Modena City Ramblers “30 MCR” live stream St. Patrick’s Day, Bologna 17 marzo 2021

Sono impegnati socialmente. Li potete trovare in palazzetti pieni di gente, storici live club o feste in piccole cittadine. Non fanno altro che girare per concerti nella penisola o all’estero. Non si fermano. Suonano. Si divertono. Ci divertono. Amano l’Irlanda. Sono rock. Sono folk. Anzi, combat folk! E hanno da poco compiuto 30 anni. Sono i Modena City Ramblers!

Li abbiamo salutati il 12 settembre dell’anno scorso in piazza Maggiore a Bologna al concerto “per gli invisibili” dello spettacolo, cioè le maestranze poste in una condizione di marginalità per le chiusure che ha subito il settore a causa della pandemia.

Modena City Ramblers

Li troviamo il 17 marzo, dopo mesi, all’Estragon, sempre a Bologna, in occasione della festa del St. Patrick’s Day che loro amano festeggiare con il loro pubblico come tradizione vuole. Se la pandemia e la chiusura improvvisa delle sale da concerto a marzo dell’anno scorso li ha colti impreparati come tutti, quest’anno da un ostacolo hanno creato un’opportunità e hanno raggiunto il loro pubblico con il live streaming, perché un vero rambler non si ferma mai!

Questa volta, però, il concerto ha celebrato anche i loro 30 anni di musica e di impegno sociale. Sì perché i Modena City Ramblers nascono nel 1991, dichiarano fino dall’esordio l’amore per la musica folk irlandese, alla quale, con il tempo, aggiungono l’influenza di altri generi, si evolvono fino a definire il loro genere musicale Combat Folk. E le date, quelle importanti, si festeggiano con la famiglia, quella grande dei Modena City Ramblers che comprende tutti: musicisti, maestranze, fan e pure chi non li ama, perché, in fin dei conti, una birra ghiacciata non si nega a nessuno.

Il palco esplode davanti ai nostri occhi e il logo dei Ramblers troneggia sullo sfondo. Gli strumenti di Leonardo Sgavetti, Francesco “Fry” Moneti (qui la nostra recensione del suo album solista), Franco D’Aniello, Gianluca Spirito, Diego Scaffidi, Massimo Ghiacci con la voce di Davide “Dudu” Morandi ci accolgono con due classici: “Grande famiglia” e “Clan Banlieu”.

Ormai siamo diventati di famiglia e dobbiamo giocare, o meglio cantare e ballare con loro. I musicisti si muovono con naturalezza come sempre, suonano e “Volare contro vento” scivola via fino a che lo struggente violino ci accompagna verso “La canzone dalla fine del mondo”. Per un attimo tutto si sospende in immagini “di giorni che correvano e il tempo che in sogno volava” e mentre ti assale la voglia di essere lì sotto il palco, realizzi che loro stanno suonando senza pubblico davanti, soli davanti a una telecamera e qualche tecnico del suono e delle luci.

Ti chiedi come fanno a suonare, cantare, incitare il pubblico come niente fosse, ma la risposta è semplice: sono dei professionisti, di quelli veri, di quelli che come altri hanno cercato di regalare al loro pubblico qualche momento spensierato per combattere questo periodo così difficile che coinvolge anche loro.

Modena City Ramblers

I Modena City Ramblers ci regalano una serata in cui ripropongono successi come “¡Viva la vida, muera la muerte!”, “La legge giusta”, “Al Dievel” e “Oltre il ponte” per cantare con loro ma al tempo stesso riflettere sull’antifascismo e sull’importanza di prendere una posizione perché oggi come allora è necessario schierarsi per il bene comune. “I cento passi” ha un attacco rock per una canzone che non ammette incertezze, perché la verità richiede coraggio senza compromessi e resistenza della memoria, dove emerge il ricordo di Peppino Impastato, della sua sfida alla mafia e della sua morte ingiusta.  Invece “Ebano”, struggente come sempre, crea immagini di speranza e delusione per rievocare schiavitù moderne contro cui si deve lottare e che non si possono ignorare.

Il palco si tinge di Irlanda con “Dirty Old Town” di MacColl: il flauto evocativo di Franco D’Aniello e la voce graffiante di Dudu ci fanno rivivere un bacio rubato e arrabbiato dato a una ragazza appoggiata al muro della fabbrica della città di Salford, il cuore della rivoluzione industriale inglese e simbolo del suo declino.

Il gruppo ci spinge nel cuore della festa con una polka e ci incita a ballare, a bere, come se fossimo lì con loro e niente fosse cambiato anche se la situazione ora è molto diversa. “In un giorno di pioggia”, “Morte di un poeta” e “Il bicchiere dell’addio” ci prendono per mano e ci trascinano per le strade di Dublino coi suoi pub e per le verdi colline irlandesi per amare, salutarsi, cantare, ballare, brindare così come si deve fare in ogni festa che si rispetti, passata con gli amici, vicini e lontani, presenti ed assenti.

Modena City Ramblers

Proprio in ricordo degli amici e dei colleghi assenti, il gruppo omaggia Raoul Casadei, scomparso il 13 marzo, con alcune strofe di “Romagna e Sangiovese”, seguite, dopo qualche altra canzone, da quello che è stato l’inno per generazioni di sognatori e l’Estragon Club riecheggia di due parole: “Attenziò! Concentraziò!” il riff indimenticabile di “Se mi rilasso collasso” della Bandabarò.

Il ricordo di Enrico “Erriquez” Greppi, venuto a mancare lo scorso 14 febbraio, esplode prepotente nel concerto e la chat del live streaming si riempie di citazioni, ricordi di feste e balli che si aprono nella mente di tutti e, anche se non li vedi, i lucciconi agli occhi li percepisci. La commozione è alta, ma la festa non si interrompe, perché Erriquez amava la vita e i Modena City Ramblers, amici sopra e fuori dal palco, lo salutano nel migliore dei modi: facendoci saltare sulle note come lui amava fare con il suo pubblico.

I nostri rambler hanno anche confermato il loro impegno sociale dando spazio alla Cooperativa La Formica con il progetto “Porta Pazienza”, la pizzeria che si trova a Bologna nel quartiere Pilastro e che usa i prodotti biologici provenienti dalle terre confiscate alla mafia. Il progetto non è solo una pizzeria, bensì è anche l’idea sociale di inclusione delle persone più fragili e svantaggiate della comunità ma che, dopo un anno di inattività, si trova in difficoltà come molte altre realtà. Un progetto importante che non troverete nelle riviste di gossip, né sulle testate dei quotidiani, ma che ha voglia di farsi sentire per concretizzare il proprio obiettivo di solidarietà attraverso l’acquisto di un food truck che possa aiutarli a contrastare questo periodo e ripartire.

Sappiamo che il concerto volge alla fine quando il flauto accenna le prime note di “Bella ciao”, l’inno partigiano, un saluto per infondere coraggio nella lotta per ciò che è giusto ora più che mai. Alla fine è solo musica, sono saluti, del gruppo, del pubblico dalle chat, applausi veri e virtuali per ricordare l’importanza delle maestranze e di tutti quegli addetti ai lavori del settore musicale italiano che rendono possibili concerti come questi che amiamo condividere.

L’aria sa di gioia e di festa nonostante tutto, ci abbracciamo idealmente per stare uniti mentre condividiamo emozioni e voglia di guardare con grinta verso il futuro perché non siamo solo folk, siamo combat folk! “Ninnananna”, infine, ci accompagna nel mondo dei sogni. Cala il sipario, ma non l’emozione. Grazie Estragon Club! Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile e magica questa serata! Grazie Modena City Ramblers!

Articolo di Alma Marlia

Set List Bologna 17 marzo 2021

  1. Grande famiglia
  2. Clan Banlieu
  3. Volare controvento
  4. Canzone dalla fine del mondo
  5. Morte di un poeta
  6. If I Should Fall From Grace With God (cover Pogues)
  7. Romagna e Sangiovese (Cover Raoul Casadei)
  8. ¡Viva la vida, muera la muerte!
  9. La legge giusta
  10. Al Dievel
  11. Oltre il ponte
  12. Dirty Old Town (cover Ewan MacColl)
  13. Polka strumentale
  14. Gaucho, io e te
  15. Una perfecta excusa
  16. Ebano
  17. Riaccolti
  18. Il bicchiere dell’addio
  19. Transamerika
  20. Contessa (cover Paolo Pietrangeli)
  21. Se mi rilasso collasso (cover Bandabardò)
  22. In un giorno di pioggia.
  23. Mia dolce rivoluzionaria
  24. I cento passi
  25. Bella ciao.
  26. The Great Song Of Indifference (Cover Bob Geldof)
  27. Ninnananna