Van Kery

Van Kery “New Life”

Power trio, voce unica e chitarra, basso e batteria, una gavetta robusta in ambienti blues e rock “old school”

“New Life”, una nuova vita, un augurio in questo periodo che ci sta separando dai palchi, un augurio e un titolo significativo da parte di Van Kery, una band italiana che viene dalla calda Sicilia. L’attesa è quasi giunta al termine, “New Life” sarà distribuito dal 19 marzo 2021da Audioglobe, sotto etichetta Vrec e già abbiamo avuto modo di ascoltare i primi due singoli: “Runaway” e “Chasing me”.

Come sempre, però, andiamo per gradi. Inquadriamo il progetto musicale: Van Kery adotta la formula del power trio, voce unica e chitarra, basso e batteria, una gavetta robusta in ambienti blues e rock “old school” e una profonda base nella più grande isola italiana con roccaforte a Catania e una notevole vista sull’Etna.

Il sound che i tre musicisti hanno costruito è dato da un ascolto spasmodico dello zoccolo duro del Rock, tinto del blues da jam session. Leggendo di loro ho visto accostamenti e ispirazioni che spaziano tra Led Zeppelin, Jeff Beck e Rival Sons, personalmente non sono convinto e rilancio con una mia chiave interpretativa: io ho sentito (e risentito) in questo disco delle influenze marcate da parte dei Black Crowes e di Lenny Kravitz, e la loro splendida “Perfect Love” (traccia 3, ci torneremo dopo) è un ottimo tributo a una “I’d rather go blind” suonata dalla Tedeschi-Trucks band. Cambiate il mio modo di vedere, cambiatelo, se ci riuscite.

Ora che ho provato a raccontarvi di cosa si parla quando si intende affrontare l’ascolto di “New Life” di Van Kery è necessario che, in via del tutto eccezionale, vi racconti il cammino che si compie con questo disco. Lo so, non è comune che parli di ogni brano, ma stavolta il disco è veramente nelle mie corde, quindi sorbite tutto il mio ascolto e se avete letto fin qui probabilmente la cosa vi interesserà anche:

01 “Runaway”: è il primo singolo, è quadrato, è dritto, è rock. È una scelta coraggiosa iniziare un disco con quella che in gergo viene chiamata una “Hit”. Il brano scorre e ha un assolo. Ha un assolo. Nel 2021. Si, vi ho già detto che è una scelta coraggiosa anche se il brano è molto old school.

02 “One Thing I Learned”: sempre sul solco dell’esperienza e della garanzia, il seguito del primo brano e primo singolo è un mid-tempo dal rullante presente e dalla chitarra appena appena crunchy, anche qui un solo presente e vagamente lamentoso, una chitarra piangente su un basso roccioso e dal suono vintage e valvoloso.

03 “Perfect Love”: fermi tutti. Per me il disco può terminare con questo brano. Una ballad in grado di far innamorare una Gorgone. Non credo farò un favore alla band dicendo che questo è un brano un palmo e mezzo sopra il resto del disco. Credo che nella mia mente sarà stampato e importato in ogni playlist che ascolterò in compagnia di una ragazza che mi guarderà con i suoi occhioni scuri.

04 “Not My Time”: torniamo seri, torniamo rock, questo è il brano che mi ha fatto pensare ai Black Crowes. Rotola e trascina, l’assolo con cambio di tonalità è un discreto salto e lascia un attimo sbigottiti, ma da bassista ho goduto. Se non siete bassisti, il problema è vostro.

05 “Chasing Me”: secondo singolo, inizia con una trasmissione radio (sul canale dx, ma solo per sfizio), viene portato avanti da chitarre molto compresse e un solo cantato con l’aiuto di un wah. È  un brano da auto, da imbrunire per raggiungere una destinazione.

06 “New Life”: title track posta in saggia locazione. Una lunga e rilassante intro, una lunga e interessante traversata grazie a un riverbero dolce e onirico. Il brano è lungo, intenso e trasmette emozioni effettive di una nuova vita. Mi riallaccio al concetto espresso in “Runaway”: la title track è coraggiosa, molto, infatti è strumentale. Scelta molto particolare e secondo me azzeccata.

07 “Everything I Do is Wrong”: il titolo mi piace, mi fa sentire appropriato. Siamo sul Rock Blues puro, delle origini, shuffle trascinante, basso in arrivo dagli anni ‘60, suono della chitarra delle origini e voce compressa. È il brano che mi aspetto in un film che parla di un grosso furto in banca, con le banconote che volano per la stanza mentre il protagonista scappa col malloppo.

08 “Pick yout Poison”: cassa in 4, sonagli, serpenti che si nascondono tra le rocce dell’Etna, sterpaglie che si muovono nel caldo vento pomeridiano. Un tavolo in legno all’ombra e uno stivale che batte il tempo. Un bicchiere sul tavolo, pieno di veleno, e un volto scavato. Praticamente ho già scritto il video per Van Kery, gradirei i diritti.

09 “Let Me Sleep”: outro del disco, spazzole e un lento accompagnare l’ascoltatore al sonno. Anche questo brano è strumentale e permette di sorridere salutando i Van Kery.

Fine. Ho ascoltato e voi avete letto. Potrei inserire una critica piccina? Si, lo faccio: il disco di nove brani forse è un po’ corto avendo al suo interno due strumentali. Un brano cantato in più o due forse avrebbero dato poco di più e mi avrebbe fatto piu piacere. Ma resta un disco per cui ho speso più di una pagina e innumerevoli ascolti, credo sia uno dei dischi che ho gradito di più da quando scrivo per Rock Nation, forse perché è nelle corde di chi è comunque legato alla storia del Rock Blues. “New Life” va sentito con calma, in casa, in buona compagnia mentre ci si rilassa e si sta bene, perché è un disco che fa stare bene. Sorridete e prestate orecchio.

Articolo di Marco Oreggia

Tracklist “New Life”

  1. “Runaway”
  2. “One Thing I Learned”
  3. “Perfect Love”
  4. “Not My Time”
  5. “Chasing Me”
  6. “New Life”
  7. “Everything I Do is Wrong”
  8. “Pick Your Poison”
  9. “Let Me Sleep”

Line up Van Kery

Gianluca Vancheri chitarra e voce / Giuseppe Di Mauro basso / Antonio Quinci batteria

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