Aseptic White Age “Nowhere, Ever.” – Luminol Records 2020

Fuori il 13 novembre “Nowhere, Ever.”, secondo lavoro degli Aseptic White Age, un collettivo di cinque elementi localizzabili tra Modena e Oslo;  Da nessuna parte, mai  rappresenta il viaggio attraverso la solitudine e l’alienazione che l’essere umano deve vivere al giorno d’oggi. Ma questo EP provoca molto di più di qualche riflessione.

La musica non ha solo il compito di rassicurarti o addolcire i tuoi momenti più tesi e difficili. La musica, proprio come un libro, ha il compito di ampliare le tue percezioni, superare i confini mentali che spesso ti sei auto-imposto. Per farlo a volte deve stordirti, attaccandoti senza tregua, togliendoti il fiato.

Aseptic White Age

“Arctica”, il primo brano, ha questo compito. Fredda e glaciale proprio come il territorio che evoca, lo strumentale mette subito in chiaro che Aseptic White Age non vogliono lasciare prigionieri.  Le loro composizioni sono aspre con il solo sax a tentare una sorta di resistenza all’attacco furioso delle chitarre, basso e batteria. Ma è una tempesta che spesso porta a una calma apparente come nel caso dell’outro di “Ocean”, dominato dal basso. Territori estremi raccontati da suoni che pur nella loro asprezza hanno un elemento comune: la profondità.

Sì, la musica qui è profonda, perché non si ferma all’apparenza, rivendica la sua ferma volontà di sfuggire alla catalogazione ma non scade mai nell’esercizio celebrale e tecnico. La profondità di cui parlo è anche immaginifica: proprio come gli scenari che l’hanno ispirata, la loro musica si estende sulla linea dell’orizzonte con la ferma volontà di superarlo. Grazie Aseptic White Age: con questo disco mi avete messo davanti ai miei limiti suggerendo anche un modo per superarli, a conferma che la musica può sempre sorprenderti.

Articolo di Jacopo Meille

Track list “Nowhere, Ever.”

  1. Arctica
  2. Earth
  3. Ocean
  4. Antarctica

Line up Aseptic White Age

Mike Pelillo – chitarre / Marco Landi – chitarre / Carlo Alberto Vandelli – batteria / Nicolò Cavallaro – basso  / Matteo Valentini – sax