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Sinplus intervista

Esploriamo con la band svizzera alcuni temi chiave della loro visione artistica

Il nuovo EP “Wating for the dawn” conferma la direzione musicale rock della band di Locarno. A qualche settimana dall’uscita dell’ultimo ep “Waiting for the down” (la nostra recensione), abbiamo intervistato i Sinplus per esplorare con loro alcuni temi chiave della loro visione artistica. Il rapporto con il pubblico, la relazione tra registrazione in studio e performance live, la direzione musicale e il percorso che li attende. Una strada che porta decisamente avanti ma che passa dalle origini della passione musicale dei fratelli Brogetti.

Come nasce “Waiting for the dawn” e che cosa rappresenta all’interno del vostro viaggio musicale?
“Waiting For The Dawn” nasce per dare sfogo ad un periodo molto creativo. E’ un’anticipazione di quello che sarà il prossimo album. Come dice il titolo, questo EP rappresenta l’arrivo di una nuova alba. Gli ultimi anni ci hanno reso molto più consapevoli e stiamo affilando le armi per rendere quest’anno indimenticabile.

Siete super energici e incisivi sul palco. La vostra musica in “Waiting for the dawn” è ideale per gli spettacoli dal vivo: qual è il rapporto tra il lavoro in studio e i live?
Suonare live è la cosa che ci piace di più, da sempre. E’ il nostro habitat naturale. Quando componiamo e produciamo, lo facciamo sempre in quell’ottica… E’ anche per questo che non aggiungiamo sovra incisioni e manteniamo le produzioni molto essenziali. Ci bastano una voce, una chitarra, un basso e la batteria.

Avete pubblicato dei video molto curati, qual è il vostro rapporto con la “musica in video”? Rappresenta per voi un divertimento, una opportunità, un obbligo, una dimensione creativa ed espressiva aggiuntiva o cos’altro?
Ultimamente preferiamo concentrarci sulla musica, ma siamo pienamente consapevoli della forza comunicativa di un video. Sicuramente prepareremo qualcosa di speciale per accompagnare l’uscita del nuovo album…anzi, ad essere sinceri siamo già al lavoro. Sviluppare una canzone dal lato visivo è sempre una bella sfida…. Non è tanto una questione di qualità d’immagine, ma più che altro bisogna avere buone idee.

Com’è cambiato nel tempo il rapporto con il vostro pubblico? Cosa date e cosa ricevete oggi e cosa vi aspettate per il prossimo futuro?
La cosa più bella è che il pubblico ha capito che siamo veri, che facciamo musica perché ci piace, non perché vogliamo essere famosi. Se anni fa cercavamo di trovare il giusto equilibrio per restare a galla….oggi siamo molto più diretti, la nostra musica deve piacere a noi in primis…e questo è stato molto apprezzato. Per il resto, la connessione con il pubblico durante i concerti è sempre speciale, una carica di energia che ci spinge a spaccare sempre di più.

Come avete vissuto il periodo del lockdown e in che modo ha influito sulla vostra attività artistica?
Come per tutti, è stato un periodo emotivamente molto intenso. Ci è sicuramente servito per fare il punto della situazione e resettare alcune priorità. Per un musicista o un artista in generale, sono momenti in cui lasciar fluire le emozioni e tramutarle in qualcosa di concreto. Noi abbiamo scritto un Album, “Break The Rules”, pubblicato nel 2021.

Ne avete fatta di strada, ora quale direzione volete dare ai Sin+ e quali saranno i vostri punti cardinali?
La strada è ancora tanta, ma non vediamo l’ora dei prossimi steps. Abbiamo finalmente trovato la nostra direzione…e siamo più informa che mai. I punti cardinali??? Produrre musica sempre più vicina a ciò che sentiamo nostro e suonare il più possibile … that’s how you fucking do it.

Articolo di Mario Molinari

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