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Black Lips “Season Of The Peach”

Qualche sorpresina in più a riempire un suono sperimentale e spesse volte fuori dagli schemi

La band più irriverente degli States, tra i principali esponenti dell’indie americano – da non confondere con l’indie accostato a tante, troppe band italiane -, finalmente oggi con la loro undicesima fatica “Season Of The Peach”. Il disco, fuori il 19 settembre per Fire Records, è composto da 14 brani che proseguono sulla falsa riga del precedente lavoro “Apocalypse Love” (la nostra recensione), e se tre anni fa era forte la presenza dei vintage soviet synths, oggi c’è qualche sorpresina in più a riempire un suono sperimentale e spesse volte fuori dagli schemi, proprio come piace ai nostri.

Ad aprire le danze lo sbilenco, e nostalgico Blues di “The Illusion Part Two” che ci porta dritti nel prima sorpresa dell’album, “Zulu Saints”. Le Launeddas del mio conterraneo Carlo Spiga si fanno breccia in un folk rock che profuma di Sardegna. Si, i 4 mori, stavolta, sventolano fieri su Atlanta. Si prosegue con la sotterranea e ipnotica “Sx Sx Sx Men” che ci catapulta nella più sognante “Wild One “, con le orecchie puntate verso Morricone e lo sguardo perso nel selvaggio West. Sprazzi psichedelici anni ‘70 in “So Far Gone” che si fanno più marcati in “Judas Pig” con qualche eco doorsiano.  Continua sulla stessa falsariga “Kassandra”, andando anche a ricordare melodie che furono degli Screaming Trees degli esordi (Other Worlds).

Foto: Cate Groubert

Difficile, invece, non immaginarsi in qualche pub del profondo sud americano con “Baptism In The Death House” il quale va a confluire nello sbilenco e quasi no-sense “Until We Meet Again”. Aria di “Apocalypse Love” in“Tippy Tongue”, mentre – colpo inaspettato –  “Happy Place” ripesca il vecchio, caro e sgangherato Garage-Rock d’annata dei nostri, qui una lacrima nostalgica è quasi d’obbligo. Si prosegue con l’incalzante e seventies “Prick” che ci trascina verso la sconnessa, scordata e sognante “Hatman”, in perfetto stile Lo-fi. A chiudere simpaticamente e un po’ prendendosi gioco dell’ascoltatore “The Illusion Part One”. E qualche dubbio rimane. Cala il sipario.

I Black Lips non sbagliano un colpo. Ennesima prova di una band ben ancorata nel proprio territorio ma capace di muoversi agilmente verso altri mondi e altre culture (esempio lampante in “Zulu Saints”). “Season Of The Peach” è uno di quegli album capaci di svoltare la giornata in positivo e dare una carica inaspettata. Buon ascolto.

Articolo di Giulio Ardau

Track list “Season Of The Peach

  1. The Illusion Part Two
  2. Zulu Saints
  3. Sx Sx Sx Men
  4. Wild One
  5. So Far Gone
  6. Judas Pig
  7. Kassandra
  8. Baptism In The Death House
  9. Until We Meet Again
  10. Tippy Tongue
  11. Happy Place
  12. Prick
  13. Hatman
  14. The Illusion Part One

Line up Black Lips: Cole Alexander voce, chitarra, piano, synth / Jared Swilley voce, basso, chitarra, xilofono / Oakley Munson voce, batteria, chitarra acustica / Zumi Rosow voce, sassofono / Jeff Clarke voce, chitarra

Black Lips online:
Sito web: https://www.black-lips.com/
Instagram: https://www.instagram.com/theblacklips_/

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