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Chrysarmonia “Fly Me To The Sun”

Album intenso per chi cerca energia rock ma apprezza melodie epiche e a tratti struggenti di una voce non comune

Quando ho sentito i Chrysarmonia dal vivo al Legend Club per la prima volta, otto mesi e un mezzo occhio fa (per le vicissitudini autobiografiche del mio occhio scrivete in redazione) posso dire che hanno raggiunto il loro obiettivo: commuovermi. Sì, uso questa parola su un magazine rock. E allora? Ne abbiamo anche abbastanza della negazione delle emozioni maschili, diciamolo: siamo dei sensibiloni, e soprattutto noi che ascoltiamo il Rock! Dite la verità, che alla fine la vostra canzone preferita della tale band Metal è la ballad (a meno che non siano gli Slayer). Lo so, non vale per tutti, ma ognuno di noi farebbe bene a riconnettersi con le proprie fragilità, perché ci rende se non altro più moderni, se non migliori.

Band lombarda, nati con un altro nome come cover band, i Chrysarmonia hanno iniziato a incidere musica originale, pubblicando nel 2019 l’ep “Metamorphosis” seguito dai singoli “Fast” e “Desert” e arrivando al primo full-length con questo “Fly Me To The Sun” pubblicato con Ghost Record, disponibile in tutti i digital stores e in formato fisico CD. Quest’ultimo include “Desert” come bonus track e un booklet di 16 pagine con le visioni artistiche della band dell’Art Photographer Fabio Oriani oltre ai testi dei brani.

Un brano soprattutto, “Forever”, in occasione di quel live mi ha buttato giù le difese con la formula Chrysarmonia, fatta di vocalità emotiva dalla melodia accessibile che specialmente dal vivo ti vibra dentro su una base hard rock / heavy che però non nasconde le influenze soul e funk dei diversi membri della band. Come spesso accade, e chiedo pazienza a tutti e soprattutto al bassista, archetipicamente destinato all’oblio, l’ariete emotivo del gruppo è la potente ed espressiva voce di contralto di Vania Guarini, e probabilmente esiste anche qualche studio scientifico sulle caratteristiche di queste frequenze; anzi adesso controllo, sì, c’è, dice che “come è noto (?!?) il picco di inviluppo spettrale intorno ai 3000 Hz” bla bla bla, ma Vania non ha bisogno della scienza per raggiungere il nostro cervello limbico e toccare le nostre emozioni.

Addentrandoci nell’album, in “Dangerous” la melodia marcia in progressione armonica verso un ritornello accattivante, appoggiata su una solida ritmica, e anticipa “Criminal” che è invece un Metal stomper. C’è sempre grande attenzione per i ritornelli che sono memorabili e cantabili, e per gli assoli che sono sempre melodici e mai sovraccarichi. “Falling Down” si costruisce su una intro di basso schiaffeggiato su un tempo dispari, con linee vocali tessute su voce di testa che si apre poi spiegata su note che toccano altezze ben al di fuori della citata estensione di contralto.

Interessante la cover di “My Favourite Things” che i Chrysarmonia portano in territori più oscuri, lontani da spot del Mulino Bianco e più vicini al presagio che nell’opera originale di Rodgers e Hammerstein questo brano esorcizzante contiene, casalingo scacciapensieri che anticipa però l’arrivo dell’era nazista.

“It Burns” è forse il brano più duro dell’album, in tempo ternario, ma dapprima si distende in una melodia pulita e in un ritornello memorabile, per poi concludere mantenendo la sua promessa con un cambio di tempo decisamente Hard Rock / Metal. “Epica” è un altro quadro sonoro dal più lento incedere, sempre in tempo ternario, la cui linea vocale si evolve da una melodia in tonalità minore per salire come in un’aria d’opera verso picchi più acuti e concludersi in un riff a più voci. Da rilevare il particolare lavoro di sovraincisione esplicita, diciamo, attraverso il quale Vania spesso armonizza e duetta con se stessa in un arricchimento melodico di cui non si sente la mancanza dal vivo ma che aggiunge spessore in studio.

“Surrender”, brano più Metal, apre in un violento riff ma parte poi lento, per poi raddoppiare il tempo nel ritornello evocando le sfide che la vita ci costringe ad affrontare. L’urlo di guerra che lancia l’assolo è un’arma impropria che fa vibrare le corde interiori di chiunque abbia un residuo di empatia nella propria cinica anima anestetizzata di rocker.

“Time To Kill” è un brano che non stonerebbe nel prossimo James Bond, con una intro Metal, ma che si addolcisce nello sfociare in una linea quasi da musica melodica anni 70 per il ritornello che si ripete in un incrocio di voci fino all’acuto finale che ha probabilmente spaccato qualche cristallo in casa mia mentre ascoltavo. Di nuovo al suono metallico del bassista Simone Pampuri (ti ho nominato, alla faccia dell’oblio) è affidata la base iniziale di “Hey”, richiamo al risveglio vitale che procede poi in una cavalcata Metal sull’assolo di chitarra che fa da contappunto alla voce nell’ultima strofa.

“Forever” che ho già citato è una power ballad dal ritornello irresistibile che farebbe scongelare anche Elsa di Frozen e non stonerebbe in un musical rock per la sua potenza evocativa e narrativa. Anche la title-track “Fly Me To The Sun” è una ballad che vive sulla espressività vocale di Vania, che sale come una versione femminile di Icaro, speriamo senza bruciarsi le ali, verso il picco della canzone che è sottolineato da quello che forse è il più ispirato assolo dell’album fra le chitarre registrate da Davide Paggiarin. “Beatiful Maiden” chiude con un cupo riff martellante che mette ancora in luce le capacità ritmiche del batterista Fabio Chiappella.

Mentre mi appresto a scegliere i brani per la playlist, aggiungo la considerazione che mi rendo conto di avere davanti un album che vale quando mi trovo in difficoltà a sceglierne solo due. Un album ascoltabilissimo e carico di emozioni che non delude chi cerca l’energia Rock ma apprezza le melodie epiche e a tratti struggenti di una voce non comune.

Articolo di Nicola Rovetta

Tracklist “Fly Me To The Sun”

1. Dangerous
2. Criminal
3. Falling Down
4. My Favourite Things
5. It Burns
6. Epica
7. Surrender
8. Time To Kill
9. Hey
10. Forever
11. Fly Me To The Sun
12. Beautiful Maiden

Lineup Chrysarmonia: Vania Guarini voce / Davide Paggiarin chitarra / Simone Pampuri basso / Fabio Chiappella batteria

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