Five Ways to Nowhere “Bite Hard”, SoE Records 2020

Una band dal nome lungo, un nome che contiene l’origine di una band formata da cinque musicisti che portano, ognuno per la sua strada, a un sound univoco. Il richiamo mi ha fatto accendere una lampadina, ripensando alle sei vie dei buddismo, ma in questo caso non aspettatevi musica da pace interiore (o forse sì).

I Five Ways to Nowhere sono italiani, hanno base a Torino, e questa recensione è centrata sul loro terzo lavoro: “Bite Hard”. Finalmente un album intero, nove brani per mezzora di schiaffi. L’album era stato programmato per l’inizio di quest’anno, ma i negativi sviluppi del terribile morbo hanno ancora rallentato la release.

Five Ways To Nowhere

“Bite Hard” è attualmente disponibile sui player digitali, ma noi ne scriviamo in quanto il 29 settembre inizierà la distribuzione del disco fisico. Sì. Fisico. Perché a noi appassionati di Rock piace ancora avere il feticismo dell’oggetto fisico, della musica fisica. Nel 2020 la vendita di supporti è in costante calo, ma sicuramente non a causa nostra, che ascoltiamo anche musica liquida, ma restiamo fedeli alla necessità di leggere ogni riga presente su fronte, retro e su ogni pagina interna del booklet. Vogliamo che le nostre dita cerchino gli spigoli del bordo del disco.

Dopo i classici convenevoli arriviamo a parlare del disco stesso, del fatto che la band si contraddistingue per un suono old school, miscelando i toni dell’Hard Rock ad una vena Metal che traspare senza tanti problemi. Sparsi per i nove brani del disco si trovano tre brani di lavori precedenti (“Obsessed”, “Vodka Queen” e “Wildstyle”) con una nuova veste sonora ben cucita sul 2020, e sei brani originali.

Il sound è caratterizzato da potenza, da riff di chitarra molto riconoscibili e da una batteria possente e non scontata.Un valore aggiunto è dato dalla voce di Charlotte, particolare, non ovvia, con linee vocali ben determinate e interessanti. È una protagonista indiscussa dei brani, è esattamente la voce che ti aspetti, e che aspetti, a ogni brano.

L’ascolto è diretto, è “chitarroso”, è rock. Questo deve essere sufficiente per capirci al volo, per dare la sensazione dominante e assoluta dal primo pezzo all’ultimo. I tempi sono tutti sostenuti, forse escludendo la penultima “Slowmotional” che (come dal nome) risulta più morbida nei ritornelli. Non abbiamo balladone rilassate per tirare il fiato, non abbiamo particolari pause melodiche che ci permettano di riprenderci dagli schiaffi sonori. Da “Love to Hate”, traccia d’apertura a “Wildstyle”, traccia di chiusura, abbiamo quindi mezz’ora di ritmo, di ritornelli accattivanti e di riff decisi e studiati per aggrapparsi a punti ben precisi della nostra memoria per uscirne a fatica.

Chi ha già seguito altre mie recensioni sa che mi piace “situare” l’ascolto dei dischi e della musica in generale. Quindi, dove dobbiamo trovarci per premere play a un disco del genere? Personalmente l’ho ascoltato sia in auto che alla mia postazione di lavoro, non è necessario prestarvi la totale attenzione, riesce sia ad accompagnare una giornata in cui è richiesta tanta azione che a essere protagonista mentre si rientra a casa la sera. Vi consiglio di provarlo se fate attività fisica, ne uscirete tonificati.

Unica pecca (dai, una pecca va trovata)? Il disco è breve nella sua mezz’ora netta, probabilmente tre o quattro brani in più avrebbero fatto piacere.

Articolo di Marco Oreggia

Tracklist “Bite Hard”

  1. “Love To Hate”
  2. “Obsessed (2020 Version)”
  3. “Over The Line”
  4. “Roll The Dice”
  5. “Mr Grey”
  6. “Twisted”
  7. “Vodka Queen (2020 Version)”
  8. “Slowmotional”
  9. “Wildstyle (2020 Version)”

Line up Five Ways to Nowhere 

Charlotte Esse – Voce
Matteo “TEO” Lassandro – Chitarra Ritmica

Joey Tassello – Chitarra Solista
Davide “DAVY” Rocco – Basso
Fabio Brunetti – Batteria