator Two” ha un’anima più lirica, più filmica, ed è permeata da un misticimo pernicioso e malefico. In “Desolation in the Underworld” e “The Mapmaker” torna ad affacciarsi il classico tocco di Cody Carpenter, sia per via dei sintetizzatori centrali, sia per lo struggente neoclassicismo del pianoforte. “The Ferryman”, un connubio perfetto fra campionamenti e chitarre distorte, è una lama tesa e pericolosissima, pronta a far sanguinare chiunque arrivi anche solo a sfiorarla. Di “Lord of the Underground”, primo singolo estratto dal sapore anni ‘80, è stato realizzato un Official Visualizer in cui viene parzialmente animata la Cattedrale e il paesaggio darkeggiante in cui vive.
“Death of the Mapmaker” è una struggente ballata di piano impreziosita da inserti elettronici, nella più classica delle declinazioni del terrore. “Back to Ruins” ci ricorda che il Male non può essere del tutto distrutto, ed è così ostinato da riuscire a vivere anche fra le rovine, seppure in altre forme. “Revenge” narra la risoluzione del plot narrativo, e lo fa attraverso un rutilante ritmo ossessivo da cui emergono suoni lancinanti che sanno di rimorsi, sangue e sacrificio. Con “Resolution” i giochi si chiudono attraverso un brano non lineare, in cui si compie la summa di tutte le influenze usate per questo magnifico disco, a mio avviso il migliore dei cinque inediti di Carpenter.
“Cathedral”, come moltissime delle grandi opere horror che sono rimaste nella storia, nasce da un incubo: un efferato omicidio in una cattedrale abbandonata al centro di Los Angeles che nasconde una potente entità sovrannaturale. Carpenter al risveglio sentì quel sogno così vivido e cinematografico da decidere di portarlo in vita, declinandolo in questa doppia creatura visiva e musicale. E ora la speranza è che qualche ispirata casa editrice italiana possa pubblicare nel nostro paese la graphic novel, permettendoci di godere appieno dell’opera integrale così come concepita nella mente del Master Of Horror.
Articolo di Simone Ignagni
Tracklist “Cathedral”:
1. Primeval
2. Identity
3. Inside Out
4. Abandoned Cathedral
5. Elevator
6. Elevator Two
7. Desolation in the Underworld
8. The Mapmaker
9. The Ferryman
10. Lord of the Underground
11. Death of the Mapmaker
12. Back to Ruins
13. Revenge
14. Resolution
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