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Diaframma live Pisa

Concerto che dimostra quanto il Rock italiano, sia quello che sta lontano dalle televisioni e dalle grandi arene

Nyo Ze Honmak kukyo To recita un verso del Sutra del Loto, che più o meno significa coerenza dall’inizio alla fine. Ecco, pensando a Federico Fiumani e ai Diaframma – la sua creatura nata ormai più di 40 anni fa – la coerenza è una delle prime cose che mi vengono in mente. Più di 20 dischi in otto lustri (più i vari live e le raccolte, talvolta contenenti chicche imperdibili) e mai un compromesso con lo showbiz, solo belle canzoni che hanno attraversato la storia del Rock d’autore italiano e che mantengono inalterata la loro forza e la loro potenza nonostante il tempo.

E il 20 gennaio, in un Caracol che ha fatto fatica a contenere tutte le persone arrivate per godersi il concerto, è stato splendido ascoltare per la milionesima volta “Amsterdam”, “Gennaio”, “Siberia”, “Blu petrolio” e “Tre volte lacrime”, ma è stato ancora più bello ascoltare qualche canzone del nuovo album “Ora” (la nostra recensione); che, come suggerisce il titolo, mostra il Federico Fiumani di oggi che è il Federico Fiumani di 40 anni fa ma con più esperienza, più consapevolezza e più esperienza. E che mantiene intatta la capacità di scrivere perle come “Nella testa di un attore porno” o “Il sesso è nella testa”, fulgidi esempi di cosa sia davvero il Rock italiano.

Un set con pochissime pause se non quelle fisiologiche per controllare l’accordatura delle chitarre, qualche grazie appena sussurrato alla fine di qualche canzone, ma carico di energia data anche da un pubblico scatenato che cantava a squarciagola e talvolta tentava anche di pogare. Insomma, due ore di concerto – insieme Luca Cantasano al basso, Edoardo Daidone al basso e Tancredi Lo Cigno alla batteria – che, se ancora ce ne fosse stato bisogno, hanno mostrato quanto Fiumani abbia ancora tanto da dire e quanto il Rock italiano, quella vero, sia quello che sta lontano dalle televisioni e dalle grandi arene. Non assomiglio per niente ai delinquenti che piacciono a te dice un verso della canzone che Fiumani ha messo in apertura alla setlist, “Coperte tumorali”. E infatti Federico assomiglia solo a se stesso. Fortunatamente, aggiungo io.

Articolo e foto di Michele Faliani

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