Otto lezioni per capire perché la musica di oggi è diventata quello che è: il nuovo corso di Institution School
Negli ultimi anni mi sono accorto di una cosa: più ascolto musica nuova, più sento il bisogno di tornare indietro. Non per nostalgia, ma per mettere ordine. Mi chiedo perché certi suoni esistono, da dove arriva una certa armonia, perché qualcuno a un certo punto ha deciso che il rumore poteva essere musica, o che la voce non doveva più essere “bella” e per poter dire qualcosa di importante e creare una rivoluzione.
Per questo mi ha colpito il nuovo progetto di Institution School: “Storia della musica contemporanea in 8 lezioni. Dall’impressionismo al digitale”. Un corso online che parte lunedì 1 dicembre 2025 e che, nel giro di otto settimane, prova a tracciare un percorso chiaro dentro un secolo che ha fatto esplodere tutto: estetiche, linguaggi, generi, strumenti e rivoluzioni tecnologiche.
Un viaggio di 8 puntate che parte da Debussy e arriva a Jon Hopkins (passando per Beatles e Pink Floyd fino ad arrivare a Sigur Ros e Radiohead)
Nelle lezioni si parte dall’impressionismo di Debussy e Ravel, si passa per la forza ritmica di Stravinskij e Bartók, si intreccia con la storia dell’arte (avanguardie futuriste) si entra nel jazz come luogo di identità di Ellington, Parker, Coltrane, e poi si arriva all’avanguardia, ai silenzi di Cage, alle sue regole che in realtà sono non-regole.
E lì il corso prende una piega più “rock”: Beatles e Stones, Pink Floyd, Kraftwerk, Genesis, Sex Pistols, hip hop, industrial, fino ai paesaggi ambient e alle derive elettroniche contemporanee.
Ci sarà spazio anche per il cantautorato, attraverso i racconti di storici della canzone italiana.
Insomma, tutti quei momenti che, volenti o no, ci hanno insegnato ad ascoltare in un certo modo.
Docenti che la musica la vivono per mestiere
Tra i nomi coinvolti ci sono persone che la musica la raccontano da una vita:
Felice Liperi, Fabio De Luca, Barbara Tartari, Arturo Stalteri, e altri critici e divulgatori legati a Rai Radio, Rete Due, Radio3 e varie testate giornalistiche come Rolling Stone e la Repubblica.
Gente che ha visto passare generazioni di suoni e che riesce a trasformare una data o un movimento in qualcosa che si ascolta, non solo in qualcosa che si studia.
Le otto lezioni sono rivolte ad appassionati, studenti, operatori culturali e a chiunque desideri approfondire o sistematizzare le proprie conoscenze musicali. Non è richiesta preparazione specifica: il taglio è divulgativo ma rigoroso, con l’obiettivo di dare strumenti interpretativi utili anche a chi si avvicina per la prima volta ai linguaggi del Novecento.
Non serve sapere nulla in anticipo: le lezioni partono dagli ascolti, non dalle definizioni.
Otto incontri per otto “scene” musicali
Il calendario va dal 1 dicembre 2025 al 16 febbraio 2026, sempre di lunedì, sempre dalle 18 alle 20.
Ogni appuntamento ha un focus diverso, dal jazz alle avanguardie, dal rock elettrico al punk urbano, dal minimalismo alla musica digitale.
Le registrazioni restano disponibili per tre mesi, quindi niente ansia da “non riesco ad esserci”.
Nel marasma quotidiano di playlist, algoritmi e release, ogni tanto serve qualcuno che ti aiuti a tornare alle domande base: Chi ha cambiato cosa? Perché questa musica esiste? Perché ora suona così?
Info pratiche
Il corso completo costa 80 € (50 € per gli under 26, 13 € per la singola lezione) ed è su Zoom.
Le iscrizioni sono aperte su Eventbrite dove si può trovare anche tutto il programma nel dettaglio.
Institution School è la realtà che lo organizza: una giovane startup che lavora su formazione culturale e multidisciplinarietà, con un taglio molto aperto e molto contemporaneo.
Articolo di Roberto Vezzoli
