Gli Atroci con Pino Scotto live Bologna

Quello che vediamo oggi non è un semplice concerto o una semplice intervista, ma qualcosa di più

Gli Atroci foto_PaoloNocchi

Giornata alternativa quella di sabato 5 giugno 2021 organizzata dall’Alchemica Music Club, che ha visto protagonista la musica ma anche la storia della musica, per la precisione la storia dell’Hard Rock e dell’Heavy Metal, raccontata nel libro omonimo e presentata dagli autori assieme a figure storiche quali Pino Scotto e Gli Atroci, storica band metal demenziale che ha le proprie origini proprio nella città felsinea.

Quello che vediamo oggi non è un semplice concerto o una semplice intervista, ma qualcosa di più e per questo motivo ho deciso di dividerlo in due parti in modo da poter raccontare accuratamente tutto. Iniziamo quindi dalla parte “live”. Non è ancora calato il sole che Gli Atroci si apprestano a salire sul palco; i rudi difensori del Metallo oggi sono impegnati in uno show differente, dove le taglienti corde elettrificate della Bestia Assatanata alle chitarre e le cinque corde dell’Oscuro Alchimista al basso sono state sostituite da una timida chitarra e basso acustici. Quest’oggi infatti la band ci delizierà con uno show di supporto al veterano del Rock italiano Pino Scotto.

Gli Atroci foto_PaoloNocchi

Sulle note di “La Birra”, opening track della loro ultima fatica “Metal Pussy” datata 2019, oggi in versione quasi lounge, il quintetto, apre le danze sotto gli occhi dei fan divisi tra incredulità ed esaltazione nel vederli in questa veste. Non facciamo in tempo a terminare gli applausi che fa la sua comparsa il rocker partenopeo, accompagnato dagli autori del volume Daniele Follero e Luca Masperone, saggista e virtuoso della sei corde. Oggi infatti la band di Pino è composta, oltre che dal chitarrista sopracitato, anche dai membri degli Atroci e inizia il proprio show con “Born To Be Wild”, storico brano in cui la voce roca del frontman si adatta bene alla grinta della canzone.

Gli Atroci foto_PaoloNocchi

Il racconto dei chitarristi che hanno fatto grande questo genere porta la band a proporre un altro capolavoro del Rock, “Little Wing” di Jimi Hendrix, gli arpeggi della chitarra di Alberto e l’assolo di Luca ci fanno sognare, ci riportano a quel lontano 1967 che fu culla della hippie revolution. Con tutti i musicisti dietro al proprio strumento è la volta di “Rock ‘n Roll” dei Led Zeppelin, e anche qui Pino si scusa per la mancanza di voce, di un anno nella quale è stato quasi del tutto fermo e che non gli ha permesso di esercitarsi come avrebbe voluto, ma noi gli vogliamo bene lo stesso; dall’energia degli Zeppelin passiamo a due icone della musica di Gary Moore, “Still Got The Blues” e “Walking By Myself” in chiave prettamente acustica e scelti dagli autori per omaggiare l’artista.

Gli Atroci foto_PaoloNocchi

Arriviamo ad una band che ha ispirato migliaia di musicisti con i loro tempo in 4/4, gli AC/DC; per la serata è stato scelto un classico “Whole Lotta Rosie”, che ha segnato l’epoca della band australiana, con alla voce il compianto Bon Scott. Al termine di questo brano il rocker partenopeo lascia il palco ringraziando tutti i presenti e venendo calorosamente ricambiato. È il momento dell’ultima parte del concerto; Gli Atroci prendono le redini della serata e ci deliziano con un’altra versione acustica di “Probably Risk To Die”, canzone abbastanza cattivella ma che non perde la sua grinta nemmeno in versione unplugged.

Gli Atroci foto_PaoloNocchi

Il secondo brano è un classico della loro discografia, “Volevo Un Taglio Semplice” richiama tutti i metallari e non presenti alla serata facendoli cantare all’unisono il ritornello, una “We Will Rock You” del Metal. Arriva quindi il momento de “La Vendetta Della Faraona”, brano stereotipo del Metal classico, seguito dalla intramontabile “Pennellen”, song monolitica in stile Rammstein stavolta riproposta con uno stile che è una via di mezzo tra Samba e Reggae, tutte le parole cantate in tedesco maccheronico sono state sostituite nella sua controparte carioca, cosa non poco spassosa. La serata volge al termine con la storica “Pezzi di Panza”, cantata da tutti i fan della band e dopo gli immancabili saluti dei cinque bolognesi, si arriva al momento dei ringraziamenti di tutti coloro che sono stati sul palco a presentare, raccontare e suonare per noi, facendoci passare una serata all’insegna della musica ma in maniera alternativa e istruttiva.

Gli Atroci foto_PaoloNocchi

Veniamo ora alla “seconda” parte della serata. Quello che contraddistingue la giornata è infatti la lunga chiacchierata che è stata condotta a Pino e ai due autori del saggio, da Massimo Incerti Guidotti, giornalista e recensore per diverse webzine del settore. Vediamo Pino anche in veste di promotore del libro e autore di una delle tre prefazioni presenti nel volume. La serata d’ora in poi si svolge in modo allegramente inconsueto, con un’alternanza tra le domande poste dal giornalista ai tre e un repertorio dei brani che hanno fatto la storia della musica rock in versione acustica, cantati dal frontman partenopeo e accompagnati alla chitarra dagli Atroci e da Luca, che oltre ad essere un ottimo scrittore è anche un bravissimo chitarrista.

La carica di Pino è travolgente, e non si fa problemi, spesso interrompendo tutti, a enunciare aneddoti tratti dalla sua lunga carriera come musicista, della grande amicizia che lo legava al compianto Lemmy Kilmister (Motorhead), e inizia a raccontare della storia dell’Hard Rock, dei precursori che furono quali Hendrix, The Who, e dell’origine del termine Heavy Metal associata alla band di Los Angeles Steppenwolf.

Gli Atroci foto_PaoloNocchi

Le digressioni verso l’origine dell’Hard Rock portano a menzionare l’origine degli Zeppelin dalle ceneri degli Yardbirds che con le loro sperimentazioni hanno portato alla nascita della grande rock band di Jimmy Page e Robert Plant, per poi  passare a raccontare la storia del rock italiano e dei Vanadium, della difficoltà che al tempo c’era per emergere essendo l’Italia un paese prevalentemente esterofilo, delle storie sulle prime trasmissioni radio e televisive Hard ‘n’Heavy (tra cui Heavy With Kleever su Videomusic), dell’origine del genere portato avanti da Gli Atroci, e del personaggio importante che è stato Freak Antoni degli Skiantos, sia dal punto di vista musicale che culturale (possiamo considerare lui e la sua band i pionieri della musica demenziale e pietre miliari del genere).

Gli Atroci foto_PaoloNocchi

Proseguendo con l’intervista gli autori spiegano come è come sono stati gli inizi dell’heavy Metal vero e proprio, citando due grandi band: i Judas Priest e i Motorhead e di questi ultimi il cantante ricorda i discorsi che faceva con Lemmy, che si mai considerato un musicista heavy metal ma  uno che faceva “Rock‘n’Roll alla velocità della luce” perché ai tempi non si davano etichette ai generi musicali e la composizione era libera da dogmi e stilemi; caso esemplare sono i Led Zeppelin, ricchi di un repertorio musicalmente eterogeneo.

Parla degli  AC/DC che nonostante fossero “solo” rock, sono entrati nel cuore di tutti i metallari, e così lo sono stati anche i Kiss, che hanno portato i concerti ad un livello superiore, hanno trasformato l’evento live in uno show totale, come lo definisce Il Profeta degli Atroci, creando la spettacolarità, tra effetti luminosi, fiamme e abbigliamento quasi carnevalesco; la creazione dei musicisti come personaggi di un mondo di supereroi, in modo che ogni fan si identificasse con uno di loro quattro.

Arrivano quindi a raccontare gli anni ‘80, dove inizia a imperare l’Heavy Metal tra gli scream di Rob Halford dei Judas Priest e i capelli cotonati dei Motley Crue e di Ozzy Osbourne, dei guitar heroes come Yngwie Malmsteen, Steve Vai e Joe Satriani per poi concludere la lunga chiacchierata con l’avvento degli anni Novanta, la decadenza dei dogmi musicali della decade precedente e la strada intrapresa dalle varie band, alcuni diventati autoreferenziali mentre altri hanno scelto la via della sperimentazione a tutti i costi, contaminando il proprio sound con altri generi come l’elettronica (perfetto esempio sono i Nine Inch Nails e Marilyn Manson) e il crossover che ha dato origine al Nu-Metal, portando questi generi ad avere sempre più successo tra le nuove generazioni.

Gli Atroci foto_PaoloNocchi

Un grazie di cuore va anche e soprattutto all’Alchemica Music Club che ha organizzato tutto ciò offrendoci qualcosa di più di un semplice concerto; ha creato un evento musicale a 360 gradi e ha permesso a tutti di essere presenti e uniti sotto un’unica bandiera, quella del Rock’n’Roll.

Articolo di Paolo Nocchi

Set list Gli Atroci & Pino Scotto

  1. La Birra (Gli Atroci)
  2. Born To Be Wild (Pino Scotto)
  3. Little Wing (Pino Scotto)
  4. Rock ‘N Roll (Gli Atroci + Pino Scotto)
  5. Still Got The Blues (Pino Scotto)
  6. Walking By Myself (Pino Scotto)
  7. Whole Lotta Rosie (Gli Atroci + Pino Scotto)
  8. Probably Risk To Die (Gli Atroci)
  9. Volevo Un Taglio Semplice (Gli Atroci)
  10. La Vendetta Della Faraona (Gli Atroci)
  11. Pennellen (Gli Atroci)
  12. Pezzi Di Panza (Gli Atroci)

Iscriviti alla newsletter

Condividi il post!

24/09/2021

Zucchero, Verona

24/09/2021

Piero Pelù, Firenze

25/09/2021

Zucchero, Verona

26/09/2021

City of the Sun, Milano

26/09/2021

City of the Sun, Bologna

26/09/2021

Omar Pedrini, Erba

27/09/2021

Sting, Taormina

06/10/2021

Zucchero, Firenze

23/10/2021

Ancillotti, San Marino

Agenda

Scopri tutti