lùisa intervista

Il suo nuovo album affronta le tematiche del dolore e dell’attivismo sociale con un Pop intenso ed emozionale

luisa - credit Nikolai Dobreff

Abbiamo recentemente potuto assistere al concerto in streaming di lùisa (qui la nostra recensione), giovane artista tedesca che inizia molto presto il suo rapporto con la musica: prende lezioni di piano fin dall’infanzia, suona la chitarra da adolescente scrivendo le prime sue canzoni, poi dall’età di 16 anni inizia a muoversi come artista solista. Nel 2012 registra il suo primo album, “One Youth Ago”, in completa autonomia, prima di firmare con Nettwerk, etichetta con la quale nel 2014 esce l’EP “Introspection” e nel 2015 l’album “Never Own”. Negli anni lùisa si è dunque evoluta da un progetto fai-da-te al più alto profilo di compositrice e cantante. Con il suo nuovo album, “New Woman”, affronta le tematiche del dolore e dell’attivismo sociale con un pop intenso ed emozionale.

Sei una cantautrice, una polistrumentista e una donna. Chi è lùisa per te?

Il mio vero nome è Luisa Ortwein, ma lùisa è il mio nome d’arte e il mio progetto musicale. Mi esprimo come donna cantautrice, cantante, strumentista e produttrice, lavoro sui suoni e sulle immagini. Anche se considero il mio lavoro come qualcosa di personale, lùisa rimane un progetto artistico, non ciò che sono nel privato.

Il titolo del tuo primo album è “One Youth Ago”, uscito nel 2012, dove si nota una specie di nostalgia per qualcosa nel passato. Il tuo nuovo album si intitola “New Woman”, dove esprimi la decisione di una donna di allontanarsi dalle relazioni tossiche ed essere sé stessa nel futuro. Ci si aspetterebbe che il primo album di una cantante guardasse al futuro e che un nuovo album pubblicato dopo nove anni guardasse al passato, mentre tu hai completamente disatteso le solite aspettative. Cosa puoi raccontarci di questo tuo viaggio personale così indipendente fatto mentre condividevi le canzoni con il tuo pubblico?

Ho pubblicato un album tra “One Youth Ago” e “New Woman” che si intitola “Never Own” ed è uscito nel 2015. Però hai ragione, “One Youth Ago” riflette la mia adolescenza ed è stato pubblicato quando avevo 20 anni. Effettivamente è più nostalgico per qualcosa che c’era nel passato. Inoltre, queste erano le mie prime canzoni fatte con la chitarra, tanto che potrei definirlo un album folk. L’album “Never Own” l’ho pubblicato all’età di 23 anni. Ero all’inizio dei miei vent’anni e l’album parlava della ricerca della propria identità a livello spirituale.  Musicalmente direi che era più un’integrazione di suoni elettronici con queste canzoni folk e abbiamo cercato di costruire paesaggi pittoreschi sulle canzoni stesse. Tra l’altro, “Never Own” fu registrato con Filippo Cimatti, un produttore di Modena, e l’album è stato registrato a Londra. Penso che fu in quel periodo che iniziai a interessarmi di più alla produzione musicale.

“New Woman” (qui il singolo) uscirà a maggio 2021 e sono molto eccitata per la sua uscita, fare ancora musica sa di liberazione. I motivi per cui il mio terzo album uscirà solo questo anno sono molteplici: a livello personale, ho dovuto affrontare un duro colpo del destino: un membro della famiglia è morto improvvisamente e tragicamente in un incidente. Mi ci è voluto molto tempo per superare tutto questo e tornare a comporre. A livello di musica, ho dovuto affrontare molte sfide nell’industria musicale, che è dominata prevalentemente da uomini. Ho avuto esperienze estenuanti con produttori uomini e l’ineguaglianza strutturale che forma l’intera industria del settore.

Ancora le donne affrontano molte discriminazioni di genere, i cambiamenti hanno ancora molta strada da fare. Nel brano “New Woman” sottolinei la rinascita di una donna dopo aver fatto errori e distrutto la sua gabbia, implicando così una sensazione di libertà da qualcosa. Come definiresti la tua New Woman e il suo ruolo in questo periodo di cambiamenti sociali?

Hai ragione, “New Woman” parla proprio di rinascere e rialzarsi. La donna nuova, New Woman, prende il suo posto, è il creatore attivo che dà forma al futuro, rompe gli stereotipi di genere. Nonostante ci siano ancora dubbi e uomini predatori che le dicono come essere, agire, comportarsi, lei va avanti senza paura. Personalmente questa sensazione di essere una donna nuova che combatte le aspettative e le convenzioni si è sviluppato mentre ero in tour in Europa, quando ero sul palco.

A un livello più profondo, il titolo del mio album “New Woman” è stato ispirato dall’espressione New Woman, donna nuova, che viene dai primi movimenti femministi tra la fine del diciannovesimo e gli inizi del ventesimo secolo, quando le donne combattevano per i loro diritti. Ancora oggi, nella nostra società, le donne devono sopportare l’ineguaglianza economica, sessismo, violenza e ingiustizia a causa del loro genere.

Negli anni passati abbiamo visto come il femminismo abbia fatto sentire nuovamente la propria voce e di come sia diventato più importante per molte donne, tanto che ha ispirato anche me e mi ha dato forza. Penso che per il femminismo di oggi sia importante capire che dobbiamo dichiarare solidarietà con tutte le donne e ammettere che alcune donne come donne di colore, o donne che indossano l’hijab, o transgender affrontano più discriminazioni di noi donne bianche che abbiamo più privilegi strutturali. Essere una donna nuova per me è anche essere consapevole dell’interrelazione tra sessismo e razzismo per combatterli entrambi!

Concerti dal vivo o in streaming: la pandemia ha dirottato la fruizione di esibizioni musicali dalla partecipazione fisica a quella virtuale. Se, da una parte, il live streaming manca della magia dell’atmosfera fisica, dall’altra, persone da tutto il mondo possono assistere a un concerto al quale non avrebbero potuto altrimenti assistere. Pensi che questo sia l’inizio di una nuova era per i concerti?

Personalmente amo suonare a concerti dal vivo ed è molto difficile in questo periodo dove fare tour è impossibile. Amo il calore del palco, essere vicina al pubblico, condividere insieme il momento e celebrare la musica. Tuttavia, credo che le sfide creino nuove idee: penso che i concerti in streaming siano l’unico modo per ricreare uno show dal vivo, al momento. Sono felice di vivere in un’epoca in cui posso raggiungere le persone attraverso internet e la mia musica può attraversare i continenti mentre io non posso. Spero che i concerti dal vivo saranno nuovamente possibili in breve tempo e penso che al momento non esista niente che possa sostituire completamente l’esperienza di un live show. Tuttavia, il live streaming è tutto ciò che abbiamo per ora, e almeno qualcosa abbiamo.

Dunque com’è stato esibirsi di fronte a un pubblico virtuale?

Meglio di come mi sarei mai aspettata! È stato sorprendente vedere che c’era un palco vero, belle luci e un’ottima acustica. È stato sorprendente avere finalmente l’opportunità di suonare nuovamente musica dal vivo con la mia band e farlo per la gente. Inoltre, ho saputo che molte persone stavano guardando e sono molto grata per questo. Dopo lo show abbiamo avuto un meet&greet su Zoom con alcune persone del pubblico, e anche questo è stato molto bello. Li potevamo vedere rilassati nel loro soggiorno mentre noi stavamo sul palco! È stata un’esperienza intensa che mi ha mostrato di nuovo che siamo tutti uniti in questa pandemia e che dobbiamo essere forti.

english version

You are a singer-songwriter, a multi-instrumentalist, and a woman. Who is lùisa to you?

My private name is Luisa Ortwein, but lùisa is my stage name, and my musical project. Through lùisa I express myself as a female songwriter, singer, instrumentalist and producer, I work on sounds and visuals. And even if I would consider my work quite personal, lùisa is still an artistic project, not my private self.

The title of your first album is  “One Youth Ago”, released in 2012, where it appears some kind of longing for something in the past. Your next album is called “New Woman”, where you express a woman’s decision to move away from toxic relationships and be herself in the future. One would expect a singer’s first album to look at the future and a new album released after nine years to look at the past, whereas you have completely disappointed the usual expectations. What can you tell us about your independent personal journey in parallel with sharing your songs with the audience?

I had an album in between “One Youth Ago” and “New Woman” – it is called “Never Own” and was released in 2015:) But you are very right – “One Youth Ago” is reflecting on my teenage years, and I released it when I was 20. It is more nostalgic and longing for something in the past. Also, these were my first songs on guitar – I would say it was a folk record. I then released my album “Never Own” when I was 23. I was in the beginning of my twenties, and the album was about seeking your own identity on a spiritual level. Music wise I would say it was integrating more electronic sounds into these folk songs, and we tried to build pittoresque soundscapes around the songs. By the way “Never Own” was recorded with Filippo Cimatti, a producer from Modena and we recorded the album in London. I think it was around that time that I got more interested in music production itself.

“New Woman” (here’s the single) is coming out in May 2021 and I’m very excited to release it, it feels freeing to release music again. The reason that my third album is released only this year has several reasons: On a personal level I had to cope with a stroke of fate – a very close family member had died in an accident suddenly and tragically. It took me a long time to cope with this, and to write music again. On a musical level I faced a lot of challenges with the music industry, which is very male dominated. I had very tiring experiences with male producers and the structural inequality that shape the entire music industry. I think we all can make very painful experiences in our lives, and sometimes it is hard to get back on your feet again. But this is what my album “New Woman” is about getting up again, reconnect and find your strength, find trust in life again after a dark time.

Women are still challenging many gender-related discriminations, and changes have still a long way to go. In your song “New Woman”, you highlight a rebirth of a woman after experiencing mistakes and breaking her cage, thus implying a feeling of freedom from something. How would you define your New Woman and her role in this period of social changes?

You are right, “New Woman” is indeed about this rebirth and standing up again. The New Woman is taking her stage – she is the active creator shaping the future. She breaks gender-related stereotypes. And even though that there are doubts, and predatory men explaining to her how to be, act, behave, she moves on unafraid.

To me personally this feeling of being a new woman fighting expectations and conventions came when I was touring in Europe with my music, when I was on stage. But on a deeper level, the name of my album «New Woman» was inspired by the term New Woman which came from the first wave of feminism in the late 19th , early 20th century, when women fought for the rights. And still today in our society, women face economic inequality, sexism, violence and injustice because of their gender.

In the past years we have seen how feminism became louder again and we saw that it became more important to a lot of women, which really also inspired me and gave me strength. What I think is important for today’s feminism is to understand that we need to declare solidarity with all women, and see that some women – like women from the Black community, or women with a Hijab, or transwomen – face more discriminations than we do as white women, who have more structural privileges. So being a new woman for me is also being aware of the interrelation between sexism and racism, and fight both!

Live concerts and live streaming: the pandemic has diverted the enjoyment of musical performances from physical to virtual attendance. If, on the one end, the live streaming lacks the magic of the physical atmosphere, on the other, people from all over the world can listen to a concert that otherwise they might not have had access to. Do you think this is the beginning of a new era for concerts?

I personally love to play real live concerts and it is very difficult in these times that touring is impossible. I love the heat on stage, being close to the audience, experiencing the moment together and celebrating music. Anyway, I think challenges create new ideas – I think live stream concerts are the only way at the moment to simulate a live show. I’ m happy I live in a time where I can connect with people over the internet and my music can travel to all countries while I can’t. I hope that in the future live concerts will be possible again soon, and I think there is nothing at the moment that can replace the experience of a live show fully. But live streaming is all we have for now, at least we have something.

How did it feel to perform in front of a virtual audience? 

It felt better than I would have expected! It was amazing that there was a real stage, beautiful lights, and a good sound. It was amazing to finally have the opportunity to play with live music with my band again and play for people. Also, I heard that quite a lot of people were watching, and I was so thankful for that. After the show we had a meet&greet on Zoom with some of the people from the audience, and this was also so nice. We could see them chilling in their living rooms while we were on stage! It was a very uplifting experience that showed me once again: we’re all together ins this pandemic and we need to stay strong.

Articolo di Alma Marlia

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