Ci sono chitarristi che hanno fatto la storia della musica e altri che, quella storia, l’hanno letteralmente inventata. Tony Iommi appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Del resto, provate a immaginare cosa sarebbe oggi l’Heavy Metal senza quei suoni che, a partire dai Black Sabbath, hanno cambiato per sempre le regole del gioco. Difficile, vero? Ebbene, dopo ben 21 anni dall’ultimo lavoro solista, il nostro Tony torna con “From the Dark”, fuori il 23 ottobre per BMG. Come sempre, prima di iniziare l’ascolto, do uno sguardo all’artwork: d’impatto, ma senza inutili fronzoli, proprio come lo stile del musicista britannico. Ma basta con le chiacchiere: cuffie in testa e benvenuti nell’oscurità.
L’architetto del suono oscuro
Il disco si apre con “Over the Violent Sun” e siamo subito investiti dalle inconfondibili sonorità di Tony Iommi. Ora di solito cercherei di provare a descrivere il suono, ma come si fa a descrivere il suono di un chitarrista che ha praticamente inventato un genere e tutti i suoi derivati? Quei riff oscuri e granitici, capaci di attraversare i decenni, hanno contribuito a scrivere alcune delle pagine più importanti della storia della musica. Un modo di suonare lontano da inutili funambolismi tecnici, ma incentrato sulla melodia e sulla potenza. Molto convincente, fin dalle prime battute di questa canzone, anche la performance vocale di Jørn Lande, che riesce a creare il giusto pathos in ogni brano dell’album.
Tra radici blues e oscurità doom
La successiva “World Alone”, singolo estratto dal disco, dopo un granitico riff iniziale si apre progressivamente a una maggiore melodia, che ritroveremo anche in brani successivi come “Death Wake”, che vede tra l’altro la partecipazione alla chitarra di Brian May. Nel corso dell’ascolto emergono piacevolmente anche tutte quelle radici blues che sono nel DNA dello stile solistico di Tony Iommi. Prendete, ad esempio, l’assolo di “Stormwatcher”: qui possiamo apprezzare non soltanto la potenza dei riff, da sempre marchio di fabbrica del chitarrista di Birmingham, ma anche quell’emotività esecutiva che traspare da ogni singola nota. Un’emotività che ritroviamo anche nell’ultimo brano, “The Legacy”, forse quello dalla connotazione più Doom dell’intero disco, che ci regala anche dei bellissimi e inaspettati passaggi acustici.
Il Padrino è tornato
“From the Dark” è un disco che suona moderno, ma che rende comunque omaggio all’immaginario sonoro di Tony Iommi. Ascoltandolo con attenzione, ritroverete tutte le incarnazioni sonore della sua lunga carriera con i Black Sabbath, eppure nessun brano darà mai l’impressione di essere un cliché trito e ritrito. Una cosa davvero non scontata dopo tanti anni di carriera. La produzione dell’album è ottima e riesce a mettere intelligentemente in risalto la chitarra senza però oscurare gli altri musicisti. Becky Baldwin e Karl Brazil, rispettivamente al basso e alla batteria, fanno un lavoro superlativo, contribuendo a creare un suono bilanciato, potente e di grande qualità. “From the Dark” non è soltanto il ritorno discografico di una leggenda, ma la dimostrazione che, quando hai contribuito a inventare un genere musicale, non hai bisogno di inseguire mode o dimostrare qualcosa a qualcuno.
Articolo di Daniele Bianchini
Track list “From the Dark”
- Over The Violent Sun
- Black Times
- World Alone
- Beyond The Dead
- Stormwatcher
- Death Wake
- Return Of The Arbalist
- Legacy
Line up: Tony Iommi chitarra / Jørn Lande voce / Mike Exeter tastiere / Becky Baldwin basso / Karl Brazil batteria
Tony Iommi online:
Instagram: https://www.instagram.com/tonyiommi
