Clap Your Hands Say Yeah

Clap Your Hands Say Yeah “New Fragility”

Non è decisamente un disco facile da definire, perché ha il gusto di qualcosa che volutamente rifugge qualsiasi definizione

Il 12 febbraio è uscito per CYHSY/Secretely Canadian “New Fragility”, nuovo interessantissimo album dei Clap Your Hands Say Yeah, ispirato dal racconto “Forever Over Head” di David Foster Wallace (parte dell’antologia “Brief Interviews With Hideous Men”).

A quindici anni di distanza dall’esordio nel 2005, che rappresentò un vero e proprio caso discografico, e a tre anni da “The Tourist”, la band indie-rock capitanata da Alec Ounsworth torna con un disco prodotto dallo stesso Ounsworth in collaborazione con Will Johnson e Britton Beinsenherz. Anticipano l’uscita i singoli “Hesitating Nation”, “Thousand Oaks” e “Where They Perform Miracles”.

Lo stesso frontman descrive “New Fragility” così: Queste canzoni sono politicamente motivate, che non è insolito per me. In passato avevo scritto ‘Upon This Tidal Wave of Young Blooda proposito del fallimento della democrazia americana. Il nuovo brano ‘Hesitating Nationtrasmette il mio disappunto con la mentalità di andare sempre avanti a tutti i costi, senza pensare a chi rimane indietro. Invece ‘Thousand Oaksparla della sparatoria di Thousand Oaks, California, del 2018, in cui morirono 13 persone, e dell’impotenza del governo americano di fronte a certe tragedie.

Non è decisamente un disco facile da definire, forse proprio perché ha il gusto di qualcosa che volutamente rifugge qualsiasi definizione, a cominciare dalla voce di Ounsworth, che all’inizio destabilizza, ma poi affonda e trova microscopiche fessure in cui penetrare.

La verità è che a tratti ho detestato queste dieci tracce perché, maledizione, sono riuscite a catturarmi completamente. Se le prime – “Hesitating Nation”, “Thousand Oaks” – danno l’illusione che sia soltanto un po’ di indie-rock facile già “Dee, Forgiven” ribalta i giochi e, forse, restituisce il perché di questa incomprensibile attrazione: dall’ingresso dell’armonica in poi, per me, è stato amore.

Esattamente a metà della track list troviamo “Innocent Weight”, un duetto tra archi maestosi – decisamente un segno distintivo di questa produzione – e chitarra elettrica che spazza via ogni perplessità e vibra di magnifica intensità, seguita dalla ballata sospesa “Mirror Song” e da “CYHSY, 2005”, rispettivamente acronimo e anno di debutto della band.

Niente di nuovo, in fondo, eppure un disegno dai tratti originali.

C’è qualcosa di stridente e alieno in questa sorta di leggero disordine sonoro che non è un urlo, non è un lamento, non cerca consensi, eppure li ottiene. E c’è qualcosa di geniale.

Articolo di Valentina Comelli

Track List “New Fragility”

  1. Hesitating Nation
  2. Thousand Oaks
  3. Dee, Forgiven
  4. New Fragility
  5. Innocent Weight
  6. Mirror Song
  7. CYHSY, 2005
  8. Where They Perform Miracles
  9. Went Looking For Trouble
  10. If I Were More Like Jesus

Line up Clap Your Hands Say Yeah

Alec Ounsworth – chitarra, voce / Robbie Guertin – chitarra, tastiere / Lee Sargent – chitarra, tastiere / Tyler Sargent – basso / Sean Greenhalgh – batteria, percussioni

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