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Roberta Giallo “Orko Ingordo”

Una delle voci più originali, indipendenti e non comuni della musica pop italiana contemporanea

“Orko Ingordo” è il quinto disco di Roberta Giallo, cantautrice, interprete, scrittrice, visual artist, attrice e performer teatrale, uscito il 28 ottobre 2025 su Yellow Music. Il sottotitolo di questo lavoro ne descrive la genesi. Si tratta infatti di nove canzoni scongelate (questo si legge sotto il titolo del nuovo album), disponibili sulle piattaforme online e su supporto acquistabile sul sito dell’artista originaria di Senigallia. Tenendo fede, dunque, a questo concetto di scongelamento andiamo a ragionare su questo lavoro di una delle voci più originali, indipendenti e non comuni della musica pop italiana contemporanea. Senza dimenticare – lo dico per campanilismo – che siamo alla presenza di un’artista colta, con in tasca una laurea in Filosofia, che non è garanzia di qualità, ma di certo di attenzione e sensibilità, merce ormai rara nel mondo dell’arte e della musica del Bel Paese. L’album è dunque composto da 9 tracce che, oltre agli arrangiamenti invariati, mantiene la voce originale di allora, offrendo un documento autentico e potente delle canzoni scritte e interpretate da Roberta Giallo agli esordi della sua carriera.

Cominciamo dall’inizio. Per chi ama la voce di Roberta Giallo, e cioè per chi è appassionato di una vocalità che non sia banale, ripetitiva, figlia dei talent e gridata, questo “Orko Ingordo”, pur se la voce è quella di una 19/20enne, mostra già tutte le caratteristiche che hanno reso Giallo un vero unicum del panorama musicale italiano. Sugli arrangiamenti, in questo caso il discorso è leggermente diverso. Diciamo così: rispetto ai lavori successivi – soprattutto il più recente “Reminiscenze” (la nostra recensione) – in questo album si sente una predisposizione al Pop radiofonico e una varietà del tutto spiazzante per chi ha poi seguito la sua carriera. Debolezze – diciamole così – di gioventù che, però, sono comunque sorrette da testi che di tutto sanno tranne che di pop banale e radiofonico. Certo, non sono i testi pungenti delle ultime produzioni.

Solitamente non amo i dischi con canzoni d’amore. Tutto nasce dalle parole udite qualche anno fa a uno spettacolo di Massimo Bubola. Il grande cantautore veneto sostenne che scrivere d’amore è difficilissimo. Non capisco perché tutti abbiano qualcosa da dire sull’amore, quando si tratta di un tema molto difficile da trattare, disse Bubola in quel lice. A questo si può aggiungere che d’amore ormai sono pieni i fossi, e sinceramente non se ne può più di canzoni che cantano solo d’amore. Eppure la giovanissima Roberta Giallo è riuscita ad andare oltre il banale e l’ovvio, complice, come si diceva, una voce magnifica e una già presente maturità artistica che traspariva già in questo “Orko Ingordo”. Nove canzoni scongelate dove l’amore è sì il tema portante, ma c’è anche un bel mix di vissuto personale, di emozioni e di un sentire che permea ognuno di noi, raccontato con capacità poetica, senza mai scadere nel manierismo, cosa che può succedere a 19 anni. In sostanza, c’è purezza e onestà in quello che canta Giallo.

Per coglierlo a pieno consiglio di partire dal dittico “Amami stanotte” e “Notte di luna senza stelle”. Due pezzi classici che, se messi in bocca ad artiste mainstream, sarebbero sul podio di Sanremo senza alcun dubbio. Due canzoni da classifica, forse anche troppo, che però esaltano la voce di Giallo che, quanto meno in “Notte di luna senza stelle”, fa capire le potenzialità che questa sua voce avrebbe poi messo sul piatto. Splendida. Da tempo non sentivo una voce agli esordi di una carriera così potente, già matura, piena, calda e capace di volare – come diceva Wells di Fellini – in alto. Una naturalezza che ammalia, insomma. “Amami stanotte”, purtroppo, al primo ascolto, profuma molto di pezzo melodico e pop ma, se le si dà agio e respiro, e ci si scommette permettendole di entrare dentro alle nostre orecchie senza il gioco dei rimandi ad altre voci femminili, si capisce come la gioia dell’amore che viene cantato sia qualcosa di reale, di vero, di caldo e di non contaminato dalla realtà della vita quotidiana, quella cioè che può svuotare del tutto la magia dell’amore in ognuno di noi.

Se questi due pezzi classici esaltano la voce di Giallo, “Totem e tabù”, dal libro di Freud, è un bel divertissement alla Battiato e Sgalambro, dove l’uomo di facciata, l’essere qualunque e qualunquista (si veda sempre il buon Orson Welles in “La Ricotta”) viene messo a nudo. Un testo che non avrebbe sfigurato nei dischi a venire, soprattutto in “Reminiscenze”. Il singolo e track list “Orko Ingordo” completa la critica all’essere maschio di facciata, di bella presenza, da social, corretto perché si deve essere corretti, ma che nasconde in realtà un lato sempre troppo oscuro. Un’oscurità che trasforma l’apparente maschio perbene in un “Orko ingordo”, appunto. Anche in questo lavoro giovanile ed eclettico, ma anche in cerca di un’identità che il futuro le ha saputo dare, Giallo non ha rinunciato a descrivere con la sua musica la realtà del suo tempo, come ha saputo fare sia in “Canzoni da Museo” che in “Reminiscenze”.

Se qualcosa manca in questo disco giovanile è la consapevolezza che in certi momenti servono alieni o pianeti diversi dove poter ricominciare a vivere. Giallo – forse, ma questo non è dato sapere per ora – scopriva nell’amore, quel sentimento non banale cantato dai più, e cioè quella forza capace di trasfigurare le nostre vite. Ed ecco perché “Orko Ingordo” è comunque una buona testimonianza del tempo passato e dei progressi realizzati.

In conclusione, l’amore cantato da Roberta Giallo oscilla fra la capacità di salire la grande scala dell’essere di Diotima di Mantinea e quella del calore che solo un corpo sa dare. “Fame” d’amore, infatti, racconta anche della ricerca di corporeità, di contatto fisico e di pelle. Allo stesso tempo chi ama sa che esistono anche “Giornate no”, momenti dell’esistenza dove serve stare spenti, dove le cose non girano, dove il mondo sembra non essere a nostra disposizione, come invece accade quando l’amore fa ruotare tutto come si deve, anche nella “Notte di luna senza stelle”. Un campionario d’amore e di amori che una giovane Giallo cantava con un entusiasmo che il tempo, senza dubbio, avrà saputo affinare e contagiare. Però, a conti fatti, questo “Orko Ingordo” è la lettera d’amore giovanile che si ritrova nel cassetto quando si mette in ordine la propria stanza. Lo diceva già Vecchioni:

E scrivere d’amore,
e scrivere d’amore
anche se si fa ridere
anche quando la guardi,
anche mentre la perdi
quello che conta è scrivere;
e non aver paura
non aver mai paura
di essere ridicoli;
solo chi non ha scritto mai
lettere d’amore
fa veramente ridere.

Articolo di Luca Cremonesi

Track list “Il lago artificiale”

  1. Orko ingordo
  2. Totem e tabù
  3. Fame
  4. Monomaniaco
  5. Un uomo come si deve
  6. Amami stanotte
  7. Notte di luna senza stelle
  8. Giornata no
  9. Con gli occhi chiusi sul mondo

Roberta Giallo online:
Instagram https://www.instagram.com/robertagiallo
YouTube https://www.youtube.com/robertagiallo

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