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Il Teatro degli Orrori live Roma

Un grande ritorno con il tour “Mai dire Mai”: un concerto intenso tra vecchi classici e tanta energia sul palco

Quante volte avreste voluto che un addio fosse solo un arrivederci? Togliere quella sfumatura di mestizia e tingerla di speranza. Beh, per me tante volte. E in questo 2025 che di mesto ne ha davvero a pacchi, ecco tornare Il Teatro degli Orrori con il tour “Mai dire Mai” e addirittura nuove date (qui la nostra intervista con Pierpaolo Capovilla). Una di queste è il 25 settembre al Monk di Roma.

Maestro? Maestro, si accomodi la prego. Possiamo incominciare? Si parte proprio così, con l’incipit di “Vita Mia” tra un tripudio di luci rosse e fumo. Un inizio scenico e potente, certo un po’ bastardo da fotografare, ma noi fotografi di Rock Nation siamo fotografi rock: mica facciamo shooting di moda. E stasera il Rock è lì, sudato, sporco, ruvido e grezzo. Lo senti nei riff distorti di Gionata Mirai, nelle linee di basso viscerali e fuzzose di Giulio Favero e nella batteria martellante di Francesco Valente. Io lo percepisco perché le transenne del pit mi tremano dietro come in un terremoto che cresce con i successivi brani, “Dio Mio” e uno dei miei preferiti: “E lei venne!”.

E no, non mi dimentico certo di lui: Pierpaolo Capovilla. Signori, se dovessi dipingere un frontman della scena indipendente e libera, beh, sarebbe lui. Carismatico e teatrale, forbito ma tagliente, dolce e caustico allo stesso tempo. Stasera è sul palco ma è anche in mezzo alla gente. Non c’è distanza: dà anima e corpo al pubblico – e non solo in senso metaforico, visto che si lancia in stage diving e spesso si ritrova attaccato alla transenna – come dovrebbe essere in un vero concerto.

Ora non ditemi che non siete d’accordo. Pagate un biglietto per vedere i vostri musicisti preferiti fare i compitini sul palco e rifare tutto per bene? Ma scherziamo? A quel punto mi metto un fottuto disco! Un concerto è sudore, carne, contatto, unione fisica ed emotiva tra chi suona e chi ascolta. E il pubblico lo sa: sold out stasera, tanto che per accontentare tutti si è aggiunta una data bis la sera prima.

La scaletta corre attraverso i brani della loro carriera, da “È colpa mia” a “La canzone di Tom”, e più si va avanti più palco e platea diventano un unico corpo. La chimica esplode soprattutto in “Majakovskij”: immaginate la scena. Il locale è pieno, la band suona, Capovilla dice Se io fossi silenzioso… e tutto si ferma. Silenzio. Non programmato, non imposto: nato da una magia istantanea fra musicisti e pubblico. E lì, in quella sala gremita, dove pochi secondi prima i decibel ti devastavano i timpani, scende un silenzio irreale.

Si riparte con “Io cerco te” fino a “Non vedo l’ora”, che sembra chiudere il concerto. Sembra, perché dopo poco tornano sul palco Il Teatro degli Orrori con “Padre Nostro”, e il terremoto umano ricomincia. Un pubblico trasversale: dai fan della prima ora alle nuove generazioni che hanno imparato ad amarli.

Concerto finito. Io esco, vado verso la macchina e penso a quel silenzio di prima. Il silenzio che è più assordante di mille amplificatori. Perché oggi lo sappiamo bene: il silenzio di tanti è così forte da coprire i pianti di chi muore senza colpa, così feroce da mettere a dormire le coscienze. Ma qualcosa si muove, cazzo. E ci voleva pure il ritorno de Il Teatro degli Orrori per ricordarcelo. Per farci pensare, per farci incazzare, e soprattutto per darci una speranza. Perché stasera l’hanno gridato forte: mai dire mai.

Articolo e foto di Daniele Bianchini

Set list Il Teatro degli Orrori Roma 25 settembre 2025

  1. Vita mia
  2. Dio mio
  3. E lei venne!
  4. Disinteressati e indifferenti
  5. Due
  6. È colpa mia
  7. La canzone di Tom
  8. Direzioni diverse
  9. Il Terzo Mondo
  10. Majakovskij
  11. Io cerco te
  12. Il lungo sonno
  13. Non vedo l’ora
  14. Padre Nostro
  15. A sangue freddo
  16. Mai dire mai
  17. Lezione di musica

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