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Elli De Mon “Pagan Blues”

Blues con atmosfere elettriche che accarezzano il background punk dell’artista

“Pagan Blues” è l’ottavo lavoro della musicista e scrittrice vicentina Elli De Mon, nome d’arte di Elisa De Munari. Il disco, uscito il 21 Aprile 2023 su Area Pirata Records, si pone in un settore totalmente a sé nel panorama musicale indipendente italiano, con un’originalità che lo porta oltre al Blues, facendolo navigare in spazi più ampi. In questo lavoro Elli va al di là delle sonorità un po’ arcaiche delle produzioni precedenti, mescolando atmosfere elettriche che accarezzano il background punk dell’artista, dandogli un’energia interessante anche per gli ascoltatori più raffinati.

Il disco avvolge in un mosaico di sonorità che ti fanno viaggiare nelle piantagioni del Delta del Mississippi, volare nelle foreste incantate nel Nord Europa per poi sbatterti violentemente nelle atmosfere urbane dei quartieri periferici delle nostre città. Non ci credete? Bene, allora mettetevi comodi, spegnete la luce e provate ad ascoltare con la mente libera per accogliere qualcosa di maledettamente originale.

L’album si apre con il riff ossessivo di “The Fall”; l’atmosfera è opprimente, quasi da inferno dantesco. La voce di Elli scivola tra le note elettriche ed esprime la volontà di liberarsi da un fardello oppressivo. “I can’t go on dragging this old weight”. L’odio schiaccia, ma l’anima vuole fuggire. “I Can See You” inizia con un riff in modo maggiore dal sapore acustico che si trasforma subito in un’esplosione grunge. L’artista esorta l’altra persona a resistere, non è ancora l’ora di andarsene anche se si è stanchi. “Hold On” sono le parole che si ripetono martellanti alla fine del brano.

Una bella intro di chitarra ci porta nell’atmosfera sognante di “Desert Song”. La voce di Elli torna a essere suadente, quasi un sospiro. Ci porta a camminare in una valle dove il tempo e lo spazio svaniscono. Ma anche qui ritorna il beat ossessivo che caratterizza l’artista vicentina; l’inciso e il finale ci catapultano in una danza coinvolgente, un crescendo di emozioni che si perdono nello stesso riff dell’introduzione, chiudendone il cerchio magico. “Catfish Blues” si ispira direttamente all’omonimo brano di Robert Petway. L’ascoltatore viene preso per mano da un ritmo terzinato, molto Delta Blues. Questo ritmo richiama alla mente il passo cadenzato dei lavoratori nelle piantagioni e la loro fatica quotidiana. La voce inizia trascinandosi stanca dietro la chitarra per poi levarsi in un lamento che sembra uscito direttamente dalle junkhouse del Delta, sdoppiandosi e moltiplicandosi in un coro che richiama l’acqua lenta del fiume.

“Star” parte con un bel fraseggio di chitarra che sfocia poi nell’inconfondibile suono del resonator. La canzone sembra avere il suono e il ritmo di una Child Ballad. Elli invoca la sua stella, chiedendole di non lasciarla sola nel buio Shine on star Shine on star don’t leave me here in the dark. “Ticking” inizia con un ritmo secco, preciso, maniacale, il ritmo inesorabile del tempo che scorre. Personalmente questo brano mi evoca la frenesia della vita cittadina, vita che corre dietro il tempo tiranno, un tempo che può anche segnare l’avvicinarsi di una fine Your time is ticking out there is no doubt. L’esplosione di suoni e ritmi nel ritornello non lasciano scampo al destinatario di questa frase.

La settima traccia dà il titolo all’album: “Pagan Blues”. Realmente pagana è l’atmosfera che si respira durante tutto il brano, un’atmosferica da rito magico da celebrarsi nei boschi. Cosa si nasconde nel bosco non viene detto ma la melodia che ti avvolge, con le voci che si intrecciano con il ritmo ossessivo delle percussioni e il suono degli strumenti a corda, promette una nuova conoscenza. “Sirens’ Call” inizia lento e suadente come il leggendario canto delle sirene. Questo canto affascina la protagonista e la trascina inesorabilmente verso le profondità marine. Il ritmo va crescendo aumentando la drammaticità della scena. Il mare ora diventa una profondità scura. E all’improvviso la musica si spegne.

“Troubled” chiude il viaggio nel Blues pagano di Elli. Una velata minaccia percorre tutto il brano I am troubled stay out of my way.  In questo brano il ritmo cadenzato richiama il passo di un viandante solitario che avvisa tutti di stargli alla larga. Un cammino faticoso che arriva a un apice quasi rabbioso per poi spegnersi pian piano. Il viandante che aveva iniziato il suo cammino mistico con “The Fall” è giunto alla fine del suo viaggio e può finalmente riposare? Bene, siamo arrivati alla fine. Siete riusciti a tenere la luce spenta? No? Non preoccupatevi. I demoni evocati da Elli DeMon esistono solo in un mondo di fantasia. Forse. Buon ascolto.

Articolo di Flavio Giuseppe Businelli

Tracklist Pagan Blues”

  1. The Fall
  2. I Can See You
  3. Desert Song
  4. Catfish Blues
  5. Star
  6. Ticking
  7. Pagan Blues
  8. Sirens’ call
  9. Troubled

Elli De Mon online:
Facebook https://www.facebook.com/ellidemon.onegirlband/
YouTube https://www.youtube.com/channel/UC1cV46KGzSR4MOZzs-mYnBg
Instagram https://www.instagram.com/elli_demon/

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