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Quercia live Caserta

Band che attraversa Emo, Post-Hardcore e Post-Rock, tenendo come collante un’attitudine Punk che non è mai solo forma ma sostanza

I Quercia si muovono da sempre in una zona tesa della scena indipendente italiana, costruendo un linguaggio che tiene insieme fragilità e urgenza senza mai risolverle davvero. Nati a Iglesias nel 2016, il quintetto sardo ha costruito nel tempo un suono che attraversa Emo, Post-Hardcore e Post-Rock, tenendo come collante un’attitudine Punk che non è mai solo forma ma sostanza. Nei loro brani convivono rabbia e delicatezza, non come opposti ma come stati che si attraversano continuamente, e il loro ultimo lavoro “Mentre i monsoni curano e scuotono l’erba rimasta,”, uscito il 12 marzo 2026, radicalizza questa tensione: insistendo su nuclei sonori minimi, su ripetizioni e variazioni quasi impercettibili. Non cercano il climax, lo aggirano. Il 5 aprile, al Lizard di Caserta, questa tensione prende una forma fisica e immediata.

Lo spazio sotto il palco si comprime fin dai primissimi minuti. Il pubblico non resta a distanza: si addensa, spinge, si muove in modo compatto. Il pogo è continuo, opprimente, e trasforma la platea in una massa instabile che avanza e arretra senza tregua. Stare nelle prime file significa entrare in un corpo collettivo che non lascia margine, dove il contatto è costante e spesso inevitabilmente violento. Non è una folla che guarda: è una folla che partecipa, che esige.

Sul palco, Luca si sporge in avanti quasi a cadere sul pubblico. Il corpo è inclinato, il volto contratto, lo sguardo diretto. Il microfono non è solo suo: viene spinto verso chi sta sotto, condiviso, quasi strappato. Le persone cantano a pochi centimetri dalla sua faccia, si guardano negli occhi, in un incitamento continuo che ricorda più una dinamica da squadra che una performance tradizionale. La separazione tra palco e platea non esiste, o esiste solo come convenzione che viene sistematicamente ignorata.

L’urlo è costante, ma non è liberatorio. Si accumula, stratifica, attraversa i brani senza mai sciogliersi del tutto. Anche nei momenti più carichi non c’è una vera risoluzione: l’energia resta sospesa, compressa tra chi suona e chi ascolta. Le chitarre costruiscono trame oblique, mai completamente risolte, mentre la voce si muove su un equilibrio fragile tra distanza e prossimità. In alcuni passaggi sembra arretrare, in altri emerge con una chiarezza improvvisa, creando una dinamica instabile che percorre l’intero set.

Intorno, i corpi si muovono in verticale e in orizzontale. Ragazzi salgono sul palco e si lasciano cadere nella folla, che li solleva e li trasporta sulle teste. Le braccia si alzano, si intrecciano, diventano struttura portante. Per qualche secondo i corpi smettono di essere individui e diventano peso condiviso, movimento collettivo. È uno dei momenti in cui il concerto dei Quercia rivela la sua logica più profonda: non l’esibizione, ma la situazione. Non la performance, ma l’attraversamento e l’urto

Le luci e l’assenza di fog machine accentuano la durezza della scena. I volti appaiono e scompaiono, i gesti si frammentano, la percezione diventa intermittente. A tratti non è chiaro dove finisce il palco e dove inizia il pubblico, chi sta guardando e chi sta suonando. A un certo punto emerge anche il limite fisico di questa intensità: la necessità di arretrare, di uscire dalla compressione per poter continuare a osservare e respirare. I Quercia non lasciano molto spazio neutro: o sei dentro o stai fuori, e stare dentro ha un costo preciso.

Quello che rimane alla fine non è un’immagine nitida ma una potentissima traccia percettiva. Una vibrazione caotica e dura che continua anche dopo che le luci si sono accese. Più che un concerto, un corpo a corpo. Con la band, con il pubblico, con se stessi.

Articolo e foto di Benedetta De Rosa

Set list Quercia Caserta 5 aprile 2026

  1. Buio
  2. Inammissibile
  3. Nubi
  4. Fermissimo
  5. Fortezze
  6. Finestra
  7. Sottovoce
  8. Non mi vedi
  9. Mantenere
  10. Scisto
  11. Posto di blocco
  12. Torri
  13. Guarire
  14. Crollo

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