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Carmelo Pipitone “Piedi in acqua”

Terzo lavoro della carriera solista che affianca l’attività con i Marta Sui Tubi e gli Ork

Il 26 gennaio l’etichetta Freecom ha pubblicato “Piedi in acqua”, il nuovo album del chitarrista e cantautore siciliano Carmelo Pipitone. L’artista di Marsala, ormai bolognese di adozione, giunge al terzo lavoro della sua carriera solista che dal 2018 affianca la sua prolifica attività con i Marta Sui Tubi e gli Ork, oltre ad altre numerose collaborazioni. Artista dall’instancabile verve compositiva, Carmelo Pipitone è sicuramente una delle menti più creative e rinomate nel panorama rock nostrano. Un chitarrista dalla tecnica eccezionale che ha abituato i fan delle sue band ad un potente sound su cui fioriscono eleganti e fantasiosi virtuosismi.

Nel suo nuovo album, Carmelo Pipitone sposta però la narrazione verso un universo più introspettivo, recuperando le sue origini acustiche in un lavoro ruvido e viscerale a cui l’artista affida le sue riflessioni su una realtà talvolta difficile da capire. Sono stati tempi duri per tutti, dichiara lo stesso Carmelo Pipitone, riferendosi agli ultimi quattro anni trascorsi dall’ultimo suo disco solista “Segreto Pubblico”. Lo shock della pandemia, ma soprattutto i reiterati sprazzi di solitudine a cui l’umanità è stata costretta anche nei tempi successivi, ha lasciato un’impronta indelebile su ciascuno di noi. Il tempo vuoto che ci è stato, nostro malgrado, concesso ha messo in discussione le priorità consuete, cambiando per sempre la prospettiva su un modus vivendi spesso superficiale e donando al mondo una nuova incontenibile necessità di raccontarsi.

L’idea di questo disco è quindi improntata su una volontà comunicativa ben definita che ha scelto come sua voce principale l’espressività della chitarra. La delicatezza essenziale degli arrangiamenti acustici accoglie l’universo interiore dell’artista plasmato innanzitutto dall’amore incondizionato per la sua terra d’origine. Significativi in questo senso brani come “Pinzeri”, il singolo precursore dell’album, e “U’ riavulo”, che già nel titolo palesano un affettuoso rimando al folklore siciliano. La prima di queste due canzoni introduce fra l’altro l’importanza della riflessione come opportunità di crescita. Quegli angoli meditativi da cui veniamo spesso distratti dalla nostra frenetica routine, ma che sono sempre utili a migliorarci, anche quando i pensieri sono nuvole gonfie d’acqua e noi terreni aridi.

Il disco si compone di tredici tracce, dove ovviamente la chitarra è la protagonista, offrendo una miscellanea di sonorità che spazia tra Prog, Folk e Alt Rock; il tutto venato da una brillantezza mediterranea che evidentemente l’artista ha ereditato dalla solarità della sua terra. Il viaggio inizia con le note di “Tempo”, dove gli arpeggi psichedelici si dipanano crescendo in una melodia attraente sulla quale si inserisce la voce di Carmelo. Il tempo scorre inesorabilmente lasciandosi dietro una scia non sempre favorevole, ma ciò può anche avere un’evoluzione rassicurante; tematiche riprese anche dagli effluvi velatamente prog di “Sono stato”. L’alt rock di “Veleno” indaga invece il disorientamento dell’uomo nella sua condizione di sofferenza. Nel logoramento dell’anima di fronte alle tante oscurità della società odierna sopraggiunge la necessita impellente di riprendere in mano il filo della propria esistenza e alzare le difese: Tu prova a rafforzare gli argini. Fortifica, la piena è giunta ai limiti”.

La traccia “Piedi in acqua”, che dà il nome al disco, riassume in un unico bellissimo brano, tutte le anime musicali dell’artista che dal suono acustico della sua chitarra passa a un finale elettronico e potente sottolineato da un soffuso tappeto di tastiere. Di nuovo il dialetto pone qualche quesito esistenziale: “Soccu virinu l’occhi quann’un ci virinu cchù” (cosa vedono gli occhi quando non vedono più?). Ma l’opera schiude anche uno spiraglio di speranza nella melodia aperta di “Meravigliosa”, un richiamo alla forza dell’amore, capace di vincere le avversità della vita: “A te che sei meravigliosa brillano gli occhi e i miei tremano” e ancora“cammina, cammina diventi più vicina e affianca il mio passo. Che impervia è la strada ma non è sbagliata”. Ugualmente benevola la soave “Odessa” che sembra dipingere una figura salvifica, dai tratti addirittura angelici, racchiusa però in un dolce momento di gioia fugace.

“Peste Nera”, il pezzo più lungo e impegnato con ritmiche vagamente blues e alt rock, riporta nel disco l’energia elettrica, decisamente azzeccata per dare una sferzata tagliente ai predicatori dell’odio e della guerra, a chi si riconosce ancora oggi sotto le insegne di un orrore del recente passato che dovrebbe solo essere condannato; la chitarra acustica, non meno incalzante, si riprende spazio in un altro brano dai risvolti politici, “Il re è nudo”, che attraverso liriche medievaleggianti, prende spunto da “I vestiti nuovi dell’imperatore” di Andersen per immaginare lo smascheramento di un despota.

Molto coinvolgente anche la ballata di “Altri mondi” che dalle prime note quasi cantautorali si apre in un crescendo di strumenti e volumi con toni quasi epici per poi socchiudere la trama in un finale placato che prelude alla dolcezza malinconica che caratterizza il brano conclusivo di questo viaggio. “L’America” inizia con una sezione di accordi classicheggianti che mi hanno ricordato quelli che introducono “Something Broke”, una gemma degli Ork dal loro ultimo album “Screamnasium” (la recensione). Il pezzo presenta un curioso intreccio di lingue che alterna inglese e dialetto siciliano, all’interno di una cornice sognante disegnata da un dialogo poeticissimo tra voce e chitarra.

Termina qui questo intrigante percorso, concepito quasi come un diario di bordo su cui l’artista ha annotato nel tempo le sue sensazioni estemporanee. Carmelo Pipitone ce lo indica con il suo stile, ora graffiante, ora delicato. Un’opera dai tanti sapori che va degustata lentamente per godere appieno di ogni sua preziosa peculiarità. “Piedi in acqua” è la nuova tappa di un musicista in continua evoluzione pronto a regalarci l’essenza della sua sensibilità fuori dal comune. Un album di cui consiglio caldamente l’ascolto.

Articolo di Carlo Giorgetti

Tracklist “Piedi in acqua”

  1. Tempo
  2. Sono stato
  3. Pinzeri
  4. Veleno
  5. Piedi in acqua
  6. Meravigliosa
  7. Le vesti non servono più
  8. Il re è nudo
  9. Odessa
  10. Peste nera
  11. U’ riavulo
  12. Altri mondi
  13. L’America

Crediti album: Carmelo Pipitone chitarre e testi / produzione artistica Carmelo Pipitone, Federico Fiamma / mix Carmelo Pipitone, Federico Fiamma.

Carmelo Pipitone Online:
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