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Mötley Crüe live Milano

Concerto pieno di energia, possente, adrenalinico, catartico, immaginifico, dunque grandioso

Questo report segue quanto già scritto per il concerto dei Def Leppard (l’articolo), che hanno suonato non in apertura in quanto co-headliner, ma comunque prima dei Mötley Crüe, il 20 giugno al Milano Summer Festival. Il palco, dicevamo già, è bellissimo, con una impianto luci grandioso. Ma ai Mötley non basta, e così alle 21 in punto salgono due impressionanti schiere di roadie di entrambe le fazioni, una a smontare la pedana della batteria di Rick Allen, una a montare l’imponente scenografia per i losangeleni.

21.40, è sceso il buio ed è già tutto pronto, ed eccoli Nikki Sixx e soci apparire attraverso un denso fumo rosso, accolti da un boato. È indubbio che la maggior parte dei presenti era lì proprio per loro, e si scatenano urlando per tutto il tempo. Io non sono dello stesso parere sulla caratura delle due band, ma tant’è. Sinceramente non ho capito del tutto le polemiche sul nuovo chitarrista John 5 che ha sostituito dal vivo lo storico Mick Mars, impossibilitato a esibirsi per problemi di salute. Il nuovo uomo alle sei corde ha invece svolto il suo lavoro egregiamente, cimentandosi nel finale anche con l’archetto; e comunque si parla di una band dalla storia travagliata, tutt’altro che stabile, in perenne prendi&lascia, sciogli&riunisci. Quello che conta, per lo meno in un live, è la musica e la qualità dell’esibizione, quindi atteniamoci a ciò.

E il live è anche in questo caso perfetto, pur pacchiano in pieno stile Mötley Crüe: ricoperti di cuoio e borchie nonostante l’afa, con le due bellissime ballerine di Burlesque quasi sempre presenti, addette anche a qualche coretto inudibile a fronte di una performance erotica che sicuramente distraeva i più dal guardare i musicisti.

Vince Neil è il frontman, ma i veri idoli, osannati dalla folla, sono Nixxi e Tommy, che si ritagliano anche un lungo spazio ciascuno per chiacchierare con il pubblico. Nikki si professa orgoglioso di avere origini italiane, declama il suo amore per il nostro paese e sventola un tricolore. Tommy la butta sul triviale, dice che non vede abbastanza gente bere birra, e che non vede any fucking tette! Parte il rito delle alzate di maglietta, quello che Piero Pelù chiama lo “scapezzolamento” e le più prosperose vengono immancabilmente inquadrate e proiettate sui maxi-schermi. È uno di quei riti che si ripetono ormai in tanti concerti, niente di originale.

Ecco, al contrario di quanto detto per i Def Leppard, mi è parso di vedere nei Mötley Crüe una band certamente professionale e musicalmente in forma, ma stanca nei contenuti, ripetitiva, incapace di uscire dall’immagine anni Ottanta, che all’epoca ci divertiva tanto – ho visto il loro primo concerto in Europa, 1984 Donington – ma che ora è piuttosto noiosa e anacronistica; anche se i nuovi e giovani fan sono molti, penso che siano già maturi e preparati per qualcosa di più. Mi sono chiesta se il cliché sia buono e giusto per il pubblico americano, ma per quello europeo forse andrebbe rivisto e spinta più in alto l’asticella della proposta. La professionalità non manca, le capacità neppure, basterebbe volerlo.

Queste considerazioni, personali e quindi opinabili, non distraggano però dal fatto che si parla di un concerto pieno di energia, possente, adrenalinico, catartico, immaginifico, dunque grandioso. Molti brani della scaletta vengono dai lavori più datati, e ci sta per una band che è appunto aggrappata al passato, ma gli arrangiamenti live li rendono più pesanti che su disco, restituendoci una performance pesante, pesante pesante, e sporca, e ruvida. Come doveva essere.

Anche per i Mötley Crüe un’ora e mezzo di performance, senza bis, stesso format dei Def Leppard. Sommando le performance delle tre band, 3 ore e mezza di musica ad alte sfere, e un bagaglio di adrenalina e buoni ricordi da portare nelle nostre memorie.

Articolo di Francesca Cecconi

Mötley Crüe Milano 20 giugno 2023

  1. Wild Side
  2. Shout at the Devil
  3. Too Fast for Love
  4. Don’t Go Away Mad (Just Go Away)
  5. Saints of Los Angeles
  6. Live Wire
  7. Looks That Kill
  8. The Dirt (Est. 1981)
  9. Guitar Solo
  10. Rock and Roll / Smokin’ in the Boys Room / Helter Skelter / Anarchy in the U.K. / Blitzkrieg Bop
  11. Home Sweet Home
  12. Dr. Feelgood
  13. Same Ol’ Situation (S.O.S.)
  14. Girls, Girls, Girls
  15. Primal Scream
  16. Kickstart My Heart
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