Da qualsiasi prospettiva li si guardi, una dozzina d’anni non sono pochi, nella storia di una band che i palchi li bazzica dagli strascichi del XX secolo; anche per chi tra mezzi addii e resurrezioni ha resistito fino ad oggi: anche per gli Echo and The Bunnymen. A 12 anni dall’uscita di “The Stars, The Oceans & The Moon”, il gruppo fa ritorno sulla scena con un lavoro solido: “Apples For Isaac”. Undici brani che percorrono la fallibilità umana racchiusi nella metafora biblica del frutto del peccato, trasmesso da Adamo al figlio prodigio Isacco, disponibili su tutte le piattaforme dal 18 settembre, per l’etichetta BMG.
Eredi più di un luogo che di un nome, i ragazzi (ora un po’ meno ragazzi) di Liverpool – sì, quella Liverpool, ma non quei ragazzi – che in prima linea all’alba degli 80s hanno contribuito ad esorcizzare il passaggio dal Post-Punk alla New Wave, simpatizzando anche per qualche svirgolata Pop Psichedelica, in questi ultimi trent’anni abbondanti hanno dimostrato maturità, resistenza e una certa sensibilità alle nuove tendenze musicali – penso a “Evergreen”, o allo stesso “The Stars, The Oceans & The Mood. E forse “Apples For Isaac”, in summa, è proprio questo: l’ennesimo traguardo, il sunto espressivo di una carriera che ha saputo stare al passo coi tempi, sperimentare e resistere all’ombra di altri gruppi più fortunati, senza perdersi troppo in cadenze nostalgiche e architettando con sguardo critico una serie di testi legati dalla sola arbitrarietà umana.
“Take Me By The Hand” apre l’lp con la storica chitarra di Will Sergeant, avvolta da un’armonia strumentale vivace, e l’inconfondibile timbro vocale di Ian McCulloch. Un testo a tratti sciapo cerca di farsi breccia, ricalcando sui doveri di un honest man ormai maturato, ma un po’ troppo pettinato. Il vero gioiello arriva nella terza traccia, con “Brussels is Hauted”: una pregevole prova di introspezione, che fa della nostalgia la punta di diamante di una riflessione sui fantasmi delle tragedie storiche e il passato del gruppo, dai toni Dark della vecchia e cara New Wave, e in onore dei primi concerti fuori dall’Inghilterra, datati 1980 proprio nella capitale belga.
Impossibile poi non intrasentire la “Heroes” bowieiana nella successiva “I’ll Be Your Sunshine”, che riesce comunque digeribile e qualcosina in più, senza rovinare la battesimale del solo e unico. “An Unstoppable Force” fa pensare a un omaggio più che degno ai Velvet Underground: arrendevole, malinconica, accompagnata da un piacevolissimo violino, che sostiene ciò che si rivela una preghiera indirizzata a tutto quello che non ci è dato controllare e che la voce di McCulloch accoglie sconsolata: Say hello to the unstoppable force. Curioso binomio è la coppia “Lab Rats Ran” e “Asimov”, che nella sua particolarità sonora offre due tracce voraci di caos e immagini distopiche, convergenti in una componente orchestrale magistrale.
A chiudere il cerchio, “We Prayed In The Dark”, dominata dall’inconfondibile timbro del frontman, come omaggio conclusivo a quel passaggio verso toni cupi, cui il suicidio di Ian Curtis spinse buona parte di una generazione, Echo compresi. Una gravezza melodica che trova la resurrezione decisiva nella frase it’s a Godless world. Un mondo senza Dio lo è, lo è sempre stato. E a noi umani non resta che amare, sopravvivere e, per chi riesce, vivere.
Attenzione però: “Apples For Isaac” non è un testamento, ed è molto più sconsacrante di quanto il titolo lasci presagire: il disco che ci propongono i ragazzi di Liverpool è una narrazione melodica matura, che di mondo ne ha visto e vissuto, che conosce la fallibilità umana e il suo bisogno di incitamento, di affetto, di propensione all’autodistruzione, e che, nella sua genitorialità un po’ spasmodica, fa quello che può per ringraziarla d’essere imperfetta.
Articolo di Nina Altoni
Track list “Apples For Isaac”
- Take Me By The Hand
- Can’t Be Sold
- Brussels Is Haunted
- I’ll Be Your Sunshine
- Hijacked
- The Honey
- An Unstoppable Force
- The Light That Surrounds You
- Lab Rats Ran
- Asimov
- We Prayed In The Dark
Line up Echo and The Bunnymen: Ian McCulloch voce, chitarra, keyboard / Will Sergeant chitarra, programming / Ste Brannan basso / Simon Finley batteria / Mike Smith saxofono, keyboard / Peter Riley chitarra
Echo and The Bunnymen online:
Website: https://www.bunnymen.com/
YouTube: https://www.youtube.com/@echothebunnymen7436/
Instagram: https://www.instagram.com/officialbunnymen/
