“Fumo”, il nuovo progetto dei Casino Royale, è uscito il 23 maggio per Asian Fake e coprodotto da Clap! Clap! ed è stato anticipato da “Fumo Pt.1”, il primo estratto che rappresenta la radice del concept album. Molti critici hanno già speso ottime parole su questo nuovo lavoro dell’iconica band milanese, nata alla fine degli anni ’80. Il periodo storico dei loro natali consente ancora di attingere a quell’impegno che, nei decenni successivi, la band non ha mai fatto mancare. Questo nuovo lavoro, accolto con unanime entusiasmo – in primis da Eddy Cilia, che raramente spende parole così intense – è un album che non ti aspetti per davvero.
Prima di tutto, “Fumo” dimostra quanto sia fondamentale il lavoro in studio. In varie interviste, i Casino Royale hanno sottolineato come questo concept, o suite che dir si voglia, sia frutto di un confronto nato proprio attorno a idee che, giorno dopo giorno, hanno preso corpo e consapevolezza in sala di registrazione. Inoltre, la band di Alioscia “BBDai” Bisceglia ha dimostrato una grande maturità artistica nel prendere in mano un termine, “Fumo”, e trasformarlo in un concetto che descrive perfettamente la nostra epoca contemporanea. L’album si inserisce a pieno titolo in quel filone di lavori che riescono a sintetizzare e distillare il tempo presente. Pur con generi diversi, direi che “Fumo” può stare accanto a dischi come “Pericolo Giallo” di Giorgio Canali, “Linea Gotica” dei C.S.I., “Il mondo nuovo” de Il Teatro degli Orrori o “Canzoni da spiaggia deturpata” di Luci della Centrale Elettrica, solo per ricordarne alcuni.
La differenza con tutti i lavori citati non è solo sonora, dato che i Casino Royale non rinunciano alla loro identità che oscilla tra Dub e Trip Hop, Reggae e Ska, fino al mondo Rocksteady con punte di Rock Alternativo (che in quest’ultimo lavoro si sentono più che mai), ma anche di forma e sostanza. Sul fronte della sostanza, “Vittima e assassino” è senza dubbio uno dei brani che meglio spiegano l’esperienza quotidiana del popolo dei social, così come lo sono “Siamo chiunque siamo” e “Odio e oro”. Tre brani da 10 e lode, senza esitazione, dove ogni parola è efficace e colpisce il centro del problema: la nostra ormai incapacità di fare esperienza della realtà.
Per quanto riguarda la forma, i Casino Royale dimostrano come il mondo della musica liquida possa diventare un nuovo linguaggio, utilizzabile a proprio vantaggio. Nessuna nostalgia o voglia di recuperare un passato ormai andato, ma la consapevolezza che un disco, oggi, può e deve funzionare anche con lunghezze diverse da quelle imposte dalle modalità d’ascolto di un tempo.
L’album si apre con “Sono già scorpione”, che vede Marta Del Grande alla voce, ed è una canzone i cui rimandi si ritrovano in tutto il lavoro. “Fumo”, il singolo e la title track, è divisa in una parte 1 e una parte 2, come fosse una serie TV, o una canzone che necessita di tempi diversi. “Come un’ombra dal futuro” rimanda a esperienze Haiku, con una durata di 1:26 in cui condensa un concetto profondo: il peso del futuro in una società dove solo l’immediato, e non il presente, deve essere consumato.
Ombre, fumo, opacità, incertezze, precarietà sono gli aspetti che il nostro tempo ci chiama a vivere. “Zona d’ombra” e “Freddo in estate” mettono in chiaro, con sonorità tipiche del mondo sperimentale, che il nostro presente ha bisogno di essere osservato e capito, per comprendere come poter sopravvivere senza soccombere. Sembra banale, ma oggi, nel mondo della musica, chi ne ha questa consapevolezza e la sa mettere in una canzone in modo incisivo? Lo hanno fatto i Casino Royale, con “Fumo” appunto.
In conclusione, l’album sembra sfuggire via in meno di 40 minuti. A un primo ascolto è così, non lo metto in dubbio. Ma una volta ripreso, ci si rende conto che “Fumo” richiede una nuova capacità di fare esperienza, e questo, a mio avviso, è il suo grande pregio. “Fumo” è veloce, ma in questa velocità c’è un senso e un contenuto che necessitano di attenzione, quella che la nostra società non ci concede. Non un trattato, dunque, ma una velocità d’azione tipica del gesto artistico o del colpo delle arti marziali: un lungo pensiero che necessita di elaborazione e sintesi, per poi diventare un’azione decisa. “Fumo” è proprio questa azione decisa che i Casino Royale ci hanno dato in meno di 40 minuti. All’ascoltatore il compito di vivere al meglio questo tempo d’ascolto. Detto in altri termini, e cioè con le parole di Umberto Eco, questo disco è decisamente un'”Opera aperta”.
Articolo di Luca Cremonesi
Track list “Fumo”
- Sono già scorpione
- Fumo pt. 1
- Come un’ombra dal futuro
- Fumo pt. 2
- Sono già scorpione (ripresa)
- Siamo chiunque siamo
- Vittima e assassino
- “Scorpione Theme”
- Da adesso
- Zona d’ombra
- Freddo in estate
- Sola
- Odio e oro
- Riprendermi tutto
- Sì tocca a me
Line up Casino Royale: Alioscia “BBDai” Bisceglia: voce / Patrick “Kikke” Benifei: tastiere, voce / Geppi Cuscito: basso elettrico, chitarra, sintetizzatore / Lillo Dadone: batteria / Marta del Grandi: voce / Alda: voce / Alina B: voce
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