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Aurora Lunare “Terzo luogo”

Nitidi gli echi dello storico Progressive italiano

Significative le parole espresse dalla band nel promo: lo spirito del Prog ha prevalso ancora una volta. Non potrei essere più d’accordo, perché ascoltare album così belli fa capire quanto il genere sia vivo e come nel nostro paese abbiamo ancora tanti musicisti che interpretano con passione il verbo progressivo.

La storia di questo gruppo livornese che il 9 novembre 2023 ha pubblicato il suo nuovo full lenght “Terzo luogo” per l’etichetta Lizard Records la dice lunga su quanto sia complesso riuscire a trovare spazio nell’industria discografica e di come sia necessario affrontare gavetta e avventure. Gli Aurora Lunare sono infatti attivi sin dal lontano 1977, ma non hanno potuto realizzare dischi durante la prima parte della carriera, mostrando comunque sino da subito qualità e abnegazione e svolgendo un’intensa attività concertistica a fianco di nomi importanti come Premiata Forneria Marconi, Ivan Graziani e Alan Sorrenti. Tra vicissitudini varie e cambi di organico si arriva al 2013 quando finalmente la band esce con il suo primo lavoro omonimo “Aurora lunare”, seguito poi nel 2018 da “Translunaggio”, un album di tributi al Rock progressivo.

“Terzo luogo” è letteralmente la terza tappa del loro percorso, un progetto parzialmente concepito a livello compositivo una decina di anni fa e arricchito con l’aggiunta di nuove tracce più recenti. Attualmente il combo toscano ha trovato il suo assetto in un quartetto che esemplifica al meglio le tradizioni del genere, anche se non mancano nel disco eccellenti collaborazioni a impreziosire le trame anche attraverso l’uso di strumenti artigianali come l’ukulele e il bouzouki.

Il titolo è significativo degli importanti messaggi che vengono trasmessi nelle sette tracce che compongono l’opera, quaranta minuti di musica raffinata dove si racchiudono le magie di un passato che ha saputo rinnovarsi con sorprendente freschezza. Sebbene siano evidenti echi di gruppi storici, il lavoro risulta avvincente e fantasioso. Il Terzo luogo viene rappresentato come una via di mezzo tra la vita e la morte, un punto in cui perdono e dannazione, inferno e paradiso, umano e divino, sono come un altro occhio capace di leggere i messaggi trasmessi dal subconscio. Un percorso che si inerpica tra interrogativi esistenziali e speranza di redenzione traendo spunti da riferimenti letterari, mitologici e astronomici. Partendo da questo viaggio intimista, la band allarga il messaggio a livello sociologico ponendosi la domanda su quale sia realmente questo “altrove”: sarà un ambiente quotidiano sotto gli occhi di tutti da sempre? Un luogo di condivisione virtuale? O forse addirittura una suggestione del Metaverso?

Le liriche intense sono interpretate con fervore dal timbro del vocalist Mauro Pini che riesce a districarsi tra le sfaccettate partiture strumentali; il synth è senza dubbio un protagonista, tastiere dinamiche e una briosa chitarra colorano i brani come nelle evoluzioni jazz rock dell’incipit “Oltre la fredda aurora” o negli slanci di “L’eterno varco”, brano che nasce su un’atmosfera quasi arabeggiante per dipanarsi in un Prog scattante. Più melodici e mediterranei gli spunti che contraddistinguono “La vita sfiorata”, dove atmosfere sognanti e barocche mettono in risalto la bravura del tastierista Stefano Onorati.

Non mancano momenti contrassegnati da un suono estroverso con il piano protagonista a dare risalto a un pezzo come “Parafollia”, un gioco di parole creato ad arte per mostrare aspetti del caotico modus vivendi odierno. I fiati si inseriscono con classe all’interno dei motivi conferendo ancora più lucentezza alla già alta qualità del suono. Intrecci di flauto con tastiere e arpeggi di chitarra sono il marchio di fabbrica della title track “Terzo luogo”: dopo un inizio quasi dark, si realizza un quadro delicato con la voce in bella evidenza, prima che un synth preponderante scateni una scorribanda sonora. Mentre gli strumenti si inseguono, la ritmica del bassista Luciano Tonetti unita alla batteria di Marco Santinelli danno grande incisività a pezzi che ricordano il primo prog dei ’70 o anche i climi canterburiani come nei bellissimi “Alla fine del niente” e “Vana profezia” che chiude il lavoro con disinvoltura.

Particolarmente suggestiva anche la copertina del disco, un artwork ispirato chiaramente al Purgatorio dantesco dove un angelo si staglia a guardia di una soglia luminosa a cui una folla indistinta, minacciata da una tempesta, tenta di accedere. Forse in questa potente immagine vi può essere la chiave di lettura di quest’opera musicale tanto enigmatica quanto affascinante. La via per il Terzo luogo appare come una porta di speranza per tutti coloro che, al di fuori, annaspano nella bufera caotica del presente. La proposta coraggiosa di una dimensione alternativa che apra una via di luce verso un futuro di purificazione, fratellanza e pace.

Articolo di Carlo Giorgetti

Tracklist “Terzo luogo”

  1. Oltre la fredda aurora
  2. La vita sfiorata
  3. L’eterno varco
  4. Terzo luogo
  5. Parafollia
  6. Alla fine del niente
  7. Vana profezia

Line up Aurora Lunare: Mauro Pini voce, cori / Stefano Onorati piano, synth, chitarra elettrica / Luciano Tonetti basso, ukulele / Marco Santinelli batteria, percussioni Special guests: Alessandro Corvaglia voce, cori / Raffaella Izzo voce, cori / Gianluca Milanese flauto traverso / Giuseppe Tonetti bouzouki

Aurora Lunare online:
Website http://www.auroralunare.it/

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