All’Estragon di Bologna il 24 ottobre la celebrazione di “Too Much Pressure” riporta sul palco una delle band fondamentali della scena 2Tone. A guidare la serata, una Pauline Black in grande forma, tra classici intramontabili e messaggi che guardano ben oltre la musica. In apertura Il Muro del Canto.
Il Muro del Canto


Ad aprire la serata ci pensa Il Muro del Canto, formazione romana che, pur muovendosi in territori musicali piuttosto distanti dai miei ascolti abituali, ma avevo un’idea del valore che avrebbero potuto esprimere dal vivo; infatti dimostra fin da subito di sapere come tenere il palco e coinvolgere chi si trova davanti.


La risposta del pubblico, presente e partecipe fin dalle prime battute, conferma le impressioni: il gruppo riesce a mantenere alta l’attenzione per tutta la durata del set, anche quando la sala non ha ancora raggiunto la sua affluenza definitiva. Un’apertura che funziona e che prepara il terreno per una serata destinata a muoversi su coordinate musicali ben diverse, ma con una costante: il rapporto diretto con il pubblico.


The Selecter

Ci sono concerti che hanno un significato particolare ancora prima che le luci si abbassino: quello dei Selecter è uno di questi. La band di Coventry è tra i nomi che hanno contribuito a definire la prima ondata del 2Tone Ska britannico, insieme a gruppi come The Specials e The Beat. I legami con quella scena, compresi gli split condivisi con The Specials, raccontano una storia che va ben oltre una semplice etichetta musicale.

Aver suonato in una band legata al mondo 2Tone rende l’occasione ancora più significativa: vedere finalmente dal vivo un gruppo del genere significa, in qualche modo, trovarsi davanti a un pezzo di storia della musica che si è ascoltata e suonata. Le aspettative, inevitabilmente, sono alte. E la serata le conferma senza troppi giri di parole.


Al centro di tutto c’è Pauline Black, splendida nel suo completo 2Tone e protagonista assoluta di uno show in cui non concede praticamente nulla alla routine. La sua presenza scenica è forte, sicura, magnetica: non si limita a guidare la band, ma tiene costantemente vivo il rapporto con la sala. È uno di quei casi in cui il carisma della frontwoman diventa parte integrante dello spettacolo, senza bisogno di forzature.

La celebrazione di Too Much Pressure, album pubblicato nel 1980 e fondamentale per la storia del 2Tone ska, passa soprattutto attraverso i brani che ne hanno segnato il percorso. Quando arrivano “On My Radio”, “Too Much Pressure” e “Three Minute Hero”, l’Estragon risponde come ci si aspetterebbe da un pubblico che conosce bene queste canzoni: si canta, si skankeggia e si partecipa, senza limitarsi a osservare quello che succede sul palco.

Ma lo spettacolo non resta confinato a quel disco. I Selecter allargano lo sguardo al resto della loro carriera, costruendo una scaletta che restituisce un quadro più completo della band e del suo percorso musicale. È una scelta che permette di andare oltre la celebrazione di un album storico e di ricordare quanto il gruppo abbia da raccontare ancora oggi.

La sensazione è quella di una musica che non ha bisogno di essere aggiornata o rivestita di nuovi significati per funzionare ancora. Il ritmo fa il suo lavoro, i pezzi parlano da soli e la band li porta sul palco con una convinzione che rende superfluo qualsiasi tentativo di nostalgia costruita a tavolino. Non si tratta semplicemente di riproporre un repertorio storico, ma di dimostrare quanto quelle canzoni siano ancora capaci di mettere in movimento una sala.

C’è poi un altro aspetto che accompagna la musica per tutta la serata. Pauline Black non rinuncia ai suoi interventi e ai messaggi legati alla situazione sociale e politica attuale. Non sono parentesi che spezzano il concerto: fanno parte dell’identità di una band nata in un contesto preciso, in cui il 2Tone non era soltanto un suono, ma anche un modo di mettere in discussione divisioni e pregiudizi. Il pubblico accoglie le sue parole con entusiasmo, rispondendo con la stessa partecipazione riservata ai brani più conosciuti.

Anche la composizione della sala racconta qualcosa. Le presenze sono numerose e l’attenzione resta alta già dall’apertura, ma le vecchie conoscenze sembrano decisamente più numerose delle facce nuove. La componente giovane è limitata, eppure questo non impedisce al concerto di trovare una risposta calorosa: chi c’è, c’è per esserci davvero. E la presenza di Pauline, capace di catalizzare l’attenzione dall’inizio alla fine, fa il resto.

Assistere a un concerto dei Selecter nel 2026 significa ritrovare una parte importante della storia dello Ska britannico senza doverla cercare soltanto nei dischi o nei racconti di chi quella stagione l’ha vissuta. La serata funziona proprio per questo: i classici restano vivi, il pubblico risponde e Pauline Black dimostra di avere ancora una presenza scenica capace di reggere il peso di un repertorio così importante.

Per chi, come me, ha avuto anche un legame diretto con il mondo 2Tone attraverso la propria esperienza musicale, c’è inevitabilmente qualcosa in più. Era uno di quei concerti che mancavano all’appello, e uscendo dal locale la sensazione è quella di aver finalmente colmato una lacuna. Non soltanto una buona serata di ska, quindi, ma l’occasione di vedere dal vivo una band che ha contribuito a scriverne la storia.
Articolo e foto di Umberto Donati
[foto post-prodotte con Adobe LR/PS che integrano modelli AI]
Set list The Selecter Bologna 24 ottobre 2026
- The Avengers Theme
- Three Minute Hero
- Frontline
- Danger
- War
- Missing Words
- Train To Saville
- Carry Go Bring Come
- On My Radio
- Too Much Pressure
- Pressure Drop
