Ace Frehley “KISS Ace Frehley” – 1978

Il 18 Settembre 1978 escono contemporaneamente, in tutto il mondo, quattro album che costituiscono, fino a questo momento, l’unico esempio di impegno sia solistico che collettivo mai prodotto da parte di una rock band. Solistico perché ciascun membro lavora separatamente al proprio lavoro, collettivo perché tutta l’operazione viene orchestrata e organizzata come un nuovo lavoro dei KISS, a livello di marketing, artwork, promozione, etc …

 Ufficialmente tutta l’operazione viene pubblicizzata come la naturale volontà del gruppo di tradurre in musica le differenti personalità dei quattro membri, andando oltre l’aspetto visivo e coreografico delle differenti figure e immagini da loro stessi creati.

Ace FrehleyDal punto di vista commerciale si registrerà il successo di Ace Frehley con le vendite del singolo “New York Groove”, mentre nella classifica degli album Gene Simmons e ancora Ace conquisteranno i piazzamenti migliori.

Dal punto di vista artistico la parte di seguito della band, più incline alla loro vena hard rock si renderà conto quanto diverse invece potessero essere le influenze e ambizioni musicali dei quattro eroi mascherati (non c’è bisogno di dire che ogni “vero” Kiss fan ama alla follia ogni singolo album fra i quattro in questione). Bisogna inoltre dire che quest’operazione insieme con la pubblicazione della raccolta “Double Platinum” chiuderà un ciclo e dopo di questo la band cambierà purtroppo per sempre.

Il disco di Ace è un disco di puro hard rock, con un taglio anche più heavy di quanto ci si potesse aspettare; viene registrato quasi interamente da Ace con l’aiuto di Anton Fig alla batteria, mentre un secondo bassista e batterista figurano su un paio di pezzi.

Ace si occupa di tutte le parti chitarristiche e vocali, rompendo definitivamente il muro che lo aveva separato dal ruolo di lead vocalist nei Kiss e che lo aveva indotto a cantare in soli due pezzi fino ad allora.  Dopo questo disco Ace acquisterà molta fiducia nei suoi mezzi e i successivi tre dischi in studio a cui prenderà parte con la band lo vedranno cimentarsi alla voce in varie occasioni.

KISS Ace Frehley

Il disco si apre con “Rip It Out”, un torrido pezzo contraddistinto da un break di batteria assolutamente trascinante seguito da un solo di Ace che nella sua semplicità racchiude l’essenza del Frehley chitarrista, soli asciutti e “cantabili” come ritornelli, completamente scevri da inutili “orpelli virtuosistici” fini a se stessi. Si prosegue con lo shuffle di “Speedin’ Back To My Baby”, un’altra canzone che come la precedente tratta di un tormentato rapporto sentimentale.

Il tiro cambia con “Snowblind” e “Ozone” in cui l’aspetto più alienato di Ace fa capolino con chiari riferimenti a droghe e stati mentali allucinati; musicalmente anche questi due pezzi si basano su strutture e metriche inusuali per un gruppo come i Kiss, in particolar modo “Ozone” e l’innesto di arrangiamenti percussivi e raddoppi di chitarre acustiche e synth li rende assolutamente unici .

Segue “What’s On Your Mind”, un rock più convenzionale ma godibile arricchito da un delizioso lavoro di chitarra acustica, “New York Groove” è una cover di un pezzo scritto da Russ Ballard e inciso dal gruppo degli Hello nel 1975: il lavoro chitarristico su questo pezzo è ammirevole ed arricchisce un pezzo dalla struttura ritmica quanto mai scarna ed essenziale.

Ace urla il suo bisogno di amore con un assolo devastante in “I’m In Need Of Love” e sconvolge l’ascoltatore con “Wiped Out” che include un omaggio in apertura alla celebre “Wipe Out” dei Surfaris, celebre brano strumentale del 1963.“Wiped Out” è un pezzo dalla ritmica frastagliata in cui i cambi di tempo si fondono con chitarre funky, licks allucinati e un cantato assolutamente in riga con il personaggio che, anche se non si colloca certo tra i virtuosi della voce, dimostra comunque di possedere personalità e un approccio quasi all’insegna del “non chalance” che conferisce, a mio avviso, un certo fascino alle sue prestazioni vocali.

Ace Frehley

Il disco si chiude con “Fractured Mirror”, uno strumentale in cui la creatività chitarristica di Ace raggiunge territori, per lui, fino ad allora inesplorati, creando una tessitura unica di chitarre acustiche elettriche e synth che compone un mosaico essenziale e ricco al tempo stesso di colori e sfumature…un capolavoro. 

Sicuramente ad Ace Frehley spetta un posto di primo piano insieme ad altri due o tre chitarristi che hanno segnato il panorama hard rock americano degli anni ’70, la carriera con i Kiss lo ha lanciato nello stardom del rock, i suoi pezzi e i suoi soli al servizio del combo mascherato rimarranno per sempre.

Questo lavoro però ci mostra un chitarrista ben al di sopra della media qualitativa fino ad allora da lui stesso proposta, e solo uno stile di vita eccessivo e costantemente al limite, nonché, ad un certo punto della sua carriera, una certa perdita di identità musicale, lo priverà di una parte di riconoscimenti e di successi che avrebbe sicuramente meritato.

“NO SUBSTITUTE FOR THE SPACE ACE”

Line up

Ace Frehley – Lead vocals, all guitars, bass, background vocals                                 

Anton Fig – Drums                                                                                                                   

Will Lee – Bass                                                                                                                      

Carl Tallarico – Drums    

Track list

  1. Rip It Out
  2. Speedin’ Back To MyBaby
  3. Snow Blind
  4. Ozone
  5. What’s On Your Mind
  6. New York Groove
  7. I’m In Need Of Love
  8. Wiped Out
  9. Fractured Mirror

Articolo di Andrea “Ace” Bartolini