Al Teatro Che Non C’è
Un venerdì sera di fine marzo ancora molto freddo, il 27. Sono alla ricerca del Teatro Che Non C’è di Empoli, provincia di Firenze, per il live di Lili Refrain, primo di due sole date italiane del suo lungo tour europeo. Sottolineo “ricerca”, perché, nonostante uno degli organizzatori della serata, Giacomo Salani di La Fucina Studio, mi avesse mandato la posizione per il navigatore, mi sono trovata al buio in una stradina sperduta nella campagna toscana; mentre inizio a disperare, arrivano lentamente altre auto, evidentemente perse come me. Facciamo una carovana, suoniamo al campanello di una villetta, il cui proprietario gentilmente ci indica uno sterrato nascosto da una siepe. Eccoci infine in uno spiazzo, dove ci accolgono con torce, e ci accompagnano in fondo a un viottolo, dove si apre un magico teatrino, tutto di legno.


Nella saletta d’ingresso altra magia, una stufa a legno accesa, che esalta ancora di più l’odore del legno che ci circonda. Ci accolgono con sorrisi, il guardaroba è un appendiabiti (di legno ovviamente) gratuito, mentre sul tavolino stanno sistemando vinili e cd di Lili. Il teatro è stato costruito a mano pezzo per pezzo dal proprietario del terreno, falegname e attore, durante il lockdown. Un teatro privato ma anche un rifugio aperto a chi ha voglia di fare arte e condividerla con veri appassionati. Un luogo nato per difendere la libertà di esprimere se stessi non poteva non accogliere un’anima come quella di Lili, mi dice Giacomo. Io aggiungo un dettaglio tecnico: l’acustica è perfetta, le luci meravigliose e ben utilizzate.


Pian piano sala e galleria si riempiono alla massima capienza, 45 persone. Un evento di nicchia per i pochi fortunati che sono riusciti a procurarsi il biglietto, sold out da tempo.


Magical Mistery Live
Lili Refrain, romana, è una polistrumentista, compositrice e performer che dal 2007 indaga le proprietà contrappuntistiche ed emotive della sovrapposizione strumentale e vocale. La sua musica non è definibile con un genere, ma abbraccia, senza limiti, varie influenze, dall’Elettronica al Black Metal, dalla Psichedelia al Folk tribale, dal Dark ambient al Blues, passando per l’Opera lirica (Lili ha una voce da soprano).


“NAGALITE”, il nuovo album di Lili Refrain, esce proprio oggi (la nostra recensione), e da qui ha inizio un lungo tour che la porterà il giorno seguente a Torino e poi in vari paesi europei. Mi dicono che, nonostante si senta a casa in questo luogo (vedremo più avanti perché), è emozionatissima, perché è appunto la prima data, e suonare brani di questo concept album complesso tutto da sola non sarà semplice, la performance richiede un’enorme concentrazione. Viste queste premesse, non ti aspetti: 1) che sia quasi sempre estremamente sorridente e sprizzante felicità 2) che il concerto duri oltre due ore.

“NAGALITE” è una suite divisa in quattro movimenti, quattro stati alchemici di una metamorfosi che attraversa mente e corpo, ma la set list della serata comprende anche brani dai precedenti album, ben miscelati con il nuovo repertorio.

Quando tutti si sono accomodati nelle poltroncine, il sipario si apre su un telo dove viene proiettato il video di “Nagal”, per poi iniziare il concerto, senza una parola, per ora. Lili è da sola sul palco con tutto il suo “armamentario”: due chitarre elettriche, un timpano, sonagli vari, una tastiera controller MIDI compatta con mini-tasti, microfono per la voce, e soprattutto 5 loop station, che insieme fanno la cabina di regia di tutto l’output sonoro. Nessun computer o altro device in aiuto …

Vestita e truccata da sacerdotessa tribale, nonostante l’evidente concentrazione, ci darà una performance musicale con gusto e sensibilità teatrale, una danza tra note e movenze, schietta e diretta, senza fronzoli. La musica di Lili parla non solo ai due sensi che portiamo ai concerti, vista e udito, parla al subconscio, e per alcuni che hanno davvero il coraggio di arrendersi all’esperienza musicale, anche all’inconscio.


Looping
Lili si apre immediatamente e completamente al pubblico, non c’è distanza, il contatto emotivo è palpabile, e rinforzato da qualche frase a fine brano o meglio lunghissime suite, nelle quali le preme sapere se stiamo bene, se siamo felici anche noi, come lei, oppure per spiegarci il titolo del suo ultimo lavoro. L’unica lunga conversazione, che interrompe il flusso di oltre due ore di musica, le serve per spiegarci perché la première del tour è proprio qui in questo luogo, e poi per farci capire come riesce a riprodurre da sola i suoni pieni e intensi del concerto.


Sono grata di essere qui in questo teatro speciale. Grazie a tutte le persone che hanno contribuito a renderlo vero, vivo, attivo. Quindi ci tengo tantissimo a ringraziare innanzitutto Niccolò per averci aperto le porte di questo luogo magico e meraviglioso che non esisterebbe se lui non si fosse i suoi attrezzi e i suoi legni, e non so in quanto tempo è riuscito a creare tutto questo da zero, dal niente. Io non avevo mai visto un teatro auto-costruito e quando sono entrata qui dentro la prima volta sono rimasta smandibolata dalla sorpresa e dalla meraviglia; è stato così forte entrare qui che abbiamo deciso di registrarci una parte del video che avete visto prima, tutti gli interni e una parte degli esterni sono proprio girati in questo luogo.

Nel video ci sono Rachele e Leonardo, due gioielli di persone, la moglie e il figlio di Giacomo Salani, che è stato “l’unitore di puntini”, che mi ha voluto far conoscere questo luogo e le persone meravigliose che lo rendono vivo. Qui mi sono trovata come in una sorta di famiglia allargata, di avere un pezzetto di una casa che non sapevo di avere, e il tour non poteva che partire da qui.

E grazie a tutti voi che siete venuti fin qui a condividere questa energia insieme, e per chi non avesse mai partecipato a una mia performance, adesso arriva lo spiegone musicale che molti di voi già conoscono: quello che faccio fondamentalmente è sovrapporre tantissimi strati sonori uno sull’altro da zero, quindi senza computer, senza tracce pre-registrate, e creare tutte le mie canzoni. Ho questi pedali blu collegati a cinque loop station, ognuna è collegata a uno strumento diverso e tutte registrano quello che faccio in tempo reale, che poi ripetono e che controllo io manualmente, creando degli strati.

Dopo di che ci dà una dimostrazione in diretta, scherzando con il microfono della voce.


Black trance
Il concerto riprende con la stessa intensità, e non so come Lili ci riesca, ma l’interruzione con ringraziamenti e spiegone non ha fratturato l’esperienza, la ripetizione dei pattern sonori da lei creati pian piano ri-generano uno stato di trance in noi ascoltatori, anche grazie alla performance fisica, mistica, sinuosa, che accompagna le note in modo visionario. E forse è un bene che ci sia stato lo spiegone in mezzo al concerto, altrimenti sospetto che saremmo caduti in uno stato ipnotico doloroso da abbandonare per tornare alla realtà.


Gli strumenti non sono molti sul palco, si diceva, ma a questi va aggiunta la voce, che Lili utilizza non per cantare strofa-ritornello-strofa, e non ci interessa neanche in quale lingua canti: la voce è uno dei suoi strumenti, ha un’estensione altissima, ed è di una delicatezza e bellezza da incantatrice delle favole, che inoltre si sposa alla perfezione con il resto dei suoni. Ci confessa però che il suo strumento preferito è e resta la chitarra, e alla fine ci regala una lunga suite elettrica alla Gibson SG degna di un meraviglioso brano di Progressive Black Metal, che è il culmine del viaggio emotivo che abbiamo fatto con lei, un picco catartico, mentre è avvolta nel fumo rosso fuoco.


Outro
È passata la mezzanotte, ma appena appoggia la chitarra a fine performance, si siede a bordo palco, per parlare con noi, chiede come ci sentiamo, cosa abbiamo provato, se abbiamo delle domande per lei. Poche le domande, invece molta condivisione di sensazioni. Sì, abbiamo tutti fatto un bellissimo viaggio psichedelico. E per me uno dei concerti più belli che abbia mai visto.
Articolo e foto di Francesca Cecconi
Set list Lili Refrain 27 marzo 2026 Empoli
- ICHOR
- SAGOMA
- MAMI WATA
- NAGAL
- COIL
- TERRA 2.0
- LITHOS
- TRAVELLERS
- EARTHLING
