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Carpenter, Carpenter & Davies “Halloween Ends”

Colonna sonora del tredicesimo capitolo della celeberrima saga horror/slasher


“Dolcetto o Scherzetto?” Questa la domanda che risuona in apertura del trailer di “Halloween Ends”, fuori su Sacred Bones il 14 ottobre 2022. E la risposta giusta alla giocosa e pestifera richiesta dovrebbe essere: “John Carpenter”. Toccherebbe insegnarlo a tutti i piccoli che a fine ottobre scorrazzano per le case di mezzo mondo.

La colonna sonora del tredicesimo capitolo della celeberrima saga horror/slasher, nonché terza parte della trilogia diretta da David Gordon Green, non poteva che portare la firma del Master Of Horror, che alla veneranda età di 74 anni non accenna a perdere colpi, ed è ancora nel pieno fuoco creativo musicale.
A noi fan sfegatati, visto che continua a latitare nei panni di regista, non resta che sfamarci attraverso le sue composizioni, in attesa del ritorno sul grande schermo.         

“Where Is Jeremy” è pura attesa, ansia che resta senza risposta … il pericolo c’è, in agguato, ma ancora non si materializza, resta nascosto. “Halloween Ends (Main Title)” riprende in salsa campionata il tema del primissimo film, uno di quei movimenti musicali immortali che non stancheranno mai, una di quelle successioni armoniche che fanno parte ormai del nostro bagaglio emotivo legato alla paura. “Laurie’s Theme Ends” è una delle tracce più corpose; un piano arrancante da carillon apre la composizione per tingersi poi di oscurità progressiva, di stop improvvisi, di colpi legati alla visione filmica. “The Cave” è un intermezzo di sole tre note lungo appena 20 secondi: una sola inquadratura sul luogo in cui si annida il Male. “Cool Kid”  e “Drags to the Cave” sono il passaggio oscuro che conduce a casa del Lupo, permettendoci di poterlo guardare dritto negli occhi. Ed ecco il perché di “Evil Eyes”, con quel finale elettrico in cui il buon Daniel Davies ci dà sotto, bruciando ogni speranza di redenzione.     

“Transformation”, “Beacause of You” e “Requiem For Jeremy” ci mostrano come Carpenter riesca a distaccarsi dalle sue sonorità più classiche di stampo anni ‘80, che hanno fatto la sua fortuna, certo, ma che non sempre possono essere la soluzione. Se davvero vuoi declinare la paura a 360 gradi, il non sedersi sui soliti schemi diventa vitale, e questo il Nostro lo sa bene. “Kill the Cop”, al centro della OST, ripropone il tema portante di nuovo in veste vintage. “Corey and Micheal” si afferma rivelatoria e narrativa, grazie all’uso delle distorsioni e dei campionamenti che in un passaggio fungono anche da originale elemento percussivo.        

“Corey’s Requiem” è una “messa per defunti” lineare e ombrosa, un sinistro monito che parla non della morte, piuttosto dell’inevitabile post mortem. In “The Junk Yard” la mano e il gusto di Cody Carpenter e Daniel Davies sembrano influenzare le danze più del solito, e il fatto che al contempo emerga finalmente il vecchio mood Carpentieriano degli esordi rende questa strumentale acida (la più lunga dell’album) un vero “passaggio per l’Inferno”. “Where are You?” è la chiara domanda espressa dalla breve traccia successiva, e sembra proprio di vederlo il volto in ombra del nostro assassino alla ricerca della sua vittima. “Bye Bye Corey” è definitiva, proprio come dovrebbe essere un addio degno di essere chiamato tale, portato avanti in un ostinato avanzamento ritmato che sa d’inevitabile. “The Fight” prepara la scacchiera del confronto finale, una base scivolosa su cui viene sferrato l’attacco disperato, la consueta lotta per la vita.  
   
Il resto della storia, il suo cuore sonoro e visuale, è tutto in “Before Her Eyes”, perché è attraverso lo sguardo e la consapevolezza dell’eroia, trasformata, mai più la stessa, che la storia si può ricomporre. E la trama suona in accordi traslati, come a creare un effetto straniante, con una magnifica coda di pianoforte che suggella il marchio di sangue con echi da musica classica. “The Procession” rappresenta la stabilizzazione dei nuovi equilibri, quando un intero arco narrativo di sangue e morte è appena concluso, e si cerca disperatamente di ritrovare un equilibrio, un modo per stare in piedi e credere che la vita abbia davvero senso. E, forse, un briciolo di luce in questo quadro di pennellate nero-pece Carpenter lo trova, perché “Cherry Blossoms” è l’unico spiraglio in cui filtra un respiro. Due minuti appena, in minore, e con una coda quasi disperata. Ma anche l’alba più fosca è composta comunque di luce. Chiude “Halloween Ends” e sui titoli di coda torna, più prepotente che mai, uno dei Temi più belli e importanti della storia del cinema, inutile girarci intorno.
          
John Carpenter, Cody Carpenter e Daniel Davies confezionano una colonna sonora compatta, matura, profonda come gli abissi più tetri. Un’opera perfettamente funzionale al film ma anche indipendente da esso: un viaggio che nessuno si augurerebbe di fare, un attraversamento della notte simbolico e senza sconti. Perché l’alba, troppo spesso, è solo un riflesso ingannevole.           
Una falsa promessa.   

Articolo di Simone Ignagni
Track List “Halloween Ends”

  1. Where Is Jeremy
  2. Halloween Ends (Main Title)
  3. Laurie’s Theme Ends
  4. The Cave
  5. Cool Kid
  6. Drags To The Cave
  7. Evil Eyes
  8. Transformation
  9. Because Of You
  10. Requiem For Jeremy
  11. Kill The Cop
  12. Corey And Michael
  13. Corey’s Requiem
  14. The Junk Yard
  15. Where Are You?
  16. Bye Bye Corey
  17. The Fight
  18. Before Her Eyes
  19. The Procession
  20. Cherry Blossoms
  21. Halloween Ends


Line up: John Carpenter
sintetizzatori / Cody Carpenter sintetizzatori / Daniel Davies chitarre
           
John Carpenter Online:
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