Rock‘n’Comics: Pau, dai Negrita alla pittura

Mentre il mondo lottava per la farina e il lievito, Pau disegnava e dipingeva

C’è Pau e Pau. C’è quel Pau che canta con i Negrita e c’è quello che disegna e “scarabocchia”. Lucca Comics quest’anno ha voluto inaugurare un format di commistione fra la musica al disegno, “Rock‘n’Comics”Rock Nation non poteva certo perderselo, data anche l’importanza che questo festival ha costruito negli anni. Decido di andare a vedere la mostra di Pau prima di assistere al talk del pomeriggio dove sarà ospite di Andrea Rock con Simone Bianchi, disegnatore della Marvel e aspirante batterista. È stato proprio Simone Bianchi a segnalarlo a Emanuele Vietina, patron del Lucca Comics and Games, per averlo a Lucca con le sue opere.

Sbam! Mi colpisce subito dritta all’anima. Inizialmente penso No, non può averle fatte lui. Possibile che il talento si sia concentrato tutto in un essere umano? La prima sala è dedicata tutta a “Santa Suerte”, una dea bendata acrilico su tela dalle dimensioni imponenti ti dà il benvenuto. C’è istinto, c’è visione, c’è… l’Autore! Dietro a me infatti appare Pau.  Ha un cappello dalla larga tesa e gli occhiali chiari, perfetto per qualche scatto nella mostra che mi concede volentieri. Si muove come un’onda, ha carisma a pacchi che traspare anche dalle sue opere.

L’attitudine rock si nota anche nei disegni a biro. Commistione di stili, di materiali, di tecniche. Quel legame latino che caratterizza l’opera dei Negrita si trova anche nei lavori su tela. Colgo l’occasione il giorno dopo per una nuova visita e dopo poco entra anche lui. Ci fermiamo un po’ a parlare e oltre ai soliti complimenti riesco a fargli la domanda che mi girava in testa dal giorno prima Dov’era nascosto tutto questo, Paolo? La risposta che mi dà è semplice e diretta Durante il lockdown non potevo fare musica e ho iniziato a dipingere, non lo facevo dai tempi della scuola. Ho proseguito ciò che avevo lasciato studiando tanto, da solo.

E i Negrita? Abbiamo suonato in estate, certamente qualcosa faremo, ma adesso abbiamo il nuovo progetto di un polo artistico realizzato con altri personaggi che gravitano nella musica aretina. Lavoreremo su quello e sarà un bell’impegno.

Mentre il mondo lottava per la farina e il lievito lui disegnava e dipingeva. È sicuramente una persona che se decidesse di mettersi a fare il pasticcere farebbe concorrenza a Iginio Massari. Una cosa è sicura: questo talento non deve essere trascurato, perché anche attraverso la comunicazione visiva riesce a far trasparire la sua anima e le sue idee.

Articolo e foto di Lia Baccelli

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