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Deerhoof “Actually, You Can”

Brani dal sapore distorto e dissonante, tipico della band californiana che dal Punk Rock degli esordi è andata virando verso il Noise Pop e il Garage Rococò

Deerhoof, il gruppo indie rock più interessante di San Francisco, concordi pubblico e critica, ritorna a poco più di un anno dall’ultimo lavoro con il nuovo album “Actually, You Can”, che esce il 22 ottobre 2021 per la Joyful Noise Recordings. Prodotto dagli stessi Deerhoof (Satomi Matsuzaki, Ed Rodriguez, John Dieterich e Greg Saunier), questo è il diciottesimo album in studio della prolifica band statunitense, che ha alle spalle più di venticinque anni di onoratissima carriera. Il disco è stato anticipato da due singoli, “Plant Thief” e “Department of Corrections”, la traccia principale in cui si mette in discussione l’autorità, in maniera ironica, anche attraverso il video animato in stop motion, creato da Jess Joy. 

A detta degli stessi componenti della band, il brano riguarda tutti i meravigliosi misteri della vita che non si possono sommare in un registro contabile o che non figurano in un algoritmo. Parla di Giuda che diventa elettrico. Parla di come la stessa specie umana sia priva di significato senza un pianeta in cui vivere. E di come supereremmo di gran lunga i nostri aspiranti padroni se solo sapessimo organizzarci. E, per quanto riguarda l’album, la band spiega che i temi centrali riguarderanno la bellezza, la positività e l’amore che vengono ritenuti brutti, negativi e odiosi dagli autoproclamati guardiani del ‘senso comune’.

Se in questo quarto di secolo di attività i Deerhoof non hanno sbagliato un colpo, “Actually, you can” è la summa, la sintesi della loro rivoluzione del linguaggio, del loro universo fatto di labirinti di parole e di melodie violente e scoordinate, con frasi apparentemente banali ripetute ossessivamente come fossero mantra.

Nove brani in cui la voce di Satomi Matsuzaki è accompagnata solo da due chitarre, basso, batteria, brani dal sapore distorto e dissonante, tipico della band californiana che dal Punk Rock degli esordi è andata virando verso il Noise Pop e il Garage Rococò, arricchendosi di sonorità metal, industrial e, in questo ultimo lavoro, di elementi Progressive (“Department of Correrctions” e “Be Unbarred, O Ye Gates of Hell”). Con, addirittura, un’incursione nei ritmi latini (“Scarcity Is Manufactured”). Non resta che ascoltarli.

Articolo di Ilaria Staino

Tracklist “Actually, You Can”

1. Be Unbarred, O Ye Gates of Hell
2. Department of Corrections
3. We Grew, and We Were Astonished
4. Scarcity is Manufactured
5. Ancient Mysteries, Described
6. Plant Thief
7. Our Philosophy Is Fiction
8. Epic Love Poem
9. Divine Comedy

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