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Minsmà “’Entrumána”

Album dove si fondono poesia e musica, suonando però moderno

Questo pregevole album mi ha fatto riscoprire una dimensione che credevo ormai sopita, sommersa dalla velocità di un modus vivendi frenetico che spesso non ci fa godere delle vere bellezze dell’esistenza. Sto introducendo un’opera che è una storia bellissima, un lavoro dove si fondono poesia e musica, in una riscoperta di valori antichi suonando però, al contempo, moderno. Una beatitudine sospesa in cui lasciarsi coinvolgere, calandosi nelle pieghe di una musicalità raffinata.

“’Entrumána” è un po’ tutto questo; l’album di debutto, autoprodotto, del duo Minsmà dei fratelli laziali Giovanni e Simone Ignagni, fuori dal 7 ottobre, suona come un trait d’union tra moderno e ancestrale, come un qualcosa sospeso nel tempo che trasporta l’ascoltatore in un mondo di sfumature sonore. Il nome singolare di questo album nasce in un preciso luogo fisico, situato vicino a Ceprano, a pochi passi dal paese natio dei due fratelli. Qui la leggenda narra di un ruscello, affluente del fiume Liri, che dopo aver vagato attraverso un tortuoso percorso converge in una conca che non si è mai prosciugata del tutto, neanche nelle stagioni più torride. In questo luogo speciale, l’acqua ricambia la natura, che la accoglie come un ventre materno, donandole una lussureggiante vegetazione; questa simbiosi rigogliosa, che ricorda così tanto il miracolo di una nascita, ha fatto sì che la gente del luogo abbia assimilato questo angolo di terra a un ventre umano; il resto lo ha fatto la cadenza dialettale trasformando la parola “ventreumano” nell’appellativo che dà il titolo all’album.

Un ricordo che Giovanni e Simone hanno sempre vissuto come una magia, la stessa che si respira in questo lavoro. Un disco dove le mitiche tradizioni della musica celtica e scozzese riescono a fondersi con il Folk e la Classica, lasciando che le liriche raccontino viaggi, reali e immaginari, in cui si regalano attimi di autentica poesia. Si parla della natura, riscoperta nella sua fulgida bellezza primordiale, un’essenza bucolica in comunicazione perpetua con i suoi elementi. Ma a occupare una posizione centrale all’interno del disco è soprattutto il dialogo con sé stessi, il porsi delle domande, alla ricerca appassionata di risposte, sull’amore, sulla verità, sull’essere liberi; riscoprire insomma l’essenza dell’essere umano. Il tutto viene sapientemente miscelato con le tradizioni popolari che sono proprie dei generi ai quali i Minsmà si ispirano.

Si percepisce chiaramente l’omaggio che il duo vuole offrire alla forza comunicativa degli irlandesi Clannad e alla ricercatezza di Loreena Mckennitt, ma anche alla espressività di personaggi importanti della cultura musicale nostrana come Angelo Branduardi. Cantastorie e menestrelli moderni, che hanno contribuito a rendere la musica una forma d’arte sopraffina, cultori di una tradizione dal valore inestimabile che il tempo non può cancellare. È palpabile tutta la passione dei fratelli Ignagni per questo genere che si esplica amabilmente attraverso il calore delle chitarre che abbraccia la dolcezza ora dei fiati, ora degli archi; le atmosfere oniriche, dilatate dai ricami poetici di un’arpa, impreziosiscono le melodie scandite dall’incedere delle percussioni e dalle tinte caratteristiche donate da uno strumento tradizionale del Folk, il tin whistle.

L’album è composto da dieci tracce, che cullano l’ascoltatore con le sue fiabesche evoluzioni che prendono corpo sino dall’incipit con “Il Re Pacato” aperto da sonorità sintetiche che preludono a un fraseggio armonioso. Percussioni allegre ora più marcate, talvolta più soffuse, sostengono le belle melodie di “Lungo Le Tue Sponde”, che rievoca quasi un madrigale trecentesco, mentre “Libertà O Verità” ci pone davanti a una scelta che sembra prefigurare una rinuncia, ma i cui dubbi vengono dissipati dalla forza dell’amore, perché la dolcezza di un bacio è capace di vincere ogni esitazione.

Una sottile malinconia avvolge la title track “’Entrumána”, una ballata dove il flauto concorre a impreziosire la trama lirica, un nostalgico richiamo alle radici della propria terra che ha ispirato i colori vividi di questo album. Orientata verso il patrimonio celtico appare “Lontano”, l’unico brano strumentale, che con i suoi suoni evoca verdi colline e paesaggi incantati. “Andare”, un fine amalgama musicale morbido e persuasivo, racconta un personaggio alla ricerca di ispirazione che al netto di ostacoli e momenti di tristezza, riesce poi a trovare lungo il cammino un nuovo vigore. Sempre su una vellutata armonia si snoda “Attesa”, un motivo che esemplifica l’attesa come oppio dei popoli ma anche come preziosa apnea per sbocciare.

Il brano “La lucciola e la luna”, un’autentica perla, si dipana nell’alternanza tra recitato e cantato. Il pezzo narra la favola di un insetto nero senza nome e voce che usciva solo di giorno sentendosi insignificante. Ma una notte, quasi come animato da uno spirito ribelle, si spinse istintivamente a uscire per salvare una libellula ferita, riuscendo nell’intento grazie al vivido chiarore della luna che gli conferiva la proverbiale lucentezza. L’animale salvato ne parlò allora con le altre creature e al bosco, battezzando la piccola amica col nome “lucciola”. In questa semplice storia vi è un po’ una metafora di vita, un auspicio affinché sulla disistima di noi stessi prevalga la solidarietà, la volontà di restar parte dell’esistenza condivisa, fondata su valori di fraternità e di coraggio.

Le sonorità di “Impronta” evolvono su delicati arpeggi dell’acustica colorate da un flauto brioso e dalle voci espressive del duo che incantano nel suggestivo ritornello e conducono all’epilogo del lavoro con il pezzo “Mattino”. Un brano attraente che riecheggia di atmosfere tolkieniane e potrebbe essere la perfetta colonna sonora di un film fantasy. Il mattino con i suoi colori brillanti è quasi un segno di rinascita, un cambiamento che si fa beffe delle pochezze e le viltà. Una sorta di ode alla vita, incredibile dono da godere in un vibrante respiro.

“’Entrumána” è l’approdo felice di un percorso intrapreso e condiviso per decenni dai fratelli Ignagni. I sogni, le emozioni e le esperienze vissute lungo il viaggio sono confluiti in un album dai sapori unici e meravigliosamente autentici. La musica si fa narrazione di due vite, dalle origini alla maturità, incorniciata da un mosaico di leggende antiche che elevano il racconto in un tempo assoluto che esce dal presente, e si riconcilia con un passato incantato, tutto da scoprire e desideroso di tramandarsi in eterno.

Articolo di Carlo Giorgetti

Tracklist ‘Entrumána

  1. Il Re Pacato
  2. Lungo Le tue Sponde
  3. Libertà O Verità
  4. ‘Entrumána
  5. Andare
  6. Lontano
  7. Attesa
  8. La lucciola E La Luna
  9. Impronta
  10. Mattino

Minsmà online
Bandcamp https://minsma.bandcamp.com/
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Instagram https://www.instagram.com/minsma_official/
YouTube https://www.youtube.com/@minsma179

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