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Airbourne – “Airbourne”: dodici brani per ribadire una precisa idea di Rock’n’Roll

Dodici brani che estremizzano il linguaggio della band australiana, tra riff scolpiti, cori e una produzione compatta

Fuori il 28 agosto su Spinefarm Records, “Airbourne” è il sesto album in studio dell’omonima band australiana, non contando il primo album “Ready To Rock” del 2004, stampato in 1000 copie solo in Australia e ora molto ricercato dai completisti e dai collezionisti in genere. Dodici brani per quello che la band stessa definisce il loro album definitivo, un lavoro frutto di una cura maniacale in fase di scrittura, arrangiamenti e preproduzione fino alla produzione stessa, affidata al musicista e produttore canadese Brian Howes. Gli elementi del Rock degli Airbourne sono essenzialmente sempre gli stessi, se non che in questo nuovo lavoro risultano espressi alla massima potenza, e il suono risulta tanto solido e aggressivo quanto pulito e accattivante.

L’iniziale “Gutsy” colpisce subito in faccia: la voce aggressiva di Joel O’Keeffe e i cori che in questo lavoro sono probabilmente l’arma vincente insieme all’estrema potenza e pulizia delle ritmiche e dei riff di chitarra. “Alive After Death (Last Plane Out)” è un altro brano potente e coinvolgente che chiarisce una volta per tutte come il Rock’n’Roll sia un veicolo per l’immortalità e come ogni riff, strofa, ritornello, donino nuova vita a ogni ascolto a chi ha votato la propria esistenza a creare emozioni in musica. Un tema ricorrente in questo album, quello della celebrazione dei protagonisti e della loro musica dopo il trapasso; la conclusiva “Send Me To Rock’n’Roll Heaven” cita appunto alcuni fra i più grandi “caduti” del Rock e lo fa ovviamente con un quattro quarti scolpito nella pietra.

Ci sono alcuni ospiti degni di nota in questo disco: Bryan Adams e il mega produttore John “Mutt” Lange – la cui presenza vale da sola come sigillo di garanzia – si prestano ai cori nelle trascinanti “Here She Comes” e “Who Put The Rythm In You”, due brani assolutamente azzeccati. “Hells Got No Vacancy” è un altro brano al fulmicotone mentre “Sky High” e “Kid In A Candy Store” sono due brani che non avrebbero sfigurato nel repertorio di Angus Young & Co.

Dodici brani non sono pochi per un disco di Rock’n’Roll, e non perdendo l’occasione di condividere ancora una volta il mio personale credo, secondo il quale dieci brani sono la misura ideale di un disco del genere, aggiungiamo che canzoni come “Christmas Bonus” e “Bogota” potevano essere lasciate da parte in attesa di una eventuale ristampa o raccolta con outtakes, demo, ecc…

Gli Airbourne sono Rock con la R maiuscola e lo sono sempre stati, solo che in questo omonimo album ce lo dicono in maniera, se possibile, ancora più forte e chiara. Ovviamente li attendiamo dal vivo.

Articolo di Andrea Bartolini

Track list “Airbourne”

  1. Gutsy
  2. Alive After Death (Last Plane Out)
  3. Here She Comes
  4. Kid In A Candy Store
  5. Sky High
  6. Who Put The Rhythm In You
  7. Christmas Bonus
  8. Last Man Standing
  9. Rock ‘N’ Roll Ya
  10. Bogota
  11. Hess Got No Vacancy
  12. Send Me To Rock ‘N’ Roll Heaven
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