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Andead “Old but Gold”

Andead “Old but Gold” – Indiebox Music 2020 [#Outnow] “Old but Gold”, il nuovo EP  degli Andead, esce venerdì 28 febbraio su Indiebox Music, a tre anni di distanza dall’ultimo lavoro in studio, anticipato dal

Andead “Old but Gold” – Indiebox Music 2020

[#Outnow]

“Old but Gold”, il nuovo EP  degli Andead, esce venerdì 28 febbraio su Indiebox Music, a tre anni di distanza dall’ultimo lavoro in studio, anticipato dal singolo “Downtrodden”.

Gli Andead, formazione punk rock milanese capitanata dallo speaker radiofonico Andrea Rock, nascono nel 2007, e negli anni la band condivide il palco con artisti del calibro di Wednesday 13, Misfits, The Damned, Gogol Bordello, Gaslight Anthem, The Pogues, Flogging Molly, H2O, Dropkick Murphys, Glen Matlock, Old Firm Casuals, Bad Religion, Social Distortion e molti altri. Nel 2017 sono stati l’unica band europea invitata dai Sum 41 come ospiti al loro live al Mediolanum Forum di Assago. Una solida credibilità artistica costruita dunque concerto dopo concerto.

Ascolti gli Andead e il cuore va subito in Irlanda, a quel sound tipicamente Irish che la band riesce magistralmente e fedelmente a trasmetterti. Scorro la track list di questo nuovo EP che per Rock Nation ho avuto l’opportunità di ascoltare in anteprima, e subito mi sono sentito a casa, come solo in un pub di Fleet Street riesci a sentirti, dove vieni accolto e invaso dal calore e dall’atmosfera tipici, dalla birra e dalla musica, da quelle melodie fatte di chitarre acustiche e violini, dai cori folk.

Andead
ph Filippo De Dionigi

Questi per me sono gli Andead, che ben accolgo ogni volta che ne ho l’occasione; un gruppo che in tredici anni ha saputo omaggiare e sdoganare in patria, a modo loro, i maggiori esponenti di questo genere provenienti dall’Isola Smeralda, Dropkick Murphys su tutti, The Dubliners di “Wild Rover” e i The Pogues da una parte, ma anche i Social Distortion oltreoceano sul fronte Punk.

Torniamo in Italia e concentriamoci sui sei brani che compongono questo nuovo lavoro degli Andead, il quinto in studio; fin da subito se ne percepisce la potenza, i suoni curati e la perfetta qualità di esecuzione, particolarità da non trascurare in un panorama come quello italiano che troppo facilmente si lascia tediare e ammaliare da qualche tutina di strass di artisti nei quali queste caratteristiche vengono totalmente a mancare.

In questo disco il tema affrontato è lo scorrere del tempo, si parla dell’inevitabile strada verso la maturità artistica percorsa dalla band, argomento trattato già nella title-track, “Old but gold”. “Lust for the road” ci rende un gruppo in versione playground, di strada, che è alla costante ricerca dei volti e dei contatti che solo la vita nel backstage e on the road ti dona.

“Comfortably Week” tratta un tema delicato, un brano che vorrebbe suonare a guisa di inno per le nuove generazioni, esortandole a non fare lo stesso errore di chi prima di loro ha preferito condurre una vita adagiata ignorando problematiche sociali importanti.

“Downtrodden” è forse il brano più ruvido e malinconico, scritto per descrivere l’eterno limbo di un’artista che è alla ricerca dell’equilibrio tra il lavoro e i rapporti sentimentali che spesso immancabilmente vengono messi in secondo piano. Dopo tredici anni di proficua attività, è lecito anche potersi liberare di qualche piccolo sassolino; per tutti coloro i quali hanno avuto dubbi o mosso critiche verso gli Andead, “Gratification Breakdown” suona per loro!

Il tempo che scorre, la difficile situazione sociale nella quale ci troviamo, la precarietà. In un mondo come quello del lavoro mai così complicato come oggi, “The company regime” si fa portabandiera per tutti quelli che vengono ritenuti sacrificabili dal sistema. “Old but gold”. Sei brani sei. Un album che nel momento in cui inizi a farlo tuo, finisce. Ne sarebbero occorsi altrettanti per poter continuare questa incursione musicale che ha radici profonde.

Interessante il percorso evolutivo intrapreso. Chi li segue e chi ascolta Andrea Rock nelle sue trasmissioni, può facilmente percepire che tutte le sue passioni trovano spazio all’interno dei brani. Il punk, l’Irlanda, perché no, anche gli sport americani, la musica live, tutto il suo mondo viene spesso citato senza nasconderlo troppo, a dimostrazione che nel nostro ambito professionale siamo la sommatoria delle nostre passioni, del nostro bagaglio culturale, delle nostre origini e solo e soltanto noi artefici della riuscita dei nostri progetti, perché, alla fine… if you don’t believe in yourself, no one will do it for you (cit.).

Bella riconferma, gli Andead. Un gruppo capace di avvicinarti ad una musica lontana, con attitudine indie e con l’anima di una grande punk rock band!

Articolo di Andrea Scarfì

Track list “Old But Gold”

  1. Old But Gold
  2. Lust For The Road
  3. Comfortably Weak
  4. Downtrodden
  5. Gratification Breakdown
  6. The Company Regime

Line up Andead

Andrea Rock: vocals
Gianluca Veronal: guitar
Casio: drums
Joe La Jena: bass
Macca: guitar

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