Giunto alla sua quinta edizione, SCORRE – Il Festival è una manifestazione culturale itinerante e multidisciplinare che si snoda lungo la sponda emiliano-romagnola del grande fiume Po.
Nato nel 2019 su iniziativa di P.E.R. – Promoter Emilia Romagna, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, il festival si è affermato negli anni come un appuntamento atteso e riconoscibile, capace di coniugare qualità artistica, radicamento territoriale e valore sociale.
Un festival che scorre con il fiume
SCORRE è pensato come un percorso culturale fluido, in sintonia con il paesaggio fluviale che lo ospita. Non è un festival concentrato in un unico luogo, ma un cammino condiviso che mette in rete piccoli comuni, centri storici, approdi, piazze, golene, parchi, cortili e musei lungo le sponde del Po. In questo modo, ogni tappa del festival diventa un’occasione per riscoprire luoghi dimenticati o sottovalutati, e per restituire centralità alle comunità che li abitano.
Musica, parole, immagini, incontri
Il programma di SCORRE si articola attraverso concerti, spettacoli, incontri filosofici e letterari, proiezioni cinematografiche, mostre, itinerari guidati e laboratori partecipativi, coinvolgendo artisti, intellettuali, attivisti, associazioni e cittadini in un dialogo aperto attorno a temi cruciali: la memoria, l’identità, la relazione con la natura, il tempo, il lavoro, la felicità, l’equilibroi tra radici e futuro.
Negli anni, SCORRE ha ospitato artisti di rilievo nazionale e internazionale come:
Dardust
Modena City Ramblers
Raf
Elio
Giuseppe Giacobazzi
Premiata Forneria Marconi (PFM)
Alice
Gio Evan
Rosa Chemical
China Moses
Arisa
Max Gazzé
Orchestra Toscanini NEXT
e altri.
A questi si sono affiancati numerosi progetti site-specific e iniziative con le realtà locali, rendendo ogni edizione unica e irripetibile.
Una mostra dedicata a Cesare Zavattini, figura chiave della cultura italiana del Novecento, tra progresso e realismo, “inventore” del naif.
Un concerto speciale del flautista Andrea Griminelli, dedicato alle musiche di Ennio Morricone.
Una lectio del filosofo Giovanni Mari sul valore dell’ozio e del tempo liberato nella ricerca della felicità in dialogo con il pubblico.
Un concerto di Irene Grandi, tra rock, canzone d’autore e nuove sonorità.
Nuove tappe di approfondimento sui temi del patrimonio culturale e della coesione sociale e della felicitá.
Il programma completo verrà diffuso il 31 luglio in occasione della conferenza stampa ufficiale presso la Regione Emilia-Romagna.
Un festival per le comunità
SCORRE non è solo un cartellone di eventi: è soprattutto un processo culturale partecipato. Ogni tappa del festival si costruisce insieme a Comuni, Pro Loco, scuole, biblioteche, associazioni, imprese locali, gruppi informali e cittadini volontari, in un lavoro di ascolto, attivazione e progettazione condivisa. Questo approccio consente di generare impatto reale, rafforzare legami sociali e stimolare un nuovo sguardo sui territori marginali e fragili, oggi più che mai da valorizzare.
Chi lo promuove
SCORRE è ideato, organizzato e curato da P.E.R. – Promoter Emilia-Romagna, con il contributo della Regione Emilia-Romagna, il supporto delle amministrazioni comunali coinvolte e la collaborazione di diversipartner istituzionali e privati.
L’edizione 2025
Dal 5 al 21 settembre, l’edizione 2025 conferma la formula diffusa, con eventi nelle province di Ferrara, Parma e Reggio Emilia, e introduce nuove collaborazioni, nuovi linguaggi e nuove presenze di rilievo. Tra gli appuntamenti già annunciati:
P.E.R. – Promoter Emilia-Romagna è un’associazione di categoria che riunisce aziende, operatori e professionisti dello spettacolo dal vivo attivi sul territorio regionale. Promuove la tutela, lo sviluppo e la valorizzazione del comparto attraverso progetti, eventi e attività di rappresentanza istituzionale.
ANDREA GRIMINELLI
Andrea Griminelli, riconosciuto come il più famoso flautista italiano nel mondo, è uno degli interpreti più ammirati della scena internazionale. Nato a Correggio, ha iniziato lo studio del flauto in giovane età e si è perfezionato a Parigi e Lucerna con due leggende dello strumento: Jean-Pierre Rampal e Sir James Galway. La svolta nella sua carriera è arrivata nel 1984 con il debutto al Madison Square Garden, quando Luciano Pavarotti lo ha presentato al pubblico americano. Con Pavarotti ha condiviso un sodalizio artistico straordinario, che lo ha portato a esibirsi in oltre 200 concerti in tutto il mondo, tra cui eventi storici come Hyde Park a Londra, Central Park a New York e lo stesso Madison Square Garden.
Ha suonato come solista con le più celebri orchestre internazionali – London Philharmonic, Los Angeles Philharmonic, Filarmonica della Scala, Royal Philharmonic, Orchestra Nazionale di Santa Cecilia – esibendosi in sale iconiche come la Carnegie Hall, il Musikverein di Vienna, la Scala di Milano e il Suntory Hall di Tokyo.
Vanta importanti collaborazioni con i più grandi direttori e solisti del panorama classico, tra cui Zubin Mehta, Carlo Maria Giulini, Gustavo Dudamel e Sir Roger Norrington, portando ovunque nel mondo l’eccellenza del suono italiano.
Ha inciso per la Decca un ampio repertorio che comprende i concerti per flauto di Mozart, Vivaldi, Bach, Mercadante, e progetti crossover come Griminelli Plays Morricone e Cinema Italiano, al fianco di artisti come Sting, Lucio Dalla, Ennio Morricone, Andrea Bocelli.
Insignito del titolo di Cavaliere e poi di Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana, è attualmente direttore artistico del Corso di alto perfezionamento “Solo” all’Accademia Filarmonica di Bologna. Con oltre quarant’anni di carriera, continua a esibirsi in tournée internazionali, ambasciatore della grande musica italiana nel mondo.
GIOVANNI MARI
Giovanni Mari (nato nel 1945) è un filosofo italiano, già professore ordinario di Storia della filosofia all’Università di Firenze. Ha fondato nel 1988 la rivista Iride. Filosofia e discussione pubblica, di cui è stato presidente e animatore culturale per decenni. Nei suoi studi ha approfondito il pensiero moderno e contemporaneo, con particolare attenzione al rapporto tra lavoro, libertà, felicità e tempo.
Uno dei temi centrali della sua riflessione è il concetto di ozio, inteso non come pigrizia ma come tempo liberato dalla necessità, dedicato alla conoscenza, alla creatività e alla formazione personale. In saggi come L’ozio come libertà del lavoro e in volumi collettanei da lui curati, Mari recupera la tradizione antica dell’otium e ne propone una rilettura attuale, in opposizione alla visione produttivistica della modernità. L’ozio, per lui, è una condizione essenziale per il pensiero critico, la partecipazione democratica e la piena realizzazione dell’essere umano.
Anche la felicità, in questa prospettiva, è intesa come equilibrio tra lavoro e vita contemplativa, tra attività e riflessione, non come accumulo di beni o prestazioni. Mari invita a ripensare i valori della nostra civiltà, restituendo dignità al tempo improduttivo, come spazio di libertà, crescita e benessere autentico.
Quest’anno ha fondato insieme ad alcuni colleghi la rivista “Rivista Internazionale di filosofia del lavoro e dell’ozio” che inizierá le pubblicazioni il prossimo anno.
