Bonzo Dog Band “Doughnut In Granny’s Greenhouse”

Bonzo Dog Band “Doughnut In Granny’s Greenhouse” – Liberty 1968 [Lost&Found] La Bonzo Dog Doo Dah Band (il Doo Dah che sarà successivamente tolto dal nome, sta per Dada), è stata una delle più incredibili

Bonzo Dog Band “Doughnut In Granny’s Greenhouse” – Liberty 1968

[Lost&Found]

La Bonzo Dog Doo Dah Band (il Doo Dah che sarà successivamente tolto dal nome, sta per Dada), è stata una delle più incredibili e dimenticate formazioni del Rock Psichedelico e Progressive inglese. Il gruppo nasce a Londra nel 1965 come reincarnazione degli Alberts e dei Temporance Seven; all’epoca si trattava di un combo composto principalmente da studenti di arte più interessati al situazionismo che al Rock and Roll, tuttavia nel giro di un paio di anni si venne a delineare un nucleo di musicisti (quasi) stabile: Rodney Slater (sax), Roger “Ruskin” Spear (rumorista), Vivian Stanshall (canto, tromba, ukulele) e Neil Innes (canto, chitarra, tastiere).

Questi prankesters in salsa british si erano ispirati inizialmente a Tristan Tzara (Dada), ma di concerto in concerto, la Bonzo Band divenne, da gruppo parodistico della tradizione inglese vaudeville, una vera e propria rock band che guardava con sempre più interesse alle dissacranti performance dei Mothers of Invention e dei Fugs.

La Bonzo Dog Band inizia così ad attingere a tutti i generi che capitavano sotto mano, ma in particolare a tutto ciò che era “kitsch”, dall’operetta ai quartetti vocali doo-wop, dai commercial televisivi allo swing, dal folk rurale al Merseybeat più sdolcinato, rileggendo il tutto il chiave rock progressive. A dispetto dell’ironia palesata nella scelta dei riferimenti, i loro show e i loro dischi erano pensati e prodotti con un’attenzione maniacale e suonati con grande competenza ed estro. Le produzioni discografiche erano tecnicamente impeccabili e non avevano niente da invidiare alle band underground dell’epoca.

Tra il 1968 e il 1972 la Bonzo incide ben quattro dischi prima di sciogliersi. Oltre alla produzione discografica, da ricordare la loro partecipazione al film Magical Mystery Tour dei Beatles e le varie collaborazioni con i Monty Python.

Nel 1968 esce il loro capolavoro “Doughnut In Granny’s Greenhouse” (Liberty, 1968), un grande disco di Rock and Roll progressive. Negli Stati Uniti, il disco esce come “Urban Spaceman” con aggiunto nella track list anche il loro singolo “I’m the Urban Spaceman”, brano che era stato nientemeno prodotto dall’amico Paul McCartney sotto pseudonimo di Apollo C. Vermouth.

Il suono del gruppo è ormai maturo e oltre alle radici jazz, si possono rintracciare le influenze della scena underground del blues e del rock psichedelico. Arrangiamenti grintosi e trascinanti, ma anche molto sofisticati e ricercati. Si parte con una potente track “We Are Normal” parodia dell’Hard Rock dei tardi Sixties, seguono altri bellissimi brani come “Trouser Press”, “Rockaliser Baby” e il bislacco Blues Rock che strizza l’occhio all’anarco freak-out stile Deviants di “Can Blue Man Sing The Whites”. Nell’Lp si susseguono altre perle come le bizzarre “My Pink Half Of The Drainpipe” e “Hello Mabel”, e per finire il delirante sabba-freak di “Eleven Moustachoed Daughter”, che è un’evocazione sinistra e comica del tradizionale sabba delle streghe con riferimenti al mitico unguento allucinogeno preparato dall’atropa belladonna.

Il disco, trascinato in classifica dal singolo “I’m the Urban Spaceman”, rimane il lavoro più apprezzato e più venduto della band. Seguiranno altri due album che andranno a perdere la forza dissacrante ed eversiva dei primi lavori. Nel 1969 all’Isola di Wight suoneranno con Jim Capaldi alla batteria, con un sound tra Cream e Zeppelin, assai lontano dal suono totalmente freak out delle origini. Vivian Stanshall proseguirà negli anni Settanta e Ottanta con vari progetti prima della sua tragica fine nel 1985 a causa di un incendio nella sua abitazione.

Articolo di David Pacifici

Side A

  1. We Are Normal – 4:49
  2. Postcard – 4:21
  3. Beautiful Zelda – 2:26
  4. Can Blue Men Sing the Whites? – 2:47
  5. Hello Mabel – 2:45
  6. Kama Sutra – 0:39

Side B

  1. Humanoid Boogie – 3:03
  2. Trouser Press – 2:20
  3. My Pink Half of the Drainpipe – 3:33
  4. Rockaliser Baby – 3:29
  5. Rhinocratic Oaths – 3:21
  6. Moustachioed Daughters – 3:52

Tracce Bonus in CD del 2007

  • Blue Suede Shoes
  • Bang Bang
  • Alley Oop
  • Canyons of Your Mind
  • Mr. Apollo

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