Buena Vista Social Club “25th Anniversary Edition”

I BVSC sono la rivoluzione, sono la voce del Partito, la voce dei balli e del ballo e delle voci chiassose delle bettole di Cuba

Il mio primo approccio con Buena Vista Social Club è avvenuto in due modi abbastanza bizzarri e disconnessi. Vengo da un piccolo paesino della periferia nord di Napoli dove c’era un centro abbronzate chiamato “Il Cubano”, con un tatuatore dilettante dalla passione per tribali fatti veramente male e passati con quell’inchiostro che diventa verde dopo il processo di guarigione dove lui ti spalmava chili di Leocrema.

Ora, mentre bazzicando fuori il suo studio sentivo musica cubana, vedo che mi guarda e con aria decisamente saccente dà una boccata a una Marlboro di contrabbando e mi dice: E sient chist? So e Bella Vista SociaCrabb … Che tradotto dal napoletano significa “Li ascolti? Sono i “Bella Vista SocialCrabb”.

La canzone in questione era “El Cuarto De Tula” uno dei brani più famosi dall’album omonimo rimasterizzato. Un mix di suoni che sono tipici della tradizione cubana. A dire il vero è sbagliato dire che i BVSC fanno musica Cubana: i BVSC sono Cuba, sono quel sapore di Havana e dei sigari fumati fra birre gelate e il chiasso di strada mentre si suda anche all’ombra.

I BVSC sono la rivoluzione, sono la voce del Partito (Amato oppure Odiato), la voce dei balli e del ballo e delle voci chiassose delle bettole dell’isola tanto amata dagli Italiani, e soprattutto dai napoletani …

Il secondo momento in cui ho collegato I punti è stato quando, su quelle bancarella al centro storico dove si vendono ancora oggi le VHS dell’Unità ho visto la cassetta del documentario della band e dell’album in questione diretto nel ’99 da Wim Wenders, e con in mente la distorta visione del cubano di Melito (paesino della periferia in questione) ho subito buttato quelle quattromila lire e mi sono fiondato a casa per premere il tasto play.

Una visione consigliatissima per gli amanti del genere e della band, dove viene analizzato il fenomeno con i musicisti e si collegano i punti di uno dei dischi più importanti della storia della musica moderna. E un ascolto fondamentale quello di questo disco, fuori il 17 settembre 2021, nelle versioni 2LP + 2CD Deluxe Book Pack, 2CD Casebook, 2LP Vinile Gatefold e Digitale, con tracce inedite dai nastri originali delle session del 1996.

“Era chiaro dall’atmosfera delle session di registrazione che qualcosa di molto speciale stava avendo luogo, ma nessuno avrebbe potuto prevedere che Buena Vista Social Club sarebbe diventato un fenomeno mondiale – premiato con un Grammy nel 1997 e con 8 milioni di copie, superando qualsiasi altro disco dello stesso genere. L’impatto di quelle session si sente ancora 25 anni dopo e la vibrazione e il fascino seducente della ricca storia e cultura di Cuba risplende più che mai in queste versioni definitive. L’acclamazione dell’album originale ha elevato gli artisti (tra cui Ibrahim Ferrer, Eliades Ochoa, Compay Segundo, Rubén Gonzáleze Omara Portuondo) allo status di superstar, ha ispirato il premiato film di Wim Wenders e ha contribuito a rendere popolare il ricco patrimonio musicale di Cuba. Prodotto da Ry Cooder per World Circuit, questo disco passerà alla storia come una delle registrazioni di riferimento del 20° secolo, grazie alla qualità senza tempo della musica e all’interpretazione indimenticabile dei musicisti che ci hanno suonato. Questa nuova edizione include brani che sono stati registrati durante quella famosa settimana del 1996, ma mai pubblicati; alcuni brani erano semplici suggerimenti di repertorio, altri improvvisazioni ed altre vere e proprie gemme paragonabili alle canzoni dell’album che abbiamo conosciuto fino a oggi”.

Quindi: grazie mille al Cubano di Melito e alle bancarelle abusive del centro storico di Napoli per avermi dato l’opportunità di mettere le mani e venire a conoscenza di questo piccolo pezzo di storia che profuma di strade lontane e Café Patron.

Articolo di Alessandro Marano

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